I BAMBINI PRESI DI MIRA

29/giu/2010 10.23.27 CCDU onlus Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Cinquantamila bambini in Italia assumono psicofarmaci e alcuni hanno
solo 3 anni. La psichiatria c'informa che entro il 2020 la metà della
popolazione mondiale sarà malata di depressione mentre in Italia è
stato stimato che il 20% dei bambini soffre di un qualche disturbo di
apprendimento.

Una volta i professionisti erano gli insegnanti; oggigiorno abbiamo
l’equipe psico-pegadogica che munita di altisonanti "Progetti
psicologici", basati sul controllo del comportamento, è entrata nella
scuola, somministra test, questionari di improbabile validità
scientifica, ne valuta i risultati ed infine etichetta il bambino,
visto che qualsiasi difficoltà può rientrare tranquillamente in
qualche "disturbo psichiatrico" come l’ADHD (Deficit dell’Attenzione e
Iperattività)o la discalculia (difficoltà nel fare i calcoli), la
disortografia (difficoltà nella scrittura) e altri disturbi coniati
relativi a difficoltà incontrate nell’apprendere. Viene inculcata ad
insegnanti ed alunni l’idea che la causa  degli  errori nella lettura
e/o scrittura  siano “disturbi mentali” , “disabilità costituzionali”
dalle  quali non si guarisce. I genitori non vengono mai completamente
informati su cosa si farà esattamente con questi progetti, che spesso
sono i più variegati, e i questionari psicologici invasivi che
sollecitano la richiesta di informazioni sul bambino e sulla famiglia,
spesso compilati senza il consenso dei genitori, come verranno
valutati  e dove andranno a finire. Spesso le etichette rimangono
nella storia dell'alunno che se le porta avanti anche negli anni
successivi essendo stato schedato.

Molti bambini vengono poi indirizzati in centri di neuropsichiatria
infantile che sono il punto d’ingresso verso trattamenti
farmacologici, anziché interventi didattici e sociali. Ce ne sono  40
attivi sul territorio nazionale e sono 112 quelli accreditati . E’
stato istituito anche un registro nazionale, per monitorare la
somministrazione degli psicofarmaci sul campo.

La prescrizione medica di psicofarmaci a bambini è aumentata in
maniera esponenziale in tutta Europa ed è aumentata anche in Italia. A
chi conviene tutto ciò?  Non certo ai bambini. Ci troviamo purtroppo
di fronte all’ennesima prova del tentativo di trasformare le nostre
scuole da luoghi di istruzione e crescita in una sorta di laboratori
per studi psicologici o psichiatrici, come è avvenuto negli Usa con
catastrofiche conseguenze sia per il loro sistema di istruzione che
per le famiglie

Nessuno nega che esistano bambini con problemi di varia natura e
genere; un bambino mai fermo e distratto può essere disattento o
iperattivo per centinaia di motivi differenti. I comportamenti, anche
problematici, sono manifestazioni di svariati problemi, non malattie.
Non esistono test oggettivi per misurare lo squilibrio biochimico nel
cervello (esami di laboratorio - radiografie, ecc...) che ne provano o
meno la presenza, al di là del parere di chiunque , invece fanno test
sui topi e ciò da il via a nuove cure per la condotta. Le opinioni dei
singoli, i pareri personali non contano nulla in medicina: questo è
ciò che rende la medicina una scienza.

Siamo ben lontani dalle sperimentazioni didattiche, dalla ricerca di
metodologie funzionali di insegnamento, dai metodi Montessori,
Steiner, dalla scuola di Don Milani, dal chiedersi  veramente

perché quell’alunno sta avendo difficoltà.

Gli errori e le carenze nelle prestazioni  scolastiche, che fanno
parte del processo di apprendimento, vengono ora stigmatizzati e
considerati malattie o disturbi mentali  mentre  figure quali
psicologi, psicopedagogisti e neuropsichiatri infantili si
sostituiscono  agli insegnanti e al loro ruolo.

Il CCDU sta lavorando affinché sia presa in considerazione ogni
possibilità per prevenire che i bambini vengano "etichettati"
ingiustamente come affetti da "disturbi mentali", specie attraverso
programmi di "Istruzione Speciale" o attraverso l'uso nelle scuole di
test e questionari psicopatologici e che sia protetto il loro diritto
inalienabile ad essere educati senza l'uso di farmaci. Questo mondo
appartiene a tutti noi, ma in misura maggiore ai bambini, ai quali un
giorno verrà consegnato.

 Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di
informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi
psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere
accurate analisi mediche.


Silvio De Fanti
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
Tel 02 36510685
Email info@ccdu.org
www.ccdu.org


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