DSM-V: conoscerlo per difendersi

Il primo Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (Diagnostic and Statistic Manual for mental disorders - DSM-I) che comprendeva 112 disturbi (in inglese disorders), fu introdotto per la prima volta nel 1952 dall'Associazione Psichiatrica Americana (APA) perfezionando i precedenti Statistical Manual for the Use of Institutions for the Insane del 1917 che comprendeva 22 disturbi e il Medical 203, manuale interno all'esercito americano, che dai tempi della II Guerra Mondiale è terreno d'elezione per pratiche e sperimentazioni psichiatriche.

Organizzazioni International Classification of Diseases, Statistical Manual, Associazione Psichiatrica Americana, DSM, Organizzazione Mondiale della Sanità
Argomenti medicina, psichiatria, psicologia, anatomia

06/feb/2012 15.30.47 CCDU onlus Contatta l'autore

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Il primo Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (Diagnostic and Statistic Manual for mental disorders -  DSM-I) che comprendeva 112 disturbi (in inglese disorders), fu introdotto per la prima volta nel 1952 dall’Associazione Psichiatrica Americana (APA) perfezionando i precedenti Statistical Manual for the Use of Institutions for the Insane del 1917 che comprendeva 22 disturbi e il Medical 203, manuale interno all’esercito americano, che dai tempi della II Guerra Mondiale è terreno d’elezione per pratiche e sperimentazioni psichiatriche.
Serviva a standardizzare le “malattie” mentali, riclassificate come disturbi (in inglese forse più propriamente disorders, cioè disordini), dando una guida a medici, istituzioni e assicurazioni sanitarie su cosa diagnosticare e che cure prescrivere. Ha quindi un’importanza legale ed economica notevole, oltreché sanitaria.

In seguito l’APA lavorò all’interno della Organizzazione Mondiale della Sanità, creando il capitolo V dell’International Classification of Diseases (ICD-10 - manuale che classifica tutte le malattie scoperte esistenti) dedicato ai disturbi mentali in modo che ci fosse coerenza e scambiabilità tra i due testi, cosa che portò alla pubblicazione del DSM-II nel 1968, che comprendeva i 163 disturbi del ICD-10.  Accanto al disturbo di mettersi le dita nel naso, fecero la prima comparsa gli estremamente proficui disordini dell’attenzione e iperattività, il famigerato ADHD.

Nel 1980 il DSM-III elencava 253 disturbi, al netto del disturbo dell’omosessualità (tolto dopo le manifestazioni degli attivisti gay), che culminarono a 374 disturbi nel DSM-IV. Accanto alla divulgazione a livello mondiale del modello americano, è sotto gli occhi di tutti il boom di psicofarmaci  che colpisce tutte le età, soprattutto, bambini, donne, anziani.

Benché la medicina non si possa considerare una scienza esatta né che sia indenne da conflitti d’interesse e motivazioni di  profitto, è indubbio che abbia contribuito notevolmente al benessere della popolazione umana in generale: c’è una definizione di sanità, c’è una definizione oggettiva di malattia, c’è una cura per quasi tutto, ci sono guarigioni clinicamente accertate, molte malattie sono quasi scomparse del tutto.
Il trend della medicina è di miglioramento di numerose malattie e un aumento di salute.

Ben diversa è la situazione della psichiatria: non c’è una definizione di sanità mentale, né accertamenti clinici oggettivi delle malattie che possono quindi comparire o scomparire ad arbitrio del medico. Se dovessimo figurativamente applicare l’operazione matematica di limite d’una funzione al trend verso cui tende la psichiatria, otterremmo 100% di persone malate e 100% in cura psichiatrica, cominciando dai neonati e dalle mamme, con  gli effetti collaterali che ciò comporta: problemi apparato cardiovascolare e gastrointestinale, astenia, sedazione, rallentamento psicomotorio, sonnolenza o, viceversa, ansia, irrequietezza psicomotoria, irritabilità, pensieri o comportamenti suicidi, comportamenti violenti, dipendenza, ed è questo che paventiamo causerà l’imminente pubblicazione del DSM -V.

Mai come in questo caso è l’abito, il camice bianco, che fa il monaco.
Essendo medicina e psichiatria frammischiate a livello scolastico, legale, industriale e politico, quest’ultima usando impropriamente termini presi a prestito dall’altra (malattia, sindrome, diagnosi, cura) ma con significati pratici profondamente diversi, usandoli come un cavallo di Troia, è penetrata profondamente nel tessuto sociale, condizionando scuola, esercito, fabbriche, ospedali.

In questi giorni ricorre la memoria dell’Olocausto: è sempre utile ricordare il ruolo di primo piano che la psichiatria ha avuto nel terrore nazista, nei governi totalitari di tutto il mondo. Nei cosiddetti regimi democratici, attraverso la pubblicità commerciale, gruppi di sostegno, parole di “aiuto” e compassione, la psichiatria è ancora più subdola. In effetti attraverso il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) e la penetrazione nelle aule dei tribunali, nessuno è al sicuro dall’arbitrio psichiatrico, che può condannare o assolvere, bypassando persino le Costituzioni.

Attraverso fatti e documentazioni, per portare a conoscenza la cittadinanza della realtà sulle fondamenta di questo  manuale, il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ha preparato un documentario  di denuncia per stroncare sul nascere la nuova temibile arma che la psichiatria si è data per rendere mentalmente malata l'intera popolazione.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus
Mail info@ccdu.org
www.ccdu.org

Un estratto del video è visibile al seguente link:
http://www.ccdu.it/videos/diagnostic-statistical-manual.html

 

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