India: non aspettatevi miracoli dal summit di Copenhagen

15/ott/2009 17.12.41 Blog Network Contatta l'autore

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Jairam Ramesh, Ministro dell'ambiente indiano

Jairam Ramesh, Ministro dell'ambiente indiano

L’India invita tutti “ad essere realistici” e a non costruire aspettative esagerate sull’esito della Conferenza della Nazioni Unite, in programma dal 7 al 18 dicembre prossimo. E’ stato il Ministro per l’ambiente e le foreste Jairam Ramesh a smorzare i toni, in vista di un appuntamento che sempre più persone considerano decisivo per il futuro del Pianeta.

“Dobbiamo essere pragmatici – ha detto Ramesh – dobbiamo uscire da Copenhaghen siglando quegli accordi che saremo in grado di firmare”. Che cosa voleva dire? Semplice, che secondo lui non sarà possibile firmare un accordo sulla percentuale di emissioni da tagliare per ciascun Paese. Per questo obiettivo, ha sostenuto Ramesh, i Paesi potrebbero organizzare nuove riunioni dopo dicembre.

Piuttosto, il Ministro indiano sollecita gli Stati partecipanti a concentrarsi su altri tre punti fondamentali: in primo luogo, i finanziamenti per l’adattamento ai cambiamenti climatici (la partita più dura, sulla quale un accordo tra gli Stati sviluppati e quelli emergenti sembra complicatissimo). In secondo luogo, un accordo per combattere la deforestazione e promuovere la riforestazione. Infine, la condivisione delle tecnologie pulite.

Il risultato principale che ci si attende da Cop15, cioè il taglio delle emissioni sembra dunque già compromesso, visto che i due Stati recalcitranti si sono già defilitati: da un lato la Cina sembra disposta a impegnarsi al massimo in una nebulosa “significativa” riduzione delle emissioni, dall’altro l’India vuole addirittura dilazionare la decisione e concentrarsi sui (pur importanti) dettagli.

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