L'UNIVERSITÀ DI PSICOLOGIA PIÙ PRESTIGIOSA D'A MERICA CONTESTA FORMALMENTE L'ASSOCIAZIONE PSICHIATRICA AMERICANA

02/lug/2012 09.04.51 CCDU onlus Contatta l'autore

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The Huffington Post - 22 giugno 2012

Dall'Università di Saybrook Mark Schulman, Presidente

 

Secondo la prossima edizione del DSM - "Bibbia della psichiatria" . ogni aspetto della vita umana, ogni pensiero e sentimento, può essere considerato una forma di "malattia mentale" e trattato con farmaci.  Il mondo universitario dovrebbe prendere una posizione di fronte a questo, ma sembrerebbe che poche università lo stiano facendo. E questo mi delude.

 

Nel novembre del 2011, la Saybrook divenne la prima (e a mia conoscenza unica) università a sporgere un’accusa formale all' Associazione Psichiatrica  Americana e a schierarsi ufficialmente con gli oltre 12.000 professionisti della salute mentale che chiedono di riconsiderare le modifiche al DSM-5. Questa è una questione cruciale. Come fa notare la Facoltà di Psicologia della Saybrook nel suo notevole blog "I nuovi esistenzialisti":  "Il DSM-5 gonfia i criteri diagnostici in misura tale da patologizzare il comportamento normale e il naturale funzionamento umano."

 

Secondo la nuova bibbia psichiatrica, ogni aspetto della vita umana, ogni pensiero e sentimento, può essere considerato una forma di malattia mentale, e trattato con farmaci. Ne è un classico esempio la proposta di modifica che renderebbe qualsiasi depressione per la morte di una persona cara che dura più di due mesi una malattia mentale trattabile con anti-depressivi.

 

Questa è follia. Milioni di persone che sono perfettamente sani, che non sono malati, ma sono semplicemente in cerca di aiuto, saranno forzatamente trasformati in clienti per l'industria farmaceutica. Gli psicologi sono stati incoraggiati a spendere sempre meno tempo a parlare effettivamente con le persone che stanno cercando di aiutare e conoscerle come esseri umani, e a non prendere seriamente la loro ricerca di significato nella vita.

 

Molti psicologi se ne sono accorti, e ci aspettavamo che altre università con importanti programmi di psicologia si unissero alla lotta per la nostra umanità. Abbiamo aspettato invano, e questo è profondamente deludente. Per due ragioni.

 

Innanzitutto è un indicatore dello stato della psicologia stessa. I progressi in psicofarmacologia e neuropsicologia sono appariscenti e impressionanti e sembrano aver sostituito, nella mente dei professori di psicologia, l'idea che un paziente potrebbe in realtà avere qualcosa da dire sulla propria condizione. Al contrario, la migliore ricerca suggerisce che il parlare sia una terapia molto più efficace rispetto all’alterare l’umore con i farmaci, e che sia in realtà il paziente a fare la maggior parte del lavoro nella guarigione di se stesso, fornendo supporto al terapeuta quando è "bloccato."

 

E ancora: la maggior parte dei pazienti viene in terapia non perché ha squilibri chimici neurali, ma perché è alle prese con le domande fondamentali della vita: come vivere una vita significativa in un mondo difficile? Come vivere con integrità? Come riparare i rapporti interpersonali? Come vivere in armonia con il mio ambiente? Io sono solo? Che cosa significa la mia vita? Trattare le persone con queste domande  con farmaci equivale a malasanità. Eppure sta diventando la pratica standard.

 

Anche l'incapacità di prendere una posizione è sempre più comune e deludente. E le università sembrano aver perso di vista la loro missione, e gran parte dell'istruzione superiore sta diventando sempre più “azienda”. Formiamo persone per posti di lavoro? Sì, certo che lo facciamo. Ma le parole di John Levy (1) circa i fondatori di Saybrook 40 anni fa, mi sembrano ancora attuali:

 

“Siamo convinti che la maggior parte di ciò che sta accadendo nelle nostre istituzioni educative e forse soprattutto nelle università, sia un tradimento non solo verso studenti e docenti, ma anche nei confronti dell’intera società, che ha disperatamente bisogno di persone veramente istruite. Ci sono pochi dubbi sul fatto che occorrano nuove soluzioni.”

 

Esorto tutti i lettori a prendere posizione e ad agire.

 

Il Dottor Mark Schulman attualmente lavora come presidente della Saybrook University, un Istituto di laurea leader per gli studi umanistici in psicologia, medicina mente-corpo, sistemi organizzativi, leadership e scienze umane. E’ l'ex Presidente del Goddard College (Vermont) e Presidente e professore di scienze umanistiche presso l'Antioch University Southern California, Los Angeles e Santa Barbara. Ha pubblicato una gran quantità di studi su educazione progressiva e di emancipazione, apprendimento a distanza, tecnologia e cultura.

 

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani invita a visionare un estratto del video documentario : "Marketing della pazzia",  storia dell'associazione fortemente lucrativa tra psichiatria ed industria farmaceutica, associazione che ha visto nascere un centro di profitto basato su psicofarmaci da 80 milioni di dollari. Ma le apparenze ingannano. Quanto valide sono le diagnosi degli psichiatri e quanto sicuri sono i loro psicofarmaci?  Scavando a fondo la maschera aziendale, suddiviso in tre parti, denuncia la verità dietro i falsi schemi di marketing e le frodi scientifiche che nascondono una campagna di vendite pericolosa e mortale. Estratto visibile al seguente link:
 http://www.ccdu.it/videos/marketing-of-madness.html


Comitato dei Cittadini per i Diritti umani onlus

Email info@ccdu.org

www.ccdu.org

 

 

Fonte articolo:

http://www.huffingtonpost.com/mark-schulman/dsm-v-controversy_b_1619273.html

 

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