Perché mi serve un Disability Manager. Tavolo di approfondimento tra figura professionale e bisogni

Propone che l'approfondimenti di questi temi sia spostato su un piano locale, di comune e di distretto, e che le associazioni presenti si interroghino sui vantaggi e sulle modalità in cui il disability manager può entrare nelle nostre istituzioni.

Persone Sidima, Nazionale, Claudia Magliocchetti, Antonietta Alfonsi, Tola, Varone, Alessia Agnello, Giuseppe Bianchini, Rodolfo Dalla Mora, Mauro Alessandri
Luoghi Roma, Italia, Milano, Alessandria, Monterotondo, Fonte, Motta di Livenza, comune di Alessandria, provincia di Treviso
Organizzazioni Associazione SuperInsieme, Associazione A.F.I.MI.D., Università Italiane, Italiana Disability Manager, Cooperativa Sociale IL PUNGIGLIONE, Cooperativa Sociale ISKRA, Associazione FIABA, Associazione IL SOGNO DI FRANCESCA, Tamburo Onlus, Università Cattolica del Sacro Cuore
Argomenti politica, impresa, istituzioni, medicina

30/mar/2012 18.18.19 SUPERInsieme Contatta l'autore

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La Biblioteca Comunale “Paolo Angelani” a Monterotondo, ha ospitato un tavolo di incontro tra figura professionale e bisogni, dal titolo “Perché mi serve un Disability Manager?” promosso dalle Associazioni SuperInsieme, reti per il sostegno al disagio psicosociale e l’Associazione Familiare per l’Integrazione dei Minori Disabili, con la collaborazione di Associazione il Tamburo Onlus,

 

La sfida è stata far comprendere l’importanza della funzione del disability manager e della sua competenza in ogni campo Gli enti che inseriranno nei loro Comuni la figura del Disability Manager avranno un enorme risparmio in termini economici; un ulteriore vantaggio si ripercuoterà sul piano del miglioramento della qualità di vita, inizialmente delle persone svantaggiate e delle loro famiglie, ma successivamente di una intera cittadinanza. Si tratta di:
1) una figura altamente specializzata sulle tematiche della disabilità e della accessibilità,
2) un “costruttore di reti”, un professionista che mette in rete enti, professionisti, uffici, associazioni, specificità, in un determinato territorio, con lo scopo di superare e far superare qualunque tipo di barriera.
3) una competenza al servizio della società e non solo della disabilità, perché la disabilità è una condizione dell’intera umanità.

 

Nel corso del dibattito si sono delineate competenze ulteriori che ne hanno fatto un “facilitatore” a tutto campo, con rilevanti percorsi per il superamento di barriere, non solo architettoniche, ma anche e soprattutto culturali e sociali. Di seguito una sintesi dei singoli interventi.

 

In vece del sindaco, dott. Mauro Alessandri[1], è intervenuto il vicesindaco, presentando come positivi tutti gli interventi promossi dai cittadini che si occupino di interessi comuni. In particolare ha espresso la sua volontà di ricevere stimoli e suggerimenti rispetto all’urbanistica e allo sviluppo di nuove costruzioni.

 

Il dott. Rodolfo dalla Mora[2] ha sottolineato come il disability manager sia una figura di mediatore e di costruttore di rete ma, allo stesso tempo, un raccoglitore di esigenze di cittadini e famiglie. Un facilitatore di relazioni, un costruttore di servizi ottimizzati e maggiormente accessibili. Ha invitato tutti i servizi e le istituzioni ad immaginare soluzioni alternative, creative ed efficaci anche, e soprattutto, in questa situazione di crisi. Ha concluso ponendo l’enfasi sulla necessaria personalizzazione degli interventi e sulla necessità di costruire una accessibilità “su misura”, cioè informata delle reali esigenze dei singoli.

 

Il consigliere Giuseppe Bianchini[3] ci ha introdotto al tema delle amministrazioni e della necessaria perseveranza e ostinazione nel raggiungimento degli obiettivi della buona politica: contatto con i cittadini e accoglienza delle richieste, superamento delle barriere di orientamento politico, impegno per il conseguimento dei diritti di ciascuno. Come architetto e disability manager, coglie l’importanza di questo ruolo a livello tecnico, sociale/relazionale e istituzionale.

 

Sul tema della sicurezza, e di come il Disability Manager possa contribuire sui questi temi, la dott.ssa Agnello[4] evidenzia come la percezione di sicurezza, o meglio di sentirsi al sicuro, vada rintracciato come alternativa alla frammentazione: il ruolo di coordinamento e di integrazione del Disability Manager è rassicurante per le famiglie e per le persone che richiedono sostegno ai servizi sociali. La proposta è quella che il tema della sicurezza sia uno dei campi di azione del disability manager.

