La verità sull'assistenza psichiatrica e i diritti negati dei pazienti

18/feb/2010 11.47.59 CCDU Onlus Contatta l'autore

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La voce di chi vive i trattamenti per la salute mentale troppo spesso non viene ascoltata, troppo spesso vengono promosse leggi e prese decisioni senza tenere conto veramente di chi quei trattamenti li ha vissuti e li sta vivendo.

 

Con la proposta di legge n. 2065  in discussione alla camera, sulla revisione dell'assistenza psichiatrica, si vogliono rendere i trattamenti maggiormente lesivi e repressivi dei diritti umani.

 

Qual'è la verità che si cela tuttora dietro i servizi di assistenza psichiatrica? Le porte dei reparti di psichiatria restano chiuse per coloro che ci entrano e a volte anche per i parenti; chi riceve i trattamenti viene privato dei propri diritti.

 

La voce di chi vive questa realtà è molto più esplicita di tante parole.  

Alla signora Giulia (nome di fantasia) è stata diagnosticato prima il bipolarismo, poi la depressione, alla quale ha fatto seguito la prescrizione di più psicofarmaci, senza essere informata degli effetti collaterali: “Ho cominciato ad avere dolori al fegato, stordimento e tremori, e poi ho dovuto subire una colecistectomia (asportazione chirurgica della cistifellea). La terapia sarebbe stata illimitata se non mi fossi ribellata. Mentre ero ricoverata in una casa di cura privata ho subito abusi di vario genere e venivo derisa.”

 

Gianni (nome di fantasia) mentre era in terapia rifiutandosi di fare l'iniezione di  Moditen presso un centro di salute mentale: “Dopo avermi a lungo minacciato di TSO il dottore ha provveduto ad organizzarlo con l'accordo di una dottoressa, che senza visitarmi, gli ha fatto recapitare la proposta di TSO. Mi sono sempre stati somministrati psicofarmaci (Litio, Riperdal, Modivan, Haldol, Abilify, EN, Seroquel, Risperdal, Akineston, Largactil), quasi sempre costretto ad assumerli in ospedale. Appena dimesso sospendevo le cure perché gli effetti collaterali erano insopportabili, problemi gastrici, confusione, eccessiva sedazione, annullamento della volontà, manie suicide, ecc... Nessuno mi ha mai informato degli effetti collaterali dei farmaci. Durante i miei ricoveri sono stato più volte contenuto al letto con fasce di sicurezza, spesso lasciato senza alcun controllo.”

 

Laura (nome di fantasia), viene ricoverata in psichiatria nonostante abbia una condizione di deperimento fisico dovuta ad un recente intervento chirurgico. Mentre è ricoverata riceve una visita dal marito: “Era legata al letto, sedata, col volto tumefatto e un polso slogato. Gli venivano tolti degli alimenti che le portavo, senza spiegazione, e non veniva curata nella pulizia, peggiorando le sue condizione fisiche e psichiche.

 

Il Vice presidente del Comitato, Silvio De Fanti, commenta:“Gli abusi di potere in quest'ambito sono all'ordine del giorno, i pazienti non hanno diritti e se manifestano di non concordare su qualche trattamento o esprimono malesseri fisici, non solo non gli viene concesso di fare analisi mediche per rilevare se vi siano delle condizioni fisiche che causano ripercussioni psichiche, ma subiscono minacce di TSO o l'inasprimento delle terapie psicofarmacologiche.

Le numerose stragi famigliari che sono avvenute in questi ultimi mesi in Italia e non solo, sono compiute per la maggior parte da persone in trattamento psicofarmacologico; come si evince dai bugiardini stessi e dai vari avvertimenti delle agenzie di controllo, possono causare violenza e pensieri suicidi tra gli effetti collaterali.”

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani dal 1979 si batte affinché queste realtà vengano alla luce e mostrino il vero volto dell’assistenza psichiatrica, affinché le istituzioni si adoperino per tutelare i cittadini per i quali sono al servizio.

 

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

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