L'ampliamento del catalogo dei disturbi mentali preoccupa qualcuno, anzi chiunque sia razionale

22/nov/2011 10.46.27 CCDU onlus Contatta l'autore

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Newsworks - 16 novembre 2011 di Maiken Scott

Psichiatria nuovamente in lotta intestina su cosa sia o non sia un disordine mentale

La cosiddetta Bibbia della psichiatria, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, sta subendo una revisione. L'ultima versione, il DSM 5, uscirà nel 2013. Nel frattempo crescono i conflitti su quali diagnosi debbano essere aggiunte, rimosse o modificate.

Migliaia di professionisti di salute mentale, che non sono d’accordo con la direzione del nuovo DSM, firmano una petizione online.

Il DSM è una pubblicazione molto influente: guida la diagnosi, la ricerca e le modalità di azione nel campo della psichiatria. L'ultima edizione del manuale è stata pubblicata nel 1994 e questo significa che questa nuova edizione deve riflettere quasi 20 anni di nuova ricerca e progressi sul trattamento. La posta in gioco è alta, e lo è anche l’ansia sulle modifiche e aggiunte.

La petizione online inviata da diverse organizzazioni professionali di psicologi critica coloro che lavorano sul nuovo DSM per quello che definiscono "abbassamento delle soglie diagnostiche."

La psicologa di Philadelphia Cindy Baum-Baicker, che ha firmato la petizione, ha detto che il numero delle diverse diagnosi di salute mentale sta crescendo troppo rapidamente. "Abbiamo già 297 diagnosi. Quando abbiamo iniziato il DSM ne avevamo 106", ha detto, "Stiamo per averne ancora di più."

Lei è preoccupata per diversi aspetti specifici del nuovo DSM, ad esempio le modifiche che potrebbero trasformare una prolungata sofferenza, magari dovuta a normali aspetti della vita, in una diagnosi di disturbo mentale. Il dolore, ha detto, è una parte naturale e importante della vita. Aggiungendo:

"Se rendiamo patologica la tristezza del dolore, e facciamo sì che le persone usino medicine per evitare che sperimentino la loro tristezza e ci passino attraverso fino a superarla, il più delle volte impediamo loro di fare le modifiche di cui hanno bisogno per avere successo nella vita".

La professoressa di psicologia dell’Università della Pennsylvania Marna Barrett non ha firmato la petizione - anche se condivide alcune delle preoccupazioni a cui questa si rivolge. Ha detto che i professionisti che lavorano sul DSM sono stati troppo ricettivi ai pareri personali - cosa che lei afferma poter essere buona, ma che può anche causare difficoltà.

"In nessun altro campo della medicina abbiamo un manuale di disturbi dove il pubblico può dare il proprio parere da due soldi su cosa sia un disturbo o no, dove i colleghi possono dire se questo o quello sia un disturbo o no, unicamente su un’opinione personale, senza basi scientifiche comprovate da esami" ha detto la Barrett. La professoressa ha inoltre sottolineato che le decisioni sul DSM dovrebbero basarsi saldamente sulla ricerca e su prove e non cedere alle pressioni sociali e politiche, o agli sforzi di lobbying esercitati da gruppi di interesse come gruppi di pressione guidati da genitori o consumatori (troppo spesso finanziati dalle stesse case farmaceutiche che producono i farmaci che dovrebbero curare quegli stessi disturbi di cui essi sostengono l’esistenza).

 

La petizione on-line, criticando il DSM ha raccolto più di 6.000 firme finora.

 

Sulla base di quanto sopra esposto il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani consiglia la visione del nuovo documentario dal titolo “DSM: Il più letale imbroglio della psichiatria”.

 

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus

Email info@ccdu.org

www.ccdu.org

 

 

Fonte articolo:

http://www.newsworks.org/index.php/health-science/item/29940-expanding-catalog-of-mental-disorders-worries-some

 

 

 

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