Libro sulle Bestie di Satana con dati di Telefono Antiplagio

C'è la voce di Michele Tollis, padre di Fabio ucciso dalla setta, un

01/feb/2006 09.38.16 antiplagio Contatta l'autore

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www.larena.it - Mercoledì 1 Febbraio 2006 - In libreria «Le bestie di
Satana» di Gabriele Moroni, il volume-inchiesta sui giovani lombardi
protagonisti di uno tra i più efferati fatti di cronaca. Voci che
raccontano una storia di orrori.
Uno dopo l’altro parlano vittime e carnefici, da diversi punti di
vista. In chiusura alcune pagine «fotografano» le sette sataniche in
Italia. Pubblichiamo lo stralcio di un capitolo.
È in libreria «Le bestie di Satana. Voci dall'incubo» di Gabriele
Moroni (Mursia), il libro-inchiesta che narra la vicenda dei ragazzi
lombardi protagonisti di uno tra i più efferati fatti di cronaca degli
ultimi anni.
L'autore, cronista de Il Giorno, ha seguito sin dalle prime battute
l'inchiesta sulla setta: ha vissuto per mesi accanto ai genitori delle
vittime, ha incontrato i carnefici, ha seguito gli investigatori.
Questo libro è una sorta di registrazione di voci che raccontano, da
diversi punti di vista, una delle vicende di cronaca più sconcertante
degli ulitmi decenni.
C'è la voce di Michele Tollis, padre di Fabio ucciso dalla setta, un
uomo diventato suo malgrado investigatore dell'orrore per anni sulle
tracce prima del figlio e poi dei suoi assassini. Per la prima volta
Michele Tollis racconta come, pur di riuscire a penetrare nel
sottobosco del satanismo, accettò una sorta di rito di sangue e venne
iniziato. Un padre costretto a fare un patto con il diavolo pur di
avere notizie del figlio.
C'è la voce di Mario Maccione, ricostruita attraverso il memoriale. E
la sua è una storia di vita bruciata fra droga, alcol, satanismo fino
ad approdare a una sorta di superomismo, di completo disprezzo della
vita umana. Anche della propria. C'è la testimonianza della mamma di
Christian Frigerio, un ragazzo di Brugherio ( in provincia di Milano)
svanito nel nulla nove anni or sono e mai più ricomparso,offre uno
spaccato di ciò che è rimasto irrisolto dopo la conclusione ufficiale
dell'inchiesta: undici fra sparizioni, morti misterose, suicidi senza
ragione.
Uno dopo l'altro parlano vittime e carnefici di questa storia che non
si lascia catalogare: follia di gruppo o la punta più evidente di un
fenomeno diffuso?
Il libro si chiude con un capitolo che fotografa le sette sataniche in
Italia. Si legge: secondo la stima del telefono Antiplagio i seguaci
delle sette sataniche oscillano tra i 2000 e i 3000. I dati più
inquietanti riguardano i minori: il 33% è attratto da stregoneria e
occultismo, legge pubblicazioni e/o frequenta siti internet del
settore; il 3% ha tra i 6 e 10 anni, il 9% tra gli 11 e i 14, il 21%
tra i 15 e i 17 anni. Sempre secondo il telefono Antiplagio le persone
coinvolte in pratiche di satanismo hanno in media 35 anni, sono donne
per il 51% e per il 49% uomini. La Lombardia guida la classifica delle
regioni più interessate al fenomeno, seguite da Lazio, Veneto e
Piemonte.
Per gentile concessione della Ugo Mursia Editore, pubblichiamo uno
stralcio del quarto capitolo, in cui Michele Tollis, padre di Fabio,
ucciso dalle "Bestie di Satana" nella boscaglia fra Arsago Seprio e
Somma Lombardo, rivela a Moroni come, per sei anni, si è inventato
"detective", inseguendo il fantasma del figlio sparito e poi i suoi
assassini.
«Un uomo piccolo e grigio, l’aria mite, ma raccolto e compatto come un
pugno. Si porta dentro una carica ancora inesplosa di rabbia, dolore,
lucida consapevolezza...con l’orgoglio degli umili mostra l’albero
genealogico della famiglia ricostruito dal fratello. Michele Tollis
porta con sé il figlio, la sua storia racchiusa in una borsa di pelle
nera. Il diario Smemoranda, sulla copertina una croce rovesciata e il
pentacolo mimetizzati fra i nomi dei gruppi preferiti. Parole. "Quanto
reali sono i sogni e gli incubi?" Michele Tollis ha impressa nella
memoria la chiamata di suo figlio, alle 23,30 del 17 gennaio 1998.
"Fabio non era lucido. L’ho dichiarato ai Carabinieri nella denuncia di
scomparsa. Aveva un modo di parlare strascicato, spezzettato.
Biascicava. Tono di voce bassissimo. Senza ombra di dubbio gli avevano
"addomesticato" la Coca o la birra con qualcosa. Era la prima volta che
mi chiedeva di dormire fuori. Aveva trascorso la notte fuori casa per
il Capodanno degli ultimi due anni, ma la mattina era rientrato. E poi
le ragazze non gli mancavano, era circondato. Che bisogno aveva di
andare a casa di Chiara? Non la conoscevamo, non sapevamo quasi della
sua esistenza, non aveva mai telefonato a casa nostra. Fabio l’aveva
nominata solo quando ci aveva raccontato la bugia della rissa di
Brugherio.»
«Ho pensato che forse avrebbe fatto apposta a perdere l’ultima corsa
della metropolitana. Ero ancora vestito. Mi sono infilato il giubbotto
e le scarpe. La mia Golf era parcheggiata in strada. Sono partito in
direzione del Midnight. Sulla tangenziale la nebbia era emendamente
fitta. Per arrivare al pub ho impiegato venti minuti. Sono arrivato da
via Giulio Romano. Ho parcheggiato e mi sono avviato a piedi. Ci
saranno state duecento persone. A qualche passo dal pub ho visto Ozzy e
lui mi ha riconosciuto. Massimino (Magni) era poco distante... prima di
allora non ero mai entrato al Midnight. Se l’avessi fatto avrei visto
un teschio appeso, le caraffe a forma di teschio, un altare, una gabbia
illuminata con la figura di un demone che schiaccia un essere umano. Mi
sono diretto verso quello che chiamavano il "baretto", a cento metri
dal pub, birra a metà prezzo, panini scontati, uno schermo per i
videoclip di musica metal. Non ero mai stato nemmeno lì. C’erano il
signor Luigi, il proprietario e sua figlia. Ha parlato Luigi: "Fabietto
mi ha chiesto un gettone. Era lì a telefonare." Ozzy mi scortava. Sono
tornato al pub tra il rumore e il fumo, li ho visti tutti tranne
Maccione e Sapone...»
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