IL BUSINESS DELLE "MALATTIE" MENTALI

IL BUSINESS DELLE "MALATTIE" MENTALI La grancassa mediatica continua con gli slogan di marketing per promuovere il nuovo psicofarmaco di turno, enfatizzando qualche "pseudomalattia" che verrebbe curata da tale psicofarmaco: "Oltre un milione di italiani soffre di disturbo bipolare, nel quale si alternano stati di depressione a stati di "euforia" maniacale……Da alcune settimane e' disponibile anche in Italia un farmaco a base di quetiapina per la depressione bipolare che, secondo gli esperti, "riduce il rischio di viraggio verso la fase maniacale".

03/giu/2010 09.57.19 CCDU onlus Contatta l'autore

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La grancassa mediatica continua con gli slogan di marketing per promuovere il nuovo psicofarmaco di turno, enfatizzando qualche “pseudomalattia” che verrebbe curata da  tale psicofarmaco:

“Oltre un milione di italiani soffre di disturbo bipolare, nel quale si alternano stati di depressione a stati di 'euforia' maniacale……Da alcune settimane e' disponibile anche in Italia un farmaco a base di quetiapina per la depressione bipolare che, secondo gli esperti, ''riduce il rischio di viraggio verso la fase maniacale''. “ (Ansa)

 

Di pochi giorni fa il disconoscimento di una di queste “pseudomalattie”, “la dipendenza da Internet (Internet Addiction Disorder, IAD)”, "In 25 anni di occupazione non hanno incontrato un solo paziente affetto da questa 'dipendenza', sarebbe come parlare di tossicodipendenza da telefono, non ha senso", ha dichiarato José Miguel Gaona, uno psichiatra specializzato in dipendenze e un dottorato in medicina presso l'Universidad Complutense de Madrid . (Aduc.it)

 

Dal 2000 al 2008, conferma un rapporto di Osservasalute, il consumo di psicofarmaci è più che triplicato, ed è spinto soprattutto dai giovani. (26/5 La Stampa)

 

Come mai, nonostante tutti questi farmaci “miracolosi” che “prevengono” e “curano” aumentano sempre di più i “malati mentali”? In base alle dichiarazioni degli stessi psichiatri.

 

Secondo le statistiche dell’Osservatorio dei comportamenti e la devianza dell’Università Sapienza di Roma, sono quasi settantamila i bambini che ricevono trattamenti con psicofarmaci, e meno di un caso su tre ne ha davvero bisogno.

 

Non si può  continuare a smerciare le emozioni della vita come comportamenti anormali da inquadrare in qualche “malattia” o “disturbo” mentale e poi far credere che una pillola lo risolverà. Queste pillole, oltre a ingabbiare le emozioni, rendono le persone dipendenti per anni o tutta la vita, per il piacere di coloro che ne hanno un rientro finanziario legato all'aumento degli introiti di grosse multinazionali farmaceutiche.

 

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani avverte di informarsi sugli effetti collaterali di queste pillole, di richiedere analisi mediche in merito a situazioni di malessere psichico, a volte le cause sono fisiche, e richiedere l'applicazione del consenso informato.

 

Silvio De Fanti

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

Tel 0236510685

Email: info@ccdu.org

www.ccdu.org

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