SE L’ALF APPICCA IL FUOCO, LA LAV NON CORRE A SPEGNERLO!

09/mar/2009 15.02.23 FederFauna Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Se gli animalisti “terroristi” hanno bruciato il

bioparco, gli altri animalisti, quelli "regolari", non si

sono certo schierati contro. Anzi si, si sono schierati...ma

contro il bioparco !!!...

Il 25 febbraio, i media hanno diffuso la notizia che gli

animalisti avevano incendiato con 20 molotov il bioparco di

Cumiana nel torinese, liberando o uccidendo non si sa, 40

uccelli e mettendo in pericolo addirittura la famiglia del

custode. L’azione è stata rivendicata dall'Animal

Liberation Front con tanto di commento: "Questo è per gli

animali imprigionati". Ammesso anche che gli animali siano

stati liberati prima di appiccare l’incendio, gli esperti

dicono che sono comunque destinati a morire quando strappati

così bruscamente alla cattività. Ma dov’è andata a

finire la solidarietà, almeno verso gli animali, di tutti

quelli che si professano animalisti? Ad oggi, la LAV ha

comunicato che il veterinario “amante degli animali” On.

Gianni Mancuso ha presentato un’interrogazione

parlamentare allo scopo di chiarire se un Bioparco come

quello a Cumiana, possa considerarsi veramente idoneo per

la protezione della biodiversità, oppure, al contrario,

sia solo un nuovo volto del business sulla pelle degli

animali. Nadia Masutti, sempre della LAV, nota agli

operatori associati a FederFauna anche per aver

pesantemente contestato una loro proposta dove davano la

disponibilità a devolvere alcuni soggetti per progetti di

conservazione, ha dichiarato: “da dove arriveranno tutti

gli animali previsti, e particolarmente quelli in via di

estinzione? Forse dagli stessi luoghi dove dovrebbero essere

protetti e non prelevati?” Secondo FederFauna, gli

“animalisti” hanno dimostrato una volta di più di non

essere proprio inclini ad amare gli animali ma decisi e

determinati nell’odiare delle persone. “Per fortuna che

si definiscono di utilità sociale!?!...”







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