Le erre che migliorano la vita

Le erre che migliorano la vita Le erre che migliorano la vita Le immagini di rifiuti, spazzatura e discariche a cielo aperto sono divenute di ordinaria amministrazione e non solo alle periferie della grande città o nei suoi angoli più degradati; le ritroviamo sempre più spesso nelle campagne, sulle spiagge, nelle pinete e in tutti quei luoghi che pensavamo puliti e incontaminati.

21/set/2009 17.23.58 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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Le erre che migliorano la vita

 

 

Le immagini di rifiuti, spazzatura e discariche a cielo aperto sono divenute di ordinaria amministrazione e non solo alle periferie della grande città o nei suoi angoli più degradati; le ritroviamo sempre più spesso nelle campagne, sulle spiagge, nelle pinete e in tutti quei luoghi che pensavamo puliti e incontaminati.

Desidero proporre all’attenzione di tutti e particolarmente di insegnanti e studenti l’articolo a firma di Giovanni Nicolai, apparso sul giornale di Pereto, affinché possano farne oggetto di discussione e ricerca scolastica. Uno spunto per gli alunni più piccoli che imparano nuovi vocaboli: molte parole che iniziano con la erre, come

Ridurre,

Recuperare,

Riutilizzare,

Riparare,

a ben pensarci migliorano la nostra vita!

L’invito è però rivolto anche alle classi superiori i cui docenti sapranno trovare altri strumenti per interessare e coinvolgere i loro allievi.

Virgilio Conti

 

 

 

Contro il degrado. Dall’altro lato...

di Giovanni Nicolai

 

Il rischio che corre la natura è

quello di morire avvelenata. Se

innaffiamo un fiore con l’acido, il

solvente o la varechina, quanto potrà

vivere? Pochissimo. Il consumismo, lo

sfruttamento ad oltranza delle risorse

della terra, la produzione esagerata e

forse anche la conquista dell’inutile stanno

soffocando e intossicando il pianeta.

Abbiamo il dovere di opporci allo scempio

che si profila all’orizzonte, al degrado

che è sotto gli occhi di tutti; se non

altro è doveroso cercare di salvare il salvabile

per i nostri figli e i nostri nipoti.

 

Perché il comune di Pereto ha dovuto

prelevare 3.000 euro dalle proprie casse,

già alquanto esigue, per bonificare un

tratto di via di Villaromana, dove un

mascalzone di pochi scrupoli aveva scaricato

un camion di gomme usate? In un’epoca

in cui si ricava il DNA anche dalle

mummie, in cui reparti speciali investigativi

riescono a trovare l’introvabile, è mai

possibile che non si riescano a trovare gli

autori di simili misfatti? Tutti dobbiamo

alzare la voce a costo anche di risultare

antipatici. Sarebbe utile iniziare ad educare

fin dalle elementari i bambini, che

spesso sono migliori dei grandi, al rispetto

e alla salvaguardia del territorio, che

sono sinonimo di educazione e di

civiltà.uno spot pubblicitario recita così:

“bambini la colazione nasce sugli alberi”.

Non è vero. Il grano nasce dalla

terra, i frutti li producono le piante, il

latte lo fanno le mucche non le centrali!

Gli animali, la montagna, il bosco, gli

alberi non sono quelli che fanno vedere in

TV con le merendine appese. Una volta

esisteva la festa degli alberi e un giorno

di primavera i bambini delle scuole elementari,

insieme ai loro insegnanti, alle

Guardie Forestali e alle Guardie

Comunali piantavano alberi. Era una

giornata giocosa, quasi di festa e anche

se non tutte le piantine attecchivano, nel

cuore e nella mente dei bambini rimaneva

impressa quell’esperienza e soprattutto

quella piantina che ognuno aveva messo

a dimora. La ricchezza di Pereto,anche se

con scarsa resa, è la montagna con i suoi

prati, i suoi boschi, i suoi fiori, gli animali

selvatici e i sassi cotti dal sole, dalle

piogge e dalla neve. Queste cose vanno

amate, ma per fare ciò dobbiamo far sì

che tutti le rispettino iniziando dal taglio

del bosco (Macchia del Pero), dai gitanti

domenicali con le radio a tutto volume,

dai vari quad e fuoristrada che scorrazzano

dove vogliono, distruggendo manto

erboso e sottobosco, sentendosi padroni

del mondo solo perché il loro culo poggia

sopra ad un potente mezzo meccanico. I

cafoni non sono quelli di IGNAZIO SILONE,

ma tutti questi personaggi che da

anni fanno il loro sporco comodo, impuniti,

pensando che questa sia terra di nessuno.

Ma le leggi ci sono e anche molto

specifiche in materia.

Manca forse chi le fa rispettare!!!

Giovanni Nicolai

 

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