GENITORI ESASPERATI RAPISCONO LA FIGLIA DI 5 ANNI

Stanno bene e non c'è la minima possibilità che la bimba possa essere in pericolo.» Lo ha detto l'avvocato Francesco Miraglia del foro di Modena, legale della famiglia, dopo che ieri i genitori reggiani hanno prelevato la loro figlioletta di cinque anni da una casa vacanze, a Marina di Massa, sotto la guida di una comunità per minori.

18/lug/2010 17.53.44 CCDU onlus Contatta l'autore

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All’indomani dell'avvio al processo di Basiglio, un’ennesima vicenda in un sistema da riformare


«Genitori e bambina sono tranquilli, sereni e felici. Stanno bene e non c'è la minima possibilità che la bimba possa essere in pericolo.» Lo ha detto l'avvocato Francesco Miraglia del foro di Modena, legale della famiglia, dopo che ieri i genitori reggiani hanno prelevato la loro figlioletta di cinque anni da una casa vacanze, a Marina di Massa, sotto la guida di una comunità per minori.


Il caso della bimba di 5 anni tolta ai genitori che aveva visto il tribunale dei minori scontrarsi con i servizi sociali si infiamma dunque nuovamente. Dopo il primo “rapimento” del marzo scorso da parte dei genitori che era stato seguito anche da “Chi l’ha visto?”, il tribunale aveva deciso di riesaminare la vicenda per valutare le ragioni del papà e della mamma, tant’è che la Procura della Repubblica stessa aveva deciso di archiviare la denuncia di sottrazione di minori.


Già in marzo, questa vicenda aveva evidenziato tutti i limiti del nostro sistema di giustizia minorile, con lotte interne tra Servizi Sociali, che davano parere favorevole al rientro della bimba in famiglia parlando chiaramente di buona capacità genitoriale e di forte legame di coppia, e giudice del Tribunale dei Minorenni, che riteneva la coppia inadeguata. E mentre le istituzioni si facevano la guerra, chi ne subiva le conseguenze era la bambina.


Il legale della famiglia, Francesco Miraglia del foro di Modena, ha spiegato che dopo la vicenda di marzo era stato disposto un riesame completo del caso da parte dall'autorità giudiziaria per valutare la capacità genitoriale: «Era previsto un incontro tra loro e la bimba, ma la tutrice lo ha bloccato sostenendo che era meglio evitare forti emozioni alla piccola se avesse rivisto il papà e la mamma dopo quello che era successo. Ma i miei assistiti non sono mostri, non sono sprovveduti, sono solo genitori esasperati e vogliono che la loro vicenda trovi una soluzione». Ieri, di fronte a quest’ennesima ingiustizia, che non teneva assolutamente conto delle necessità della bambina di vedere i propri genitori, hanno deciso di farsi giustizia da soli.


Ma questa purtroppo è solo una delle vicende che si ripercuotono ingiustamente sui nostri bambini. Solo martedì scorso c'è stata una manifestazione davanti al Tribunale di Milano per il processo sul caso di Basiglio (che vede imputate cinque persone che hanno permesso che due bambini -fratello e sorella- fossero strappati alla famiglia sulla base di un disegno osé imputato falsamente alla bambina). Ci sono molti casi di genitori che non giungono alle cronache e soffrono in silenzio per le ingiustizie causate da un sistema di relazioni e segnalazioni ai tribunali che non consentono difese, soprattutto nel caso di persone poco abbienti, perché non hanno la possibilità di far valere i propri diritti.


Troppi bambini sono stati tolti con la forza alle famiglie non sempre con buone ragioni, troppo spesso con errori dovuti a superficialità, incompetenza, relazioni e perizie basate su opinioni e non su fatti di psicologi e psichiatri, diventano fondamentali perché il bambino prenda la strada della comunità. È evidente che questo sistema necessita di una radicale riforma perché si possa parlare di “vera” giustizia minorile.


È giunta l’ora di liberare tutti i bambini sottratti ingiustamente e restituirli alle loro famiglie. Ci appelliamo al legislatore perché intervenga velocemente.


Silvio De Fanti

Vicepresidente Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus

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