Manifestazione al tribunale dei minorenni: è necessario riformare un sistema che non funziona più

Circa cinquanta persone hanno manifestato davanti al tribunale di Bologna contro le sottrazioni ingiuste di minori sulla base di perizie psichiatriche e psicologiche soggettive e senza un reale accertamento dei fatti e delle prove.

27/lug/2010 11.19.09 CCDU Onlus Trento Contatta l'autore

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È COLPA DELLE PERIZIE PSICHIATRICHE E PSICOLOGICHE

Manifestazione di Bologna davanti al tribunale dei minorenni: è necessario
riformare un sistema che non funziona più

 

Bologna. Circa cinquanta persone hanno manifestato davanti al tribunale di Bologna contro le sottrazioni ingiuste di minori sulla base di perizie psichiatriche e psicologiche soggettive e senza un reale accertamento dei fatti e delle prove. La maggior parte dei partecipanti erano mamme e papà che protestavano per gli abusi subiti.

 

Durante la manifestazione, il Dott. Maurizio Millo, Presidente del Tribunale dei Minori, ha parlato con i manifestanti affermando che “qui si fanno le cose secondo la Legge", scatenando le reazioni delle mamme e papà presenti. In effetti, molti giudici e assistenti sociali cercano di lavorare nell’interesse dei bambini e di non prendere decisioni superficiali. È certamente vero che si dedicano con passione alla tutela dei minori e cercano di proteggere i bambini. Ma perché allora ci sono così tanti abusi. Secondo noi la vera causa sono le perizie psicologico-psichiatriche.

 

Tutto il sistema è vittima di psicologi, psichiatri, consulenti che tramite valutazioni soggettive ed opinabili, spesso inducono il Tribunale dei minori a prendere provvedimenti drastici e drammatici. Come precisamente denunciato nella relazione del dottor Raspadori (uno psicologo di Trento che lavora da anni nel settore dei minori): ...il cronista giudiziario si accorge che questi ‘provvedimenti’ tanto drammatici si riferiscono a comportamenti che di per sé non sono reati, che sono diffusi nella maggior parte degli interni famigliari, ma che improvvisamente vengono classificati come altamente pericolosi, al punto da dover mettere in salvo il minore.” E la famiglia, nella maggioranza dei casi, è totalmente impotente di fronte a queste valutazioni psicologiche o psichiatriche.

 

La gente comune è convinta che la sottrazione di minori sia dettata da oggettive condizioni di degrado. Si da per scontato che la decisione del giudice si basi su abusi gravi e oggettivi. Ma leggendo attentamente le sentenze si scopre che spesso la motivazione è di natura psicologica ed alquanto questionabile. Ed il primo punto della denuncia del dott. Raspadori tratta proprio della fantomatica «incapacità genitoriale»: “I procedimenti con cui si separano i bambini dalle madri in nome dell’incapacità genitoriale, facendo risalire questa capacità/incapacità ad una caratteristica psicologica, ad un tratto di personalità cioè, sono un abuso anche scientifico. Non esiste in nessun manuale di psicologia o psichiatria la categoria o la sindrome di incapacità genitoriale. Non esiste l’incapacità genitoriale in quanto categoria psicologica AD EXCLUDENDUM. Gli atti a cui così frequentemente ricorre il Tribunale per i Minori di Trento, di affidamento a terzi (Servizi Sociali) di un minore è un’ipotesi che dovrebbe essere perseguita solo per gravissimi ed eccezionali motivi.

 

E perché le mamme e i papà non denunciano (o non denunciavano dato che finalmente iniziano a farlo) queste sentenze assurde? Il primo motivo è che non conoscono il perché della sottrazione e il secondo motivo è lo stigma sociale che temono di dover affrontare, come esemplarmente documentato dal dottor Raspadori: La vita di un genitore viene, così, stravolta e negata nella sua identità, da un momento all’altro. Non ha con chi parlare, lui solo sa, non il perché, ma quanto gli è successo. Se esterna angoscia, rabbia, dolore, le persone attorno, i conoscenti, i colleghi, ascoltano con compatimento, certo, ma ognuno è portato a pensare ‘chissà cosa nasconde, chissà cosa ha combinato’. Meglio tacere, mimetizzarsi, sparire, che vivere lo stigma di ‘madre incapace’, incapace e pericolosa al punto che i giudici hanno dovuto mettere al sicuro i figli.”

 

Secondo le stime del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, in Italia la percentuale di bambini sottratti per "inidoneità genitoriale" è di circa l'80%. Il dottor Raspadori parla addirittura del 95% per cento. Qui non si parla più di alcuni casi eccezionali. Qui si parla di un intero sistema degradato. In Italia i bambini sottratti in Italia sono circa 32.000 e in Trentino sono ben 355 ( http://blog.panorama.it/italia/2009/11/13/i-nostri-figli-portati-via-da-un-giudice/ ). Ormai nessuna famiglia è veramente al sicuro. Non pensiate che non potrebbe succedere anche a voi. Il caso di Basiglio (che vede imputate cinque persone che hanno permesso che due bambini -fratello e sorella- fossero strappati alla famiglia sulla base di un disegno osé imputato falsamente alla bambina) ci insegna che anche una famiglia perfettamente normale potrebbe vivere questo dramma. Ringraziamo le poche famiglie che, come quella di Basiglio, hanno avuto il coraggio di denunciare l’abuso subito e hanno riottenuto i loro bambini. È ora che tutte le famiglie escano allo scoperto per denunciare questi abusi. Non abbiate paura. Denunciate.

 

Questo è un sistema che deve essere riformato completamente. Le perizie psicologiche-psichiatriche dovrebbero avere solo valore di opinioni e non essere considerate direttamente come “accertamento della verità”. Un bambino dovrebbe essere sottratto solo sulla base di fatti gravi ed accertati o solo dopo l’acquisizione di prove oggettive attendibili. Questa riforma sarà possibile solo quando la gente sarà consapevole del problema. Perciò denunciate, informate la gente, smascherate questi abusi, per il bene dei vostri e dei nostri figli.

 

Silvio De Fanti

Vice presidente Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus

www.ccdu.org

info@ccdu.org

 

 

 

 

 

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