"Scientismo, scienza, democrazia"

Al via il dibattito pubblico promosso dalla Fondazione Diritti Genetici.

Persone Mario Capanna, Emanuele Severino, Franco Cardini, Manuela Giovannetti, Giuseppe De Rita, Bartolomeo Sorge Si, Valerio Onida, Giorgio Ruffolo, Nadia Urbinati, Gustavo Zagrebelsky
Luoghi Pisa
Organizzazioni Fondazione Diritti Genetici
Argomenti politica, filosofia, sociologia, editoria

20/gen/2012 17.53.05 fondazione diritti genetici Contatta l'autore

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Al via il dibattito pubblico promosso dalla Fondazione Diritti Genetici.
Tra i partecipanti, Gustavo Zagrebelsky, Nadia Urbinati,
Giorgio Ruffolo, Valerio Onida, Bartolomeo Sorge


Si apre domani, 19 gennaio, il Science and Democracy Forum 2012, dibattito pubblico della Fondazione Diritti Genetici su “Scienza, scientismo, democrazia”.
Da Gustavo Zagrebelsky a Giuseppe De Rita, da Giorgio Ruffolo a Nadia Urbinati, da Bartolomeo Sorge a Valerio Onida, dalla Preside della Facoltà di Agraria di Pisa Manuela Giovannetti allo storico Franco Cardini e al filosofo Emanuele Severino, autorevoli rappresentanti del mondo della ricerca, del pensiero etico-filosofico, del diritto, dell’economia hanno già risposto all’invito della Fondazione Diritti Genetici inviando i propri contributi di riflessione sul testo di Mario Capanna “Scientismo, scienza, democrazia”.
Appuntamento domani, 19 gennaio, alle ore 12, su www.fondazionedirittigenetici.org con la pubblicazione del testo del Presidente della Fondazione Diritti Genetici che ha aperto il dibattito.
E appuntamento ogni lunedì, a partire dal 23 gennaio, sempre alle ore 12, con la pubblicazione, uno alla settimana, di tutti gli altri interventi. Il dibattito sarà successivamente aperto ai contributi e ai commenti del pubblico.
“Mai come oggi le forze economico-finanziarie, che stanno dietro e, sempre più spesso, dentro la ricerca, sono state in grado di condizionarne processi ed esiti - scrive Capanna nel documento che sarà pubblicato domani - mentre la democrazia, ridotta sempre più a delega, rende i cittadini spettatori passivi, privandoli della consapevolezza, e dunque della possibilità stessa, di intervenire nelle dinamiche della scienza”.

L’alternativa sulla quale i partecipanti al dibattito sono stati invitati a riflettere è un modello di ricerca “partecipata” che coinvolga i cittadini nei processi decisionali della scienza.

“La ricerca scientifica partecipata - spiega infatti Capanna nel testo - provoca il coinvolgimento diretto dei cittadini su ciò che è bene e utile, per le società e per le comunità umane, ricercare, sui processi stessi della ricerca e, in particolare, sulle sue finalità, i suoi scopi, la sua interpretazione e applicazione pratica”.
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