Comunicato Stampa:SOCIALE E SICUREZZA: RUSSO E INCORONATO, UNITA' D'ITALIA;PER NON FESTEGGIARE A META'INTRODURRE UNA FESTIVITA'

17/mar/2011 11.55.18 Sociale e Sicurezza - "No- Profit" Contatta l'autore

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SOCIALE & SICUREZZA - NO PROFIT
ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE
PRESIDENZA
 
COMUNICATO STAMPA 17 MARZO 2011
 
17 MARZO 2011 FESTA DELL'UNITA' D'ITALIA
SOCIALE E SICUREZZA: RUSSO E INCORONATO, PER NON FESTEGGIARE A META'INTRODURRE UNA FESTIVITA' AGGIUNTIVA
 
Oggi con orgoglio e "fierezza" festeggiamo il 150° Anniversario delll'unità d'Italia,E’ passato piu' di un mese dalle roventi polemiche che hanno caratterizzato
l’istituzione “una tantum” della celebrazione per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.Un costo di cinque o sei miliardi di euro per le aziende, denunciava Confindustria, costrette a retribuire una giornata di lavoro senza produzione, la delegazione Ministeriale della Lega Nord che si rifiuta di appoggiare la decisione in Consiglio dei Ministri ed infine il Governo che, per Decreto, stabilisce che il 17 marzo 2011 sarà festa Nazionale. "Finalmente pensiamo - dichiarano Francesco Paolo Russo e Giulio Incoronato V. Presidenti dell'Associazione Sociale e Sicurezza - "no-profit" - sentendo la notizia al telegiornale - un giorno di ferie che cade dal cielo per tutti i dipendenti italiani, in realtà, mentre si discute di patria, unità e dei massimi sistemi, la “Beffa” si nasconde in un paio di righe che completano il decreto: al fine di evitare nuovi e maggiori oneri a carico della finanza pubblica e delle imprese private, per il solo anno 2011 gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali previsti per la festività soppressa del 4 novembre non si applicano a tale ricorrenza ma, in sostituzione, alla festa nazionale per il 150mo anniversario dell’Unità d’Italia In pratica, per “festeggiare” il 17 marzo, oggi tutti lavoratori dipendenti in genere dovranno sacrificare un giorno di permesso che
altrimenti avrebbero potuto utilizzare in una data a loro scelta , bella Beffa . E’ certo - dichiara Incoronato - che non può non suscitare perplessità l’imposizione, per legge, di far pagare agli stessi dipendenti l’istituzione di una festa nazionale, tra l’altro senza averli adeguatamente e prioritariamente informati, così da far
scaturire tutta una serie di critiche e disapprovazioni. E’ opportuno ricordare - conclude Francesco Paolo Russo  - infatti, che in passato quando si trattò di istituire
nuovamente la festività per il 2 giugno quale ricorrenza della Festa della Repubblica, non si procedette ad incidere direttamente sulle ferie già in godimento dei lavoratori, semplicemente stabilendo che la commemorazione meritava di essere considerata alla stessa stregua delle altre festività. Ci si auspica adesso che non si applichi rigidamente quanto sopra supposto anche al fine di evitare l'eventuale nascita di tutta una serie di contenziosi .
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