Telefono Antiplagio: ''Tutti gli abusi e gli strapoteri di Ebay''

17/apr/2007 17.49.00 antiplagio Contatta l'autore

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TELEFONO ANTIPLAGIO - TUTTI GLI ABUSI E GLI STRAPOTERI DI EBAY

LA DENUNCIA
Un esperimento durato 12 mesi, quello condotto da Giovanni Panunzio,
fondatore del comitato spontaneo di volontariato Telefono Antiplagio,
che lavora per sgamare truffatori e difendere i consumatori.
L'associazione ha monitorato per un anno www.ebay.it per verificare le
funzioni, i difetti, i problemi di uno dei siti di aste più conosciuto
al mondo. Quello che ne esce fuori non è un quadro positivo: sono molti
i dubbi espressi da Telefono Antiplagio verso un sito internet che
avrebbe troppi lati oscuri.
«Dopo essermi registrato su eBay e su Paypal», spiega Panunzio, «e
dopo aver operato per un anno insieme ad alcuni collaboratori, abbiamo
individuato svariati abusi, presumibilmente in contrasto con il codice
penale italiano e la normativa italiana sulla privacy, lo spamming,
l'abuso di posizione dominante, il conflitto d'interessi, le norme
valutarie e/o bancarie», solo per citarne alcune.
In particolare Panunzio denuncia come «in una situazione di monopolio
come quella denunciata, le decisioni e le regole imposte da eBay agli
iscritti risultano vessatorie e basate sul principio del "prendere o
lasciare"; eBay esercita sui propri clienti un potere di vita e di
morte che travalica persino lo strapotere di un monopolista. E' eBay
l'unica interprete del proprio regolamento, un regolamento che cambia
fluidamente, di comunicato in comunicato, piegandosi ora ad un
esigenza, ora ad un'altra, senza dare spiegazioni serie a nessuno».
Il problema più grosso, che tutti gli utenti riscontrano più
frequentemente, è la mancanza di un interlocutore : «se un utente vuole
reclamare per un disservizio», continua il presidente di Antiplagio, «o
ha la necessità di chiedere chiarimenti, nei siti italiani di eBay e
Paypal non trova né un indirizzo email, né un indirizzo di posta
ordinaria, né un numero di telefono, né il nome di un responsabile e/o
referente».
Ecco allaora «gli abusi più rilevanti» riscontrati da Telefono
Antiplagio:

I DUBBI SULLA SEDE
"eBay", analizza l'associazione, «ha sedi in luoghi impraticabili per
gli utenti italiani, ovvero Lussemburgo (sede ufficiale per l'Italia,
eBay Europe S.a.r.l., 15 rue Notre Dame, L - 2240), Stati Uniti, Gran
Bretagna, Svizzