Roma 4 aprile 2007 Giornata Internazionale Rwanda 1994

31/mar/2007 01.11.00 benerwanda Contatta l'autore

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4 APRILE 2007: GIORNATA INTERNAZIONALE  DEDICATA ALLE VITTIME DEL GENOCIDIO DEL RWANDA

 

                                                                                             

Il giorno 4 aprile 2007 a partire dalle ore 17 presso la Casa della Memoria e della Storia del Comune di Roma in Via Francesco de Sales 5 (Trastevere), l’associazione Bene-Rwanda Onlus organizzerà una serie di attività per la giornata internazionale dedicata alla memoria delle vittime del genocidio del Rwanda del 1994 con i patrocini di: Nazioni Unite, Comune di Roma, Provincia di Roma.

 

Durante la giornata verrà inaugurata la mostra fotografica di Medici Senza Frontiere Le ferite del silenzio (di Yolande Mukagas! ana con le foto di Alain Kasinierakis) presso la sala delle esposizioni della stessa Casa della Memoria e della Storia del Comune di Roma. La mostra, che ha già ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, durerà fino a sabato 7 aprile e racconterà in dettaglio la storia del genocidio del 1994 attraverso le immagini. In sottofondo all’esibizione fotografica si potrà ascoltare una selezione di musica tradizionale rwandese.

 

In commemorazione delle vittime del genocidio del Rwanda, che iniziò il 7 aprile del 1994, si aprirà una Tavola Rotonda orientata principalmente sui racconti dei sopravvissuti e dei testimoni diretti attualmente residenti in Italia:

 

  1. Daniele Scaglione, già presidente di Amnesty International Italia, esponente di Action Aid e autore del libro Istruzioni per un genocidio - Rwanda: cronache di un massacro evitabile 
  2. Albert Gakwaya, psicologo rwandese sopravvissuto al genocidio e attualmente residente in Italia
  3. George Gatera, economista rwandese sopravvissuto al genocidio e attualmente residente in Italia
  4. La presidente della Onlus Bene-Rwanda, dott.sa Françoise Kankindi

 

Moderatore il Console onorario del Rwanda in Italia dott. Francesco Alicicco.

 

Presenti in sala il Consigliere Delegato per la Memoria Storica del Comune di Roma, professor Sandro Portelli, che introdurrà la giornata, l’Assessore alle Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Roma dott.sa Mar! ia Coscia, il presidente dell’Associazione “Ponte della memoria”, Giovanni Miglioli,  il presidente della Comunità rwandese di Roma, Jean-Pierre Ruhigisha.

 

In programma l’esibizione del cantante rwandese-zairese Bryan Musa componente dell’ensemble Artale Afro Percussion Band formata da musicisti provenienti da diversi paesi africani.

 

Durante l’incontro avverrà la presentazione della Onlus Bene Rwanda, del suo sito internet www.benerwanda.org.  Saranno inoltre distribuiti materiali informativi sul genocidio del Rwanda. Presenti all’evento i membri della Comunità dei rwandesi in Italia e della Onlus Bene-Rwanda, testimoni diretti degli avvenimenti dell’ultimo cinquantennio in Rwanda che costrinsero molte persone a rifugiarsi all’estero e che portarono alla pianificazione e all’esecuzione del genocidio de! l 1994.

 

 

 

Nell’estate del 1994, mentre l’attenzione mediatica internazionale era concentrata sui mondiali di calcio negli Stati Uniti, in Rwanda si consumava una delle più grandi tragedie della storia moderna: nel giro di tre mesi, tra il 6 aprile e il 19 luglio 1994, un milione di cittadini appartenenti all’etnia minoritaria Tutsi veniva trucidata dagli estremisti Interahamwe appartenenti alla maggioranza Hutu c! he non risparmiarono neanche i tanti moderati appartenenti alla propria stessa etnia. Un omicidio ogni dieci secondi avveniva sotto gli occhi indifferenti della comunità internazionale che ignorò le invocazioni d’aiuto del Generale Romeo Dallaire, comandante della missione di pace dell’Onu.

 

La maggior parte degli organi d’informazione preferì riferire di un semplice “scontro tribale tra selvaggi”. Ma la realtà era un’altra, intricata e profonda, e aveva a che vedere principalmente con la complessità dell’eredità post-coloniale. Isolare e studiare questo sistema è da considerarsi prioritario nella convinzione che tale operazione possa servire a non dimenticare la tragedia ! del Rwanda e a permettere di riconoscere i segnali premonitori di imminenti catastrofi umanitarie a livello planetario. L’urgenza e l’attualità dell’approfondimento di un dibattito sulla “cultura del genocidio” da un punto di vista storico e culturale è dimostrata dai crudeli fatti che continuano a insanguinare l’Africa in questo stesso momento.

 

La Onlus Bene-Rwanda, che in lingua Kinyarwanda significa “figli del Rwanda”, è stata fondata ed è diretta da cittadini rwandesi residenti in Italia e ha l’obiettivo di conservare e valorizzare la memoria dei tragici avvenimenti che colpirono il popolo rwandese nel 1994 diffondendo al contempo gli strumenti per riconoscere i ! segnali premonitori al formarsi di una “cultura del genocidio”. Di conseguenza le attività dell’associazione sono basate sulla valorizzazione di aspetti culturali e umanitari: la divulgazione di un’informazione aggiornata e di qualità sugli avvenimenti del passato e del presente rwandese e la difesa dei diritti umani rappresentano i principali strumenti di cui intende avvalersi il gruppo di lavoro Bene-Rwanda.

 

La nostra filosofia si basa sulla convinzione che la condanna dei “colpevoli” non sia l’unico modo per ottenere giustizia; il nostro impegno è quello di portare sul banco degli imputati la genesi di un sistema capace di produrre un milione di morti in soli tre mesi. ! Attraverso lo studio e l’analisi di quella “cultura del genocidio”, che maturò in Rwanda attraverso molti anni, intendiamo riconoscere all’uomo le sue capacità critiche e dotarlo degli strumenti per riconoscere i segnali premonitori di imminenti tragedie umanitari.

 

 

 

 

                                                    www.benerwanda.org

 

Ufficio Stampa                                                         &nb

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