abusi in parrocchia a Firenze, Antiplagio denuncia, magistratura indaga don Cantini

11/apr/2007 01.49.00 antiplagio Contatta l'autore

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Riguardo le notizie relative agli abusi perpetrati da don Lelio
Cantini, di cui è venuta a conoscenza la Procura della Repubblica di
Firenze, che ha aperto un fascicolo, Telefono Antiplagio comunica - per
completezza d'informazione - che l'iniziativa dei magistrati fiorentini
nasce anche da un esposto (riportato a seguire) del nostro comitato di
volontariato.

TELEFONO ANTIPLAGIO 338.8385999 - www.antiplagio.org
Comitato italiano di volontariato in difesa delle vittime di
ciarlatani e santoni e contro gli abusi nelle telecomunicazioni e nei
confronti di minori (dal 1994)
ALLA C.A. PROCURA DELLA REPUBBLICA DI FIRENZE
Al ns. comitato di volontariato è stato segnalato l'operato del
sedicente "carismatico" Lelio Cantini, sacerdote della Diocesi di
Firenze ed ex parroco della chiesa "Regina della Pace", meglio
conosciuto come "Priore", e di una "veggente" sua collaboratrice (di
cui non si conosce il nome), i quali, a partire dal 1975, avrebbero
esercitato violenze sessuali e psicologiche su bambini, bambine,
adolescenti e intere famiglie, costrette a devolvere beni di varia
natura e denaro alla parrocchia per "adesione totale a Dio" e per la
costruzione di una "vera Chiesa dello Spirito".
A dimostrazione di ciò il "Priore" nel 2005, dopo le proteste e le
denunce alla Diocesi di Firenze da parte dei parrocchiani irretiti, è
stato trasferito (per non meglio specificati motivi di salute) in
un'altra città della Toscana, tenuta segreta, dove - in base alle
segnalazioni giunte al ns. comitato di volontariato - starebbe
continuando la sua attività, insieme alla "veggente" summenzionata, le
cui "visioni" favorirebbero la selezione degli "eletti". Secondo le
disposizioni della Curia di Firenze, per 5 anni il "Priore" non potrà
né confessare, né celebrare la messa in pubblico, né assumere incarichi
ecclesiastici; e per un anno dovrà fare un'offerta caritativa e
recitare ogni giorno il Salmo 51 o le litanie della Madonna. Le vittime
invece, visto che "il male una volta compiuto non può essere
annullato", sono state invitate, sempre dalla Curia di Firenze, a
"rielaborare in una prospettiva di fede la triste vicenda" e ad
invocare da Dio "la guarigione della memoria".
Ad ulteriore dimostrazione di quanto denunciato, alcuni sacerdoti
della Diocesi di Firenze il 13/10 u.s. scrivono al Papa Benedetto XVI:
"Non vogliamo sentirci domani chiedere conto di un colpevole silenzio".
Nella loro lettera, inoltre, parlano di "iniquo progetto di dominio
sulle anime e sulle esistenze quotidiane" per opera di una setta
"cresciuta dentro una parrocchia cattolica", e ricordano a Sua Santità
che, a "quasi due anni" dalle denunce, dalla Chiesa fiorentina non sono
arrivati né "una decisa presa di distanza" dai personaggi coinvolti, né
"una scusa ufficiale", né "un atto riparatore autorevole e credibile".
Tra le testimonianze a conoscenza del ns. comitato di volontariato vi è
quella di una donna (ora sposata con figli) che da 10 a 25 anni avrebbe
subito molestie sessuali, con l'espediente della "piena comunione
eucaristica", e quella di un'altra donna che, dall'età di 17 anni,
diventò la "diletta del Priore" e, "in nome di Gesù", sarebbe stata
abusata. Conosciamo inoltre la vicenda di un ex seminarista, prescelto
dal "Priore" per far parte della futura "vera
Chiesa dello Spirito", e della famiglia del ragazzo vincolata a
consegnare beni e denaro. Ma dopo 3 anni di Teologia, il giovane
avrebbe abbandonato il seminario.
Poiché tra l'altro ci è stato segnalato che il "Priore" e la
"veggente" hanno compiuto pellegrinaggi in Terra Santa, è presumibile
che siano stati colpiti dalla sindrome di Gerusalemme, patologia che
consiste nella manifestazione improvvisa di appassionati sentimenti
religiosi, insieme all'impulso di proferire espressioni visionarie e
assumere il ruolo di un profeta o di Gesù Cristo. Allo stesso tempo è
presumibile che, conoscendo tale patologia, i due abbiano agito in
malafede.
In considerazione dei danni che il "Priore" e la "veggente" avrebbero
arrecato alle giovani vittime e alle loro famiglie e che potrebbero
arrecare in futuro, si chiede al Vs. spettabile Ufficio di verificare
le informazioni in ns. possesso e, in caso affermativo, di procedere
per i reati che riterrà opportuno rubricare.
Si ringrazia anticipatamente e si dichiara di essere a disposizione
per eventuali integrazioni.
Per Telefono Antiplagio, prof. Giovanni Panunzio (resp.)


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