Frongia (Assointerforze) Sicurezza sociale e legalità in bassa sabina

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04/dic/2011 15.22.18 Associazione nazionale Interforze Contatta l'autore

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Raffica di furti e illegalità che si sta diffondendo nel basso reatino
La percezione della sicurezza va sempre peggiorando nella bassa sabina per il diffondersi di illegalità quali furti .
La nota arriva dall’Associazione nazionale Interforze , che riprende alcune denunce di cittadini e commercianti alla quale sono stati oggetti di furti nelle proprie abitazioni o presso esercizi commerciali.
L’AssoInterforze si sofferma all’ultimo colpo messo a segno da ignoti ladruncoli ai danni di un distributore di carburante nel territorio di Stimigliano in zona scalo, dove è stato forzato la cassa continua e il box del distributore.
Questi episodi, continua la nota - invadono senza ombra di dubbio zone che fino ad oggi erano ritenuti sicuri, come la bassa sabina o il resto delle comunità del reatino e, che sempre più spesso colpisce le persone comuni, quelle più deboli. Per questo, ritengo afferma il dr. Luca Frongia presidente dell’AssoInterforze che il tema della sicurezza non possa essere trattato in maniera disgiunta da quello della legalità. Il binomio legalità-sicurezza è frutto di un percorso lungo che ha coinvolto da un lato l’uomo nella sua dimensione etica, e dall’altro la società nella sua dimensione civica, o meglio, nella sua dimensione politica.
In senso giuridico, sottolinea Frongia - legalità è un principio che assoggetta alla legge sia il pubblico che il privato. Questo principio, piuttosto semplice, deve confrontarsi però con il nostro sistema relazionale che è molto complesso, caratterizzato soprattutto negli ultimi tempi da fenomeni di novità assoluta che, per mera semplificazione, possiamo raccogliere nel termine globalizzazione.
Ciò implica rimarca il presidente - che non tutti i comportamenti possono essere analiticamente
previsti dall’ordinamento giuridico. Vi sono regole non scritte che, sebbene riconducibili in via astratta ai principi generali del diritto, non trovano corrispondenza in norme di legge. Molte regole sociali sono comuni a più popoli. Altre sottendono diversità profonde che segnano confini netti tra civiltà, popolazioni e persone. Non sempre la legalità coincide con il senso comune o con il senso civico dei membri di una stessa collettività, soprattutto se allargata e multietnica.
Per questa ragione, al di là delle condotte chiaramente delittuose, dobbiamo confrontarci con comportamenti la cui illegalità non è percepita o non è condivisa da una parte dei suoi consociati. Queste differenze fanno si che oggi la legalità sia un valore ancora più importante.
Il problema non è solo quello di inasprire le pene, fanno notare dall’associazione ma realizzare un sistema giustizia realmente in grado di valutare i fatti e comminare le sanzioni previste in tempi apprezzabili. Giustizia e sicurezza vanno intese come due facce della stessa medaglia. Perché è inutile inasprire le pene se poi non c’è una giustizia in grado di applicare la sanzione. Com’è vano il lavoro delle forze dell’ordine se la giustizia non fa il suo corso.
La crisi della legalità si riscontra in molteplici manifestazioni: la criminalità organizzata e quella comune, il terrorismo nazionale ed internazionale, ma anche da cose più semplici e immediate come la mancanza di rispetto al codice della strada, delle regole sulla sicurezza del lavoro, dall’evasione fiscale contributiva, dal ricorso al lavoro nero, dalla disattenzione sulla qualità e sui tempi di realizzazione degli appalti pubblici (fenomeno questo che oltre a rappresentare un costo elevato per i cittadini causa l’allontanamento dal mercato di imprese serie e meglio attrezzate che non possono sostenere in sistema del massimo ribasso con imprese che trascurano sistematicamente le più elementari regole della sicurezza e del lavoro quando non hanno anche connotazioni malavitose).

Questo fenomeno chiama in causa il fattore culturale, perché il problema del rispetto delle regole è soprattutto una questione culturale, è convincimento, condivisione, si basa su un sentire comune, su una volontà comune.
Il recupero della legalità è fondamentalmente un problema etico.
Non si tratta solo di un problema morale individuale, ma soprattutto di un fatto sociale che riguarda i contesti in cui le persone vivono insieme.
In questi spazi della vita quotidiana infine sottolinea Frongia - non si registrano soltanto dinamiche criminali, come eventi delittuosi così aberranti che contaminano i territorio di una violenza inaudita e disumana, ma a un livello più ristretto, degrado urbano, abusivismo, indisciplina e disprezzo delle regole comportamentali del vivere civile, invasione di comunità straniere nomade, nel territorio rendono il tasso e la percezione di legalità sempre più basso.






 

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