[Comunicato LAV Enna] RANDAGISMO, INCONTRO TRA COMUNE DI ENNA, LAV E LIDA: NO ALLA ZOOFOBIA, SI ALLA PREVENZIONE

[Comunicato LAV Enna] RANDAGISMO, INCONTRO TRA COMUNE DI ENNA, LAV E LIDA: NO ALLA ZOOFOBIA, SI ALLA PREVENZIONE RANDAGISMO, INCONTRO TRA COMUNE DI ENNA, LAV E LIDA: NO ALLA ZOOFOBIA, SI ALLA PREVENZIONE Negli scorsi giorni l'Assessore all'Agricoltura del Comune di Enna, Vincenzo Margio, ha ricevuto, su suo invito, una delegazione delle associazioni animaliste di Enna, LAV (Lega Anti Vivisezione) e LIDA (Lega Italiana per i Diritti degli Animali), rappresentate rispettivamente da Lorena Sauli e Veronica Motta, per un confronto in ordine al fenomeno del randagismo nella nostra città e all'allarmismo che si è diffuso tra i cittadini ennesi a seguito dei tristi fatti avvenuti nel ragusano, e che rischia purtroppo di trasformarsi in una cruenta, ingiustificata ed indiscriminata persecuzione nei confronti dei randagi, molto spesso vittime innocenti delle azioni umane non sempre rispettose della loro natura e dei loro diritti.

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04/apr/2009 12.36.04 Ufficio Stampa LAV Sicilia Contatta l'autore

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RANDAGISMO, INCONTRO TRA COMUNE DI ENNA,

LAV E LIDA: NO ALLA ZOOFOBIA, SI ALLA PREVENZIONE

 

 

Negli scorsi giorni l'Assessore all'Agricoltura del Comune di Enna, Vincenzo Margio, ha ricevuto, su suo invito, una delegazione delle associazioni animaliste di Enna, LAV (Lega Anti Vivisezione) e LIDA (Lega Italiana per i Diritti degli Animali), rappresentate rispettivamente da Lorena Sauli e Veronica Motta, per un confronto in ordine al fenomeno del randagismo nella nostra città e all'allarmismo che si è diffuso tra i cittadini ennesi a seguito dei tristi fatti avvenuti nel ragusano, e che rischia purtroppo di trasformarsi in una cruenta, ingiustificata ed indiscriminata persecuzione nei confronti dei randagi, molto spesso vittime innocenti delle azioni umane non sempre rispettose della loro natura e dei loro diritti. L'incontro, svoltosi in un proficuo clima di sereno confronto, si è concluso con la disponibilità dichiarata dall'Assessore Margio di affrontare insieme alle associazioni animaliste le problematiche che il fenomeno presenta nella nostra città e le cause che lo determinano, per trovare insieme le soluzioni più idonee nel breve, medio e lungo termine nel rispetto delle normative vigenti e dei diritti di uomini e animali.

 

I rappresentanti delle associazioni animaliste hanno espresso apprezzamento per l'apertura dimostrata dell'Assessore Margio, tra l’altro già impegnatosi nei mesi scorsi a stipulare la convenzione con l’Asl per l’apertura dell’ambulatorio veterinario comunale dove verranno praticate le sterilizzazioni. “Ci  si aspettiamo che alle parole seguano i fatti concreti – dichiarano Lorena Sauli (LAV) e  Veronica Motta (LIDA) - e su questo saremo molto vigili e non demorderemo. Ci aspettiamo che Enna faccia una scelta dalla parte della vita e della civiltà”. LAV e LIDA, inoltre, erano già state convocate nei giorni precedenti dall’assemblea consiliare di Enna: anche in questo incontro il Presidente ed i Consiglieri comunali si sono mostrati molto sensibili e pronti a collaborare soprattutto valutando l’importanza delle campagne di sensibilizzazione e informazione della cittadinanza.

 

Auspichiamo che l’Amministrazione ennese voglia e sappia condividere politiche e programmi di ampio respiro con la LAV – continua la responsabile locale dell’Associazione animalista, Lorena Sauli - il randagismo va affrontato con una rosa di interventi: certamente canili e rifugi, ma per garantire una accoglienza degna e limitata nel tempo ai randagi in difficoltà e non una detenzione a vita; la sterilizzazione degli animali, soprattutto quella dei vaganti; la sistemazione dei randagi presso le famiglie resta un impegno prioritario, assieme alla educazione per un corretto rapporto tra uomo ed altro animale; l'istituzione della "figura" del cane di quartiere”. Il cane di quartiere “é previsto espressamente dalla legge siciliana 15/2000 – spiega Sauli -: dopo una permanenza al canile sanitario, necessaria per le operazioni di eventuali cure sanitarie, identificazione, tatuaggio, trattamenti profilattici, sterilizzazione, il randagio può essere reimmesso nel quartiere di provenienza affidato alle cure di un tutore (in effetti lo/gli stesso/i che già ne avevano cura prima) ovvero in collaborazione con un’Associazione animalista. Va rilevato che il cane di quartiere costa alla collettività decisamente meno che non la detenzione "a vita" degli stessi cani nei canili”.

 

Enna 04.04.2009                                                                                                        www.lavsicilia.it

 

 


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