MALTRATTAMENTI AL VILLAGGIO SOS: ISTITUZIONI DELUDENTI

12/gen/2011 16.22.27 CCDU Onlus Trento Contatta l'autore

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MALTRATTAMENTI AL VILLAGGIO SOS: ISTITUZIONI DELUDENTI

La difesa aprioristica del Presidente del villaggio delude il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

 

Trento. Siamo delusi del comportamento e delle dichiarazioni del Presidente del villaggio SOS. Sebbene nell’intervista al telegiornale regionale il dottor Giuseppe Demattè avesse sostanzialmente dichiarato di non conoscere la vicenda nel dettaglio, nei giornali di stamattina smentiva qualsiasi ipotesi di maltrattamenti. Dubitiamo che in così poco tempo sia stata fatta un’indagine approfondita per individuare e sanzionare eventuali mele marce all’interno della struttura. Sebbene comprendiamo il legittimo desiderio del Presidente di sostenere i propri collaboratori, gli ricordiamo che qui si parla di minori, e che accuse talmente gravi non dovrebbero essere liquidate superficialmente. Si tratta di bambini in uno stato di disagio che a volte manifestano comportamenti oppositivi e irrispettosi che potrebbero mettere alla prova la pazienza degli operatori. La risposta del Presidente sarebbe dovuta pervenire tra alcuni giorni o settimane, dopo una verifica accorta e scrupolosa. Annotiamo con soddisfazione la dichiarazione che il villaggio si sta «adoperando in tutti i modi perché il bambino venga restituito» pur facendo presente che il bambino si trova in struttura, lontano dalla famiglia, da ben 9 mesi.

Secondo le stime del nostro comitato, il 70-80% dei minori ospitati nelle comunità (ed è una situazione che riguarda tutt’Italia e non solo il Trentino) vengono sottratti senza motivi gravi o accertati, sulla base di perizie e relazioni psichiatriche e psicologiche soggettive e discrezionali. In altre parole, 4 bambini su 5 avrebbero potuto, e dovuto, rimanere nelle loro case con un eventuale sostegno alle famiglie disagiate in conformità con lo spirito della legge, senza ricorrere a provvedimenti tanto drastici come l’allontanamento e la collocazione in comunità. Questo è un problema che riguarda un sistema minorile allo sbando che necessita di una riforma sostanziale. Il CCDU (Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus) assieme alla GESEF (Genitori Separati dai Figli) ha già indetto una petizione che in poco tempo ha raccolto oltre 1200 firme. La petizione, che può essere scaricata online sul sito www.crescoacasa.com/petizioni, chiede una riforma che culminerà con la prossima presentazione di una proposta di legge a livello nazionale.

 

Paolo Roat

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

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