Le voci dentro la loro testa - Approccio di Gail Hornstein alla comprensione della follia

09/ago/2011 22.07.39 CCDU onlus Contatta l'autore

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The Sun - 19 luglio 2011

di Tracy Frisch

 

TRACY FRISCH vive nella Contea di Washington, New York, dove lei è una giornalista freelance.

 

USA - Gail Hornstein(Prof.ssa di Psicologia Università del Massachusetts), per decenni ha raccolto più di settecento memorie, autobiografie e testimonianze di pazienti con disturbi mentali, pazienti che lottano contro il sistema psichiatrico per far sentire la loro voce.

Secondo il National Institute of Mental Health, circa un americano su 4 soffre di un disturbo mentale. La società USA è andata oltre rispetto a qualsiasi altra nel classificare i comportamenti indesiderati ed emozioni come malattie che esigono trattamento medico e spesso farmacologico, e l’Europa segue a ruota.

La Hornstein  respinge l'idea che i pazienti psichiatrici, nonostante i loro gravi sintomi, abbiano una malattia fisica e suggerisce che anche schizofrenia e altri tipi di psicosi possono derivare da traumi, abusi e oppressioni.

 

Frisch: Perché eviti così fortemente la frase "malattia mentale"?

Hornstein: Il termine "malattia mentale" è pesantemente caricato, politicizzato e ambiguo. Preferisco parlare di "esperienze anomale", "emozioni estreme" e "stress emotivo". Il motivo principale per cui io non uso il linguaggio medico è che le persone che soffrono spesso non lo trovano molto utile. Nessuno sperimenta la  "schizofrenia" - che è solo un nome tecnico per un sacco di sentimenti complicati. Coloro a cui hanno insegnato che le  "malattie mentali sono malattie cerebrali"  vedono i pazienti psichiatrici come pericolosi e improbabili da recuperare. E quelli in crisi spesso sono comprensibilmente riluttanti a consultare i professionisti della salute mentale, perché lo stigma della malattia mentale è così grave che è possibile perdere lavoro, casa e famiglia come conseguenza dell’essere diagnosticati con una malattia mentale.

 

Frisch: In che modo la "malattia mentale" differisce dalla malattia fisica?

 

Hornstein: In psichiatria la malattia mentale è una metafora imposta sul comportamento delle persone. Non ci sono metodi fisici per diagnosticare una malattia mentale: non c'è nessun esame del sangue o risonanza o altro. Sulla base del comportamento sono diagnosticate le cosiddette malattie mentali. La teoria dello " squilibrio chimico " è stata inventata dai dipartimenti del marketing delle aziende farmaceutiche per cercare di convincere i medici a prescrivere i loro prodotti. Alcuni medici dicono che la depressione è proprio come il diabete: avete uno squilibrio di un neurotrasmettitore e come per il diabetico potrebbe essere necessaria più o meno insulina, questo farmaco ripristinerà il vostro equilibrio mentale. Ma con il diabete è possibile misurare la quantità di zucchero e di insulina nel sangue. Sappiamo che cosa è un livello bilanciato. Nessun medico che abbia prescritto  un antidepressivo ha mai misurato il livello di un neurotrasmettitore nel corpo del paziente. Non c'è nessun mezzo per  dire se qualcuno ha un "squilibrio chimico".

 

Frisch: Le eventuali malattie mentali hanno una base fisiologica conosciuta?

 

Hornstein: I sintomi iniziali della malattia di Huntington, ricordano i sintomi della malattia mentale.  Persone nelle fasi iniziali di cancro al cervello possono comportarsi in maniera anomala. Se non sanno di avere il cancro, si potrebbe pensare che stanno avendo una reazione psichiatrica. Ma una volta che ottengono una TAC, si può vedere il tumore al cervello. Non si può vedere schizofrenia.

 

Frisch: ho sempre pensato che solo i mistici o i folli potessero sentire le voci, ma lei suggerisce che è più comune di quanto pensiamo.

 

Hornstein: Molte persone che sentono voci non hanno mai attirato l'attenzione del sistema psichiatrico. Le stime sono che il 4% della popolazione inglese sente voci - circa la stessa percentuale che ha l'asma. Nella società occidentale spesso associamo le voci con la malattia. Se avessimo vissuto in una parte del mondo con una maggiore religiosità, le insolite esperienze psicologiche potrebbero essere etichettate come doni divini. Tutte le grandi religioni del mondo hanno figure che hanno sentito voci o avuto altre esperienze psicologiche anomale. Se il pastore in una chiesa cristiana evangelica racconta alla congregazione, "Dio mi parlò ieri sera," in quella Chiesa nessuno pensa che egli ha perso la testa.

Uno degli obiettivi principali del mio libro è dare ai lettori la possibilità di conoscere persone che hanno esperienze insolite e incoraggiarli a tollerare una gamma più ampia di comportamenti  in se stessi e gli altri.

Leggi il resto dell'articolo qui: http://www.thesunmagazine.org/issues/427/the_voices_inside_their_heads

 

 

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda: informarsi attentamente, non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, richiedere accurate analisi mediche e avvalersi sempre di un medico se si decide di smettere di assumere terapie a base di psicofarmaci. Inoltre il cittadino ha il diritto  di richiedere l'applicazione del consenso informato e i medici  devono informare, codice di deontologia medica art. 33, 34 e 35, e possono segnalare le reazioni avverse ai farmaci compilando l'apposito modulo e indirizzandolo al responsabile di farmacovigilanza della propria zona, come indicato dall'Agenzia Italiana del Farmaco. 

Nota del CCHR(Citizens Commission on Huyman Rights): la psichiatria rifiuta di ammettere che i disturbi psichiatrici non sono condizioni mediche, e con veemenza ha soppresso trattamenti non-farmacologici di successo per superare le difficoltà mentali. Nel 1970, la psichiatra Loren Mosher, capo della  Ricerca sulla schizofrenia al National Institute of Mental Health, (sostenendo  apertamente che la diagnosi di schizofrenia non aveva alcun fondamento medico), stabilì un programma - Soteria House - per i pazienti diagnosticati schizofrenici. Era basato “sull’ idea  che la schizofrenia spesso può essere superata con l'aiuto di relazioni significative, piuttosto che con farmaci”.  L'85/ 90% dei pazienti sono stati in grado di tornare alla comunità senza l’uso di cure ospedaliere convenzionali.

Ma questo incredibile risultato fu sepolto e screditato. Secondo la Mosher: "Dal 1980,  sono stata rimossa dal mio incarico a causa della mia forte opposizione all'uso eccessivo di farmaci e il sostegno a interventi non-farmacologici per trattare i disturbi mentali ".

Non c'è dubbio che le persone soffrono di una vasta gamma di problemi comportamentali, emotivi e mentali. Ma le diagnosi psichiatriche (disturbi) non sono condizioni mediche, fatto evidenziato dalla mancanza di una comprovata prova medica per qualsiasi disturbo psichiatrico, tra cui la "schizofrenia". "Medicalizzare"  falsamente questi problemi beneficia solo due gruppi - l'industria farmaceutica e l'industria psichiatrica - non coloro che cercano aiuto reale.

Per ulteriori informazioni: http://www.cchrint.org/psychiatric-disorders/

 

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus

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