COMUNICATO AZIONE PER LA SALUTE GLOBALE: L'IMPEGNO DELL'EUROPA PER LA SALUTE NEL SUD DEL MONDO. POSITIVO IL NUOVO CODICE DI CONDOTTA APPROVATO DALL'OMS

Dovrà essere attuato in ogni sua parte affinché i paesi più poveri possano fare progressi nella lotta alla povertà e per la realizzazione del diritto alla salute", dice Annalisa Stagni, Advocacy Officer di CESTAS, Ong partner italiano di Azione per la Salute Globale insieme ad AIDOS.

24/mag/2010 13.53.34 Cestas Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

AZIONE PER LA SALUTE GLOBALE

ACTION FOR GLOBAL HEALTH

 

COMUNICATO STAMPA

 

L’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità approva il

Codice di condotta sull’assunzione degli operatori sanitari

‘Azione per la Salute Globale’ chiede l’impegno di tutti affinché il Codice non diventi una freccia spuntata

 

GINEVRA, 24 maggio 2010 – Azione per la Salute Globale accoglie positivamente il “Codice di condotta sull’assunzione degli operatori sanitari” approvato in questi giorni nel corso dell’Assemblea Mondiale della Sanità, tenutasi a Ginevra e appena conclusasi.

 

Il Codice, il secondo redatto ad oggi dall’OMS, nasce per rispondere all’urgenza di tamponare l’emorragia sanitaria nei Paesi in via di Sviluppo, caratterizzata anche dalla sempre maggiore fuga del personale sanitario locale verso i Paesi del Nord del Mondo. Si stima infatti che nei Paesi in via di Sviluppo manchino circa 4,3 milioni di operatori sanitari per riuscire a fornire una risposta adeguata ai bisogni sanitari locali.

 

Il Codice è stato approvato dopo anni di negoziati e potenzialmente rappresenta un’azione importante e decisiva per favorire il raggiungimento entro il 2015, data fissata a livello internazionale, degli Obiettivi del Millennio per la Salute: ridurre di due terzi la mortalità infantile; ridurre di due terzi la mortalità materna e garantire l’accesso universale alla salute riproduttiva; contrastare la diffusione dell’Hiv/Aids, della malaria e di altre malattie gravi.

 

L’importanza e il valore del Codice rischiano però di infrangersi contro la sua natura prettamente volontaria, che lo rende un semplice invito purtroppo facilmente ignorabile.

 

“Il Codice è un importante riconoscimento del fatto che un adeguato staff sanitario è la linfa dei sistemi sanitari nazionali. Ma se il Codice non verrà rispettato dagli Stati membri dell’OMS, rischia di essere solo una freccia spuntata. Dovrà essere attuato in ogni sua parte affinché i paesi più poveri possano fare progressi nella lotta alla povertà e per la realizzazione del diritto alla salute”, dice Annalisa Stagni, Advocacy Officer di CESTAS, Ong partner italiano di Azione per la Salute Globale insieme ad AIDOS.

 

L’Unione Europea può e deve impegnarsi per rafforzare il Codice

L’Unione Europea e gli Stati membri sono tra i maggiori donatori di aiuti e allo stesso tempo sono tra i maggiori datori di lavoro degli operatori sanitari dei paesi in via di sviluppo. Sono quindi, in questo momento, i primi chiamati a far sì che il Codice venga realmente rispettato o addirittura rinforzato. Hanno infatti la possibilità di dare concretezza al Codice destinando lo 0,1% del PIL in aiuti allo sviluppo per la salute e impegnarsi affinché il 25% di tale somma venga speso per migliorare le condizioni di lavoro, i salari, la qualità dell’istruzione di medici, infermieri e ostetriche ne paesi in via di sviluppo.

 

Stop al drenaggio di operatori sanitari dai Paesi in Via di Sviluppo

Al momento l’Europa laurea 173,800 medici all’anno, contro i 5,100 dell’Africa. Tuttavia, la carenza di personale sanitario in Europa e le limitazioni nelle assunzioni fanno sì che gli stati membri cerchino di attrarre personale sanitario dai Paesi in via di sviluppo. I Paesi europei possono e devono colmare le proprie carenze a livello sanitario trovando soluzioni che non vadano a pesare negativamente sul già precario equilibrio sanitario del Sud del Mondo, riducendo l’impatto dei cosiddetti ‘fattori di attrazione’ nei flussi migratori di staff sanitario dai paesi più poveri.

 

La crisi della forza lavoro impiegata in sanità in Africa

Sebbene il 24% delle malattie del mondo è localizzabile in Africa, qui è operativo solo il 3% della forza lavoro mondiale impiegata in sanità. La scarsità di operatori sanitari rappresenta il maggior ostacolo per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio per la salute e Azione per la Salute Globale evidenzia il paradosso maggiore al quale si sta assistendo:  si cerca e si vuole  di fornire cure alle popolazioni dei Paesi in via di Sviluppo senza medici, ostetriche e infermieri in loco.

In conclusione, Azione per la Salute Globale ritiene fondamentale, sempre nel pieno rispetto del diritto dei lavoratori di migrare, che sia i paesi ricchi che quelli poveri rendano prioritario il rafforzamento dei sistemi sanitari locali e che si impegnino nell’attuazione del Codice di Condotta al fine di formare e favorire la permanenza degli operatori sanitari laddove ce ne è più bisogno.

Per maggiori informazioni: Annalisa Stagni, Global Health Advocacy Officer, CESTAS, +393405818179

 

Ufficio Stampa:

AIDOS: ufficiostampa@aidos.it, tel. 066873.214/196

CESTAS: silvia.trentini@cestas.org, tel. 051. 255053, www.cestas.org

 

 

Azione per la Salute Globale è network europeo fondato nel 2006 da 15 Ong con l’obiettivo di promuovere l’impegno internazionale per migliorare la salute del Sud del mondo. In Italia partecipano al network le Ong AIDOS e CESTAS.

www.actionforglobalhealth.eu   www.aidos.it   www.cestas.org

 

 

 

 

 

 

 

Silvia Trentini

 

Cestas - Centro di Educazione Sanitaria e Tecnologie Appropriate Sanitarie

Organizzazione di Cooperazione Internazionale - Ente di Formazione
Via Ranzani 13/5/F 40127 Bologna - Italia
T +39 051 255053 F +39 051 4211317 @silvia.trentini@cestas.org
skype silvia.trentini.cestas  www.cestas.org

 

 

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl