AGGRESSIONI. PER FEDERFAUNA RESPONSABILITA’ LIMITATA PER I COMUNI.

17/mar/2009 14.01.49 FederFauna Contatta l'autore

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Segnalata oggi una nuova aggressione da parte di cani ai

danni di una ragazza di 24 anni.

Due giorni fa è morto, sempre azzannato, sembra dagli

stessi cani, Giuseppe Brafa di 10 anni ed è stato ferito

un altro di 9 ed un quarantenne.

Il Sottosegretario Martini da subito ha denunciato

l'inattivita' dei sindaci perché questi, rappresentando

l’autorita' sanitaria, sono responsabili del benessere e

del randagismo.

L’ANMVI lamenta che il randagismo soffre di un eccesso di

delega alle amministrazioni territoriali.

Il sindaco di Modica Venticinque, lamenta l’assenza di

leggi e la superficialità di quelle esistenti mentre gli

animalisti lamentano il previsto taglio della spesa pubblica

per il problema.

Secondo FederFauna, l’unica soluzione non è certo quella

di creare nuove risorse come propone un recente ddl

sostenuto proprio dagli animalisti, ma quello di ridurre il

numero dei randagi, soprattutto scoraggiando qualsiasi

interesse a che questi ci siano.

FederFauna mostra prudenza anche verso la recente ordinanza

Martini che prevede corsi obbligatori ma a pagamento per i

detentori, perché nutre seri dubbi che ciò possa

favorire nuovi abbandoni.

FederFauna concorda con l’ANMVI sul fatto che serva una

gestione che coinvolga tutti gli attori della prevenzione e

del controllo canino, aggiunge però: “solo quelli che lo

vogliano fare”.

La missione di un sindaco è quella di tutelare i cittadini

e gli si può addossare la responsabilità dei cani

randagi solo per un periodo limitato. Del resto, anche per i

figli il genitore è responsabile fino ai 18 anni e non

fino a che qualcun altro non lo “adotta”.

Se ci sono associazioni e volontari che vogliono mantenere i

randagi a vita, lo facciano con i loro soldi, rispettando le

stesse norme che rispettano allevatori e commercianti.

Qualcuno lo troverà divertente ma sembra proprio che il

“custode” dei cani di Modica fosse un animalista

convinto e che vivesse tra sporcizia e carcasse di animali

di cui nutriva i randagi che avrebbe dovuto accudire. Pensa

se lo sapesse Guberti!...







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