VIOLENZE, MANIE, PSICOSI, ALLUCINAZIONI, SUICIDIO E PERSINO IDEE OMICIDE

19/gen/2011 10.59.40 CCDU onlus Contatta l'autore

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Sparatoria in Arizona - Mentre le case farmaceutiche continuano a ripeterci che ci servono più farmaci, proviamo a porci le giuste domande.

 

Dal CCHR Internazionale

 

Ogni volta c'è una sparatoria nelle scuole, o qualche massacro insensato, la stampa vuole convincerci della necessità di rinforzare i dipartimenti di salute mentale preposti a " prevenire " queste tragedie - ben prima che i fatti del caso siano stati investigati. Infatti, la maggior parte della stampa non appare cosi interessata nel portare i fatti alla luce cosi come lo sono nel raccomandare presunte soluzioni. Se investigassero un po’, scoprirebbero che la maggioranza delle persone che hanno commesso questi atti erano già in cura con psicofarmaci.   Come ormai ampiamente dimostrato (basta leggere bene i bugiardini) molti di questi psicofarmaci possono causare violenze, manie, psicosi, allucinazioni, suicidio e persino idee omicide.

Nei precedenti casi di massacri/sparatorie, quando un reporter investigativo (come Douglas Kennedy di Fox National News) si metteva al lavoro, si scopriva che l'assassino era sotto l'influenza di farmaci psicotropi, o in crisi di astinenza da essi. A quel punto, di solito, la stampa ufficiale dà fiato alla tromba di Big Pharma e diffonde il messaggio di rito: "non ci sono prove che questi farmaci causano violenza o comportamento omicida".

Beh, a livello internazionale (Stati Uniti, Unione Europea, Giappone, Regno Unito, Australia e Canada) si contano ventidue avvertimenti da parte di varie Autorità del Farmaco sul legame tra psicofarmaci e violenza, manie, psicosi, e persino idee omicide.   Appena una settimana fa il TIME Magazine scriveva di uno studio dell'Institute for Safe Medication Practices, riferendo che "basandoci sui dati dell’autorità statunitense del farmaco, sono stati identificati 31 farmaci che sono sproporzionatamente connessi con comportamenti violenti verso altre persone."  E nei primi 10, 8 sono psicofarmaci: 5 antidepressivi tra i più diffusi, due anfetaminici (curerebbero l’iperattività) e un ansiolitico.

"Quando le persone pensano alle connessioni tra farmaci e violenza” - scrive il Time Magazine - “ciò che normalmente viene in mente sono droghe illegali come crack e cocaina. Invece, alcuni medicinali - particolarmente, gli antidepressivi come il Prozac - sono connessi  con l'aumento dei rischi di violenza, e persino comportamento omicida”.

Ben 10 dei recenti massacri sono stati commessi da persone sotto l'influenza di psicofarmaci documentati essere la causa di comportamenti violenti, dando come risultato 54 morti e 105 feriti gravi, ma la verità potrebbe essere ancora più tragica, considerando che in parecchi casi la documentazione medica è stata sigillata o i documenti di autopsia non sono stati resi pubblici o i test tossicologici non sono stati fatti per evidenziare la presenza di psicofarmaci, oppure non sono stati resi pubblici.  

Nel caso di Loughner ci si chiede come mai nessuno stia prendendo in considerazione questa linea d’investigazione, soprattutto in quanto:

1) I documenti del tribunale mostrano che Jared Loughner è stato prosciolto il 9 dicembre 2008, dopo che lui completò alcuni programmi di recupero.  Quali erano questi programmi? Includevano trattamenti a base di psicofarmaci come nel caso del programma dell' assassino della Columbia, Eric Harris? 

2) Il Wall Street Journal riporta, "Un compagno di classe disse che Loughner era diventato un suicida".  Considerando che la FDA aveva accertato il legame tra antidepressivi e idee suicide (come lo fanno anche altri farmaci psichiatrici) Loughner era già sotto l'influenza di tali farmaci?


3) La stampa ha riportato che Loughner era stato "bandito dal campus a causa di una pendente valutazione psicologica."  Ebbene?  Ricevette una valutazione?  Era mai stato in trattamento con psicofarmaci?

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche, oltre ad informarsi attentamente sugli effetti dei farmaci antidepressivi.


Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus

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