Aiutare i bimbi di Haiti a distanza

03/feb/2010 15.30.29 Ka Contatta l'autore

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Dal terribile giorno del terremoto di Haiti la terra si è mobilitata. Come spesso accade, le tragedie di abbattono su un popolo già sofferente e in difficoltà, quindi la macchina della solidarietà si mette in moto per raccogliersi alla popolazione che per fortuna non rimane sola.

Si pensa, prima di tutto, ai bambini. Quelli vivi e quelli che non ce l'hanno fatta, quelli ancora dispersi sotto le macerie e quelli rimasti orfani, quelli gravemente feriti e quelli salvati per miracolo. Tutti i bambini di Haiti sono in questo momento soli e indifesi, bisognosi più che mai di cibo, cure, acqua e supporto. Si attiva così una diversa macchina della solidarietà, quella delle adozioni. Molti governi lasciano intendere che la burocrazia standard potrebbe essere messa da parte per sveltire i processi di affido di questi bimbi bisognosi e assolvere le necessità di futuri genitori amorevoli e impazienti.

Sicuramente un grosso aiuto per i bimbi, soprattutto momentaneo però. Haiti non ha bisogno di essere privata dei suoi bimbi, Haiti ha anche bisogno di far crescere i suoi bambini, in modo che loro, da adulti, possano prendersi cuura di lei, della loro terra e della loro cultura, per far diventare quel paradiso inaffidabile e bisognoso d'aiuto una terra sicura, autonoma e indipendente. Adottare un bambino di Haiti a distanza regala questa possibilità e questo genere di futuro. Un futuro sicuro per loro, vissuto nella loro madre patria per cambiarla e migliorarla. Un futuro fatto di continuità di usanze e tradizioni.

Adottando un bambino a distanza si regala a lui e al suo paese la possibilità concreta di lavorare per un futuro migliore.

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