Cresce il contrabbando di rifiuti verso i Paesi poveri

29/set/2009 14.26.04 Blog Network Contatta l'autore

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Immagine: NYT

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Il contrabbando dei rifiuti dall’Europa verso i Paesi in via di sviluppo è in crescita. A lanciare l’allarme è il New York Times, che cita dati forniti dall’Agenzia Europea per l’Ambiente. Le leggi restrittive sul riciclaggio dei rifiuti ne rendono infatti sempre più vantaggioso il commercio internazionale, non sempre lecito. Su questo versante, l’Europa è protetta da leggi molto più ferree degli Stati Uniti, dice il NYT, ma nonostante ciò il business internazionale è in crescita.

I cargo carichi di rifiuti vengono spesso dissimulati con altri materiali, di modo che non sia visibile la reale natura del carico. Generalmente, i Paesi che accolgono i rifiuti europei sono la Cina, l’India, l’Indonesia e i Paesi Africani. In particolare, sono i rifiuti elettronici (altamente inquinanti e difficili da riciclare) ad essere oggetto di contrabbando. Una legge europea vieta il trasporto internazionale di questo tipo di rifiuti. Tuttavia, basta far passare i materiali come “prodotti di seconda mano“, per aggirare la normativa e ottenere i permessi di trasporto. Al loro arrivo a destinazione, poi, nulla vieta che vengano smantellati.

Il problema è che, oltre al danno ambientale, nelle discariche di prodotti elettronici vengono impiegati bambini e donne per il setacciamento e la differenziazione pezzo per pezzo. L’EEA stima in 20 milioni i container che ogni anno lasciano l’Europa carichi di rifiuti di vario genere, dalla carta alla plastica ai metalli. In larga parte si tratta di compravendite legali. Tuttavia, il contrabbando sta diventando sempre più vantaggioso. Il NYT fa l’esempio dell’Olanda: bruciare nell’inceneritore una tonnellata di rifiuti ha un costo all’incirca quadruplo rispetto a caricare la stessa tonnellata su una nava attraccata al porto di Rotterdam e spedirla verso la Cina.

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