"Il mese della consapevolezza sull’ADHD"

05/nov/2014 21.13.48 CCDU Onlus Contatta l'autore

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Una Campagna di marketing farmaceutico per attrarre  sempre più bambini nella spirale del trattamento anfetaminico, nel nome di profitti multimilionari.

 

L’associazione “Bambini e  adulti con ADHD deficit di attenzione/iperattività” (CHADD), uno dei tanti sponsor attivi nel promuovere il "Mese di Consapevolezza dell’ADHD ", anche quest'anno non perde l’occasione per diffondere informazioni  fuorvianti, non verificabili e a-scientifiche, sulla presunta, ma mai dimostrata, "malattia del cervello “nota come ADHD: una campagna di marketing che non serve il pubblico interesse, ma gli interessi finanziari delle case farmaceutiche.  Negli Stati Uniti si consumano più farmaci per ADHD rispetto al resto del mondo, e la tendenza è all’aumento, ma anche in Italia il fenomeno è in preoccupante crescita.

 

Il CHADD  a lungo è stato criticato per aver appoggiato gli utili delle case farmaceutiche anziché gli interessi pubblici: al termine di due inchieste da parte dell'International Narcotics Board e la DEA (Drug Enforcement Administration (DEA), anche il Congresso degli Stati Uniti ha espresso la propria preoccupazione per l’ingombrante presenza di finanziamenti farmaceutici in un gruppo per la difesa dei diritti del paziente. Ad esempio, nel 2009 il CHADD  ha ricevuto $1,6 milioni, il 36% del suo fatturato totale proveniva dalle case farmaceutiche.

 

Anche in Italia, i sedicenti gruppi di difesa dei Pazienti ADHD contano sul supporto economico di Big Pharma, come se le sette sorelle finanziassero una campagna per la difesa dei diritti degli automobilisti!

 

E così, pur senza lo straccio di una prova scientifica a supporto di qualsiasi anomalia cerebrale riguardo l’ADHD, il CHADD con  "ADHD Awareness Month" persiste nel continuare il fuorviante mantra: "già da lungo tempo quasi tutte le correnti principali  mediche, psicologiche, educative e le organizzazione negli STATI UNITI hanno concluso che l'ADHD è un vero disturbo medico del cervello”.

 

Suona bene, ma non è basato su fatti.  Contrarie a tale affermazione, molte comunità all’interno. Tra questi lo psichiatra, Dr. Stefan Kruszewski: "virtualmente chiunque in qualsiasi momento può soddisfare i criteri di disturbo bipolare  o ADHD - chiunque.  E la diagnosi attiva il distributore automatico di pillole”.

 

Anche Il Dr. Peter Breggin, uno psichiatra addestrato ad Harvard, è critico a riguardo:  "C’è una grande quantità di prove scientifiche sui danni cerebrali causati da un uso prolungato di stimolanti anfetaminici (i farmaci utilizzati per “trattare” l’ADHD), ma non ci sono prove che dimostrino l’esistenza di malattie mentali come L'ADHD."

 

Persino Allen J. Frances, l'ex presidente della task force incaricata di redigere la quarta edizione della IV edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM, il testo sacro della psichiatria, edito dall'American Psychiatric Association) scrive: "La diagnosi psichiatrica si basa esclusivamente su fallibili giudizi soggettivi anziché test biologici oggettivi." aggiungendo, riguardo l’ADHD, "Penso che abbiamo raggiunto il punto di svolta, e mi auguro che la moda ADHD inizi presto a svanire: le diagnosi di esuberanza hanno comportato l’erronea classificazione dell’immaturità - fenomeno tipico dell’età giovanile - come disturbo psichiatrico. Abbiamo somministrato pillole invece di consentire ai ragazzi di crescere. L’industria farmaceutica ringrazia.”

Dal canto loro, nemmeno le istituzioni di controllo medico e farmaceutico sono in grado di avvalorare il concetto di "disturbo medico del cervello”.  I Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (autorità USA che svolge alcune funzioni simili al nostro Istituto Superiore di Sanità) lo ammettono: "gli scienziati stanno studiando le cause …" e "non esiste una prova specifica per diagnosticare L'ADHD… ."

Il fatto è - non c'è nessuna prova medica - specifica o no - per la diagnosi di ADHD.

Molto più diretto l’Istituto Nazionale per la Salute Mentale (NIMH): "Gli scienziati non sono sicuri di cosa provochi l'ADHD."  

 

Se le massime autorità mediche non sono in grado di fornire alcuna prova scientifica a supporto della teoria cerebrale dell’ADHD,  non è irragionevole concludere che le informazioni fornite dal CHADD e dalle associazioni italiane a lei assimilabili, è semplicemente inesatto e pseudoscientifico.

 

Non si può fare a meno di chiedersi se (o quanto) questo annuale rigurgito di informazioni inesatte circa il presunto “disturbo medico del cervello”, stia contribuendo al  crescente numero di bambini che vengono diagnosticati e trattati con stimolanti anfetaminici.

 

Fonte articolo:

http://www.cchrint.org/2014/10/16/adhd-awareness-month-a-pharmaceutical-marketing-campaign-to-get-more-kids-on-drugs/

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani esorta l'uso di "altre forme di gestione e trattamento" per indirizzarsi alle difficoltà comportamentali dei bambini.

Non si tratta di negare aiuto a chi soffre, ma ogni bambino ha diritto alle soluzioni appropriate piuttosto che diagnosi affrettate e senza fondamento scientifico con somministrazione di psicofarmaci che cercano di annullare i sintomi e che impediscono di scoprire ciò che realmente non va nel bambino, sopprimendo in molti casi la vera causa dei suoi disagi.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus

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