Il Prozac fa bene all'anima?

23/lug/2012 21.03.55 CCDU onlus Contatta l'autore

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Di  dr. Peter R. Breggin, neurologo ed esperto in psichiatria, USA

 

I professionisti della salute mentale e una varietà di ministri religiosi e consiglieri a volte sostengono che i farmaci psichiatrici, come i più recenti antidepressivi, possono migliorare non solo la qualità della vita emotiva di una persona, ma anche la sua vita spirituale. Secondo il mio parere professionale, questi farmaci - Prozac, Paxil, Zoloft, Celexa e Luvox - possono ottundere la comprensione di sé e far deragliare la spiritualità.

 

Spesso gli antidepressivi danneggiano il cervello e la mente, interferendo con le funzioni che associamo alla spiritualità, tra cui l'autodisciplina, l’intuizione, l’empatia, l’amore e l'apprezzamento pieno della vita, della natura e di Dio. Questi farmaci non solo inibiscono la funzione sessuale interferendo con le prestazioni fisiche, ma più importante, riducono il desiderio di intimità e connessione spirituale con la persona amata. Lo fanno smorzando la capacità del cervello di rispondere emotivamente. Gli individui hanno il diritto di rischiare di compromettere la propria consapevolezza con farmaci psichiatrici al fine di ridurre le loro sofferenze personali, ma non credo che sia la soluzione migliore.

 

A prima vista, potrebbe sembrare che i farmaci approvati dalla Food and Drug Administration (F.D.A.) come gli antidepressivi dovrebbero influenzare positivamente la spiritualità piuttosto che negativamente. Tuttavia, quando la F.D.A. testa gli antidepressivi negli studi clinici, poco o nessun conto viene dato all'esperienza soggettiva dell'individuo che riceve il farmaco. Le auto-valutazioni dei pazienti negli studi clinici rivelano spesso reazioni ai farmaci negative o indifferenti. Per far sembrare i farmaci efficaci, i valutatori si basano su una propria vaga impressione generale sul  "miglioramento" dell'individuo. Vengono usate anche liste per il controllo di elementi specifici, ma questi tendono ad enfatizzare i sintomi clinici, come ad esempio problemi di sonno ridotto o aumento dell’appetito, che hanno poco o nulla a che fare con la consapevolezza di sé o l’intuizione spirituale.

 

Molti credono che gli antidepressivi migliorino gli squilibri biochimici nel cervello delle persone depresse. Se fosse vero, ci potremmo aspettare che questi farmaci migliorassero la spiritualità invece di comprometterla. Questo argomento, in realtà, non ha alcun senso perché non c'è nessuna tecnologia disponibile per misurare questi squilibri. Sappiamo invece,  da innumerevoli studi sugli animali, che gli psicofarmaci effettivamente provocano squilibri biochimici gravi e potenzialmente duraturi. Questi farmaci, gli inibitori della ricaptazione della serotonina (S.S.R.I.), bloccano la rimozione della serotonina dallo spazio tra le cellule cerebrali il che, in effetti, provoca un'inondazione di serotonina. Il cervello considera questo come un'intrusione tossica e in risposta spegne il proprio sistema per la serotonina al fine di  compensare l’eccessiva presenza di questo neurotrasmettitore provocata dal farmaco.

 

Questo processo chimico interessa, tra le altre cose, il sistema limbico (una serie di strutture cerebrali) e i lobi frontali del cervello, che sono il fiore dell'evoluzione umana: il loro corretto funzionamento è la base dello sviluppo della spiritualità, tra cui la capacità di auto-disciplina, l’amore e l’ispirazione. Alterare queste funzioni con farmaci psicoattivi conduce all'antitesi della spiritualità, dei più concreti, stretti e semplicistici modi di pensare e di sentire. Inoltre, il sistema limbico comprende una porzione del cervello coinvolta nella regolazione delle emozioni. La disfunzione limbica indotta da farmaci in genere riduce la passione - il carburante della spiritualità e dell'amore.

 

In più, una grande percentuale di individui - spesso un terzo o più - sviluppa sintomi correlati alla sovrastimolazione del cervello e, in modo molto simile alle persone intossicate con anfetamine e cocaina, diventano nervosi, ansiosi, agitati, incapaci di dormire e irritabili. In casi estremi, arrivano a stati di euforia e anche a uno stato psicotico chiamato mania, che è una tragica caricatura della spiritualità.

I risutati sono sotto gli occhi di tutti. Eric Harris, autore del massacro al liceo Columbine, stava prendendo il Luvox, un equivalente del Prozac, da circa un anno prima della sparatoria a  scuola. Durante l’autopsia, fu trovato un alto livello di Luvox nel suo corpo. Altri individui possono sviluppare un appiattimento o un’opacizzazione dei loro sentimenti indotta da farmaco. Diventano letteralmente più depressi a causa degli antidepressivi.

 

Quali sono allora le alternative a questi farmaci? Non spetta a me o qualsiasi altra persona suggerire "la via". Né vi è una competizione tra Prozac e psicoterapia. A mio avviso, la scelta è tra psicofarmaci e tutta la vita, tutta la varietà di modi in cui impariamo a diventare più etici, più attenti e più dedicati alla vita e ai più alti ideali. Ci sono molte strade spirituali da scegliere, ma quelle buone sono lunghe e dure. Non ci sono scorciatoie per l'illuminazione, e le vie “rapide” chimiche possono spingerci giù dal precipizio. Nel lungo corso della nostra vita, compromettere la funzione del nostro cervello con farmaci può solo rendere più difficile raggiungere la propria realizzazione personale e spirituale.

 

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche e richiedere l'applicazione del consenso informato secondo il Codice di Deontologia Medica art. 33, 34 e 35.

 

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus

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Fonte articolo:

 http://www.beliefnet.com/health/2000/03/is-prozac-good-for-the-soul.aspx?p=1#ixzz21ghx7keh
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