 

Nel corso della tavola rotonda intervengono:

Assessore Varone (Monterotondo). Ringrazia per il tipo di convegno che gli ha permesso di approfondire questa figura. Gli sembra un buon modo per mettere la politica a disposizione dei cittadini. Si dice pronto a discutere su modalità sostenibili di attuazione.

 

Assessore Tola (Fonte Nuova). Afferma che l’ascolto e la possibilità di mettersi a disposizione sia centrale per una corretta gestione del sociale. Auspica un incontro distrettuale per l’approfondimento di queste tematiche.

 

Associazione IL SOGNO DI FRANCESCA. Nel complimentarsi con l’iniziativa, focalizza l’importanza del disability manager soprattutto nelle grandi città, come Roma, e invita alla discussione su questi argomenti ai Tavoli Tematici di Zona. Sottolinea la necessità di un raccordo tra le varie organizzazioni che si interessano del tema della disabilità e soprattutto di un referente unico all’interno delle istituzioni, sia per il terzo settore che per i cittadini.

 

Associazione FIABA. Propone una figura più ampia: il total quality manager. A suo avviso, accentuare l’aspetto della disabilità non integra anzi, al contrario frammenta ed emargina. Spinge l’auditorio, quindi, a guardare più lontano e ad immaginare il disability manager come una figura di passaggio verso la piena applicazione della legislazione già in corso.

 

Cooperativa Sociale ISKRA. Chiede di dare maggior focus a come nel concreto delle istituzioni si possa coniugare questa figura. Rispondono Dalla Mora e Bianchini specificando che si tratta di coniugare i bisogni contingenti: in alcuni comuni si tratta di una sorta di “sportello”, in altri casi ha incarichi di coordinamento e gestione, in altri ancora di facilitazione e raccordo.

 

Cooperativa Sociale IL PUNGIGLIONE. Propone che l’approfondimenti di questi temi sia spostato su un piano locale, di comune e di distretto, e che le associazioni presenti si interroghino sui vantaggi e sulle modalità in cui il disability manager può entrare nelle nostre istituzioni.

 

Antonietta Alfonsi[5] ci delinea il percorso nel quale i genitori vivono e si muovono e per i quali hanno ritenuto che questa figura possa essere a loro utile, in particolare: la scuola e le insegnanti di sostegno, pedane e abbattimento di barriere archietettoniche, amministratore di sostegno, ecc.

Ringrazia i presenti della partecipazione.

 

Dott.ssa Magliocchetti[6] precisa che, sebbene le due parole “disability” e “manager” sembrino lontani dalla normale esperienze delle famiglie e dei familiari delle persone disabili, si tratta di immaginare un facilitatore di reti, affinché servizi, famiglie e istituzioni possa realmente essere risorsa gli uni per gli altri. Conclude ricordando che i cambiamenti avvengono soprattutto dentro ognuno di noi: quando scatta una leva che ci fa comprendere che temi come accessibilità e integrazione ci toccano da vicino e costruiscono comunità. 



[1] Mauro Alessandri. Saluti e aggiornamenti alla cittadinanza sul tema. Sindaco e Assessore all’urbanistica del Comune di Monterotondo

[2] Rodolfo Dalla Mora "Disability Manager: che cosa è? Descrizione e finalità"

Disability manager presso l'Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione di Motta di Livenza (Tv) - 

Docente presso il Corso di Perfezionamento in Disability Manager presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Presidente Nazionale di S.I.Di.Ma. (Società Italiana Disability Manager), composta da circa 40 Disability Manager.

NB: In Italia per diventare Disability Manager bisogna frequentare un corso di perfezionamento presso l'Università ed essere in possesso di almeno una laurea triennale. Sidima in breve tempo ha stipulato protocolli d'intesa con le maggiori Società Scientifiche italiane Università Italiane, ha patrocinato inoltre il master in Disability Manager realizzato presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, sarà presente a Milano alla Fiera Reatech con un un proprio convegno in data 27 maggio 2012.

[3] Giuseppe Bianchini "Disability manager: perché conviene? Il punto di vista delle istituzioni

Consigliere di Alessandria. Firmatario della richiesta, poi evasa, per l’istituzione della figura del Disability Manager nel Comune di Alessandria

[4] Alessia Agnello "Disability Manager: a che serve? Necessità in campo di sicurezza"

Presidente dell'AISPATS Associazione Internazionale per la Sicurezza e la Pubblica Assistenza Ambientale Territoriale e SocioSanitaria

 

[5] Antonietta Alfonsi "Disability Manager: a che mi serve? Il punto di vista dei minori disabili"

Associazione A.F.I.MI.D.: Associazione Familiare per l’Integrazione dei Minori Disabili

[6] Claudia Magliocchetti "Disability Manager: a che mi serve? Famiglie e possibili soluzioni"

Associazione SuperInsieme: Reti per il sostegno al disagio psicosociale

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