Telefono Antiplagio denuncia, bambini esposti alla violenza del TG1

Telefono Antiplagio denuncia, bambini esposti alla violenza del TG1 BAMBINI ESPOSTI ALLA VIOLENZA Il 10 aprile scorso il TG1 delle 20 ha trasmesso l'uccisione dell'autista di Daniele Mastrogiacomo.

11/apr/2007 18.49.00 antiplagio Contatta l'autore

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BAMBINI ESPOSTI ALLA VIOLENZA
Il 10 aprile scorso il TG1 delle 20 ha trasmesso l'uccisione
dell'autista di Daniele Mastrogiacomo. Prima di mandarlo in onda il
direttore del telegiornale, Gianni Riotta, ha affermato che ha deciso
di mostrarlo per far riflettere l'opinione pubblica su come si vive in
Afghanistan. Quindi ha raccomandato la visione ad un pubblico adulto.
Siamo al top dell'ipocrisia, al top dell'insensibilita', al top
dell'interesse commerciale. Non basta la violenza da cui sono gia'
circondati i nostri figli e a cui sono esposti ogni giorno? Che
bisogno c'era dell'overdose del TG1? Perche' Riotta non ha detto la
verita'? Perché non ha confessato che il suo fine era l'audience,
visto
che il TG5 gli sta dando filo da torcere? Perche' mascherarsi dietro
l'informazione, quando l'opinione pubblica sta gia' riflettendo da
anni
su come si vive in Afghanistan? E' vero che se non l'avesse trasmesso
il TG1, l'avrebbe fatto qualcun altro, ma cio' non giustifica la
scelta
scellerata del servizio pubblico, che forse ci ha risparmiato
l'emozione della decapitazione per dare spazio alla nostra
immaginazione e a quella dei nostri figli. Gianni Riotta evidentemente
e' abituato alla carta stampata, dove la pubblicazione di immagini
statiche violente e' meno problematica di un video, tanto piu' che i
nostri ragazzi non leggono i quotidiani. E' possibile che il direttore
del TG1 non sappia che dopo le 20 il numero di minori che guarda la tv
e' il piu' alto in assoluto di tutta la giornata? Se lo sa, e' un
aggravante. E' possibile che ignori che quando si raccomanda la
visione ad un pubblico adulto, la curiosita' aumenta? E poi, e'
possibile che non conosca il fenomeno dello zapping, che espone ancor
di piu' alla violenza i nostri ragazzi senza filtri di alcun genere?
Ma
insieme alla Rai sono responsabili anche i media che hanno divulgato
la notizia del video, senza un minimo di critica o autocritica. E
l'Ordine dei giornalisti che ci sta a fare? Forse a bacchettare i
colleghi che osano pubblicizzare un paio di scarpe o una scatola di
biscotti? E le agenzie educative, Chiesa compresa, dov'erano dopo le
20 del 10 aprile? E le associazioni di volontariato in difesa dei
minori che fine hanno fatto? E gli esponenti dei partiti cattolici?
Erano forse intenti a guardarsi su Blob?
La realta' e' che tutti stanno perdendo l'autocontrollo e il senso
della
misura: le famiglie non si promuovono e non si tutelano solo
stigmatizzando i DICO, ma anche biasimando la violenza e la sua
pubblicizzazione, soprattutto se chi colpisce i bambini fa parte della
stessa ''parrocchia''. Le famiglie si tutelano dalle basi, dalle
fondamenta, anche scrivendo cose scomode; nelle condizioni in cui ci
troviamo, non sara' di certo il matrimonio a salvarle, a salvarsi.
Giovanni Panunzio, fondatore Telefono Antiplagio


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