Greenpeace: “Per salvare il clima Obama aiuti i Paesi poveri”

Greenpeace: "Per salvare il clima Obama aiuti i Paesi poveri" Barack Obama "I Paesi sviluppati devono contribuire con 54 miliardi di dollari all'anno (37,12 miliardi di euro, ndr) per permettere ai Paesi in via di sviluppo di adattarsi ai cambiamenti climatici, di fermare la deforestazione e di passare alle energie pulite".

02/ott/2009 10.46.53 Blog Network Contatta l'autore

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Barack Obama

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“I Paesi sviluppati devono contribuire con 54 miliardi di dollari all’anno (37,12 miliardi di euro, ndr) per permettere ai Paesi in via di sviluppo di adattarsi ai cambiamenti climatici, di fermare la deforestazione e di passare alle energie pulite”. Parola di Greenpeace International, la più importante associazione ambientalista del mondo. Sarebbe questa dunque la cifra che permetterebbe di chiudere un accordo soddisfacente alla Conferenza di Copenhaghen di dicembre.

Come sottolinea Greenpeace la partita si gioca tutta sui finanziamenti che gli Stati Uniti e gli altri Paesi del G8 saranno disposti a dare. All’Assemblea generale dell’Onu, infatti, sono finalmente caduti i restanti ostacoli: la Cina si è impegnata a una “significativa” riduzione delle emissioni. Addirittura il Giappone, pur essendo uno Stato già per certi versi virtuoso, si è posto all’avanguardia impegnandosi a ridurre del 25% le emissioni entro il 2020 (sulla base dei livelli del ‘90).

Lo stesso Obama ha spinto molto sull’acceleratore all’Assemblea Onu, con un discorso molto deciso. Quello che è mancato però, sostiene Greenpeace, è stata l’indicazione di quanti soldi sarà in grado di destinare per gli aiuti ai Paesi poveri. Solo se gli Stati Uniti prenderanno un impegno serio su questo versante, infatti, ci sarà la possibilità che anche gli altri Stati del G8 si accodino. Se ciò non accadrà, la Conferenza di Copenhaghen si chiuderà invece con un accordo mediocre e irrisolutivo. “La mediocrità - chiosa Greenpeace – non è un’opzione”.

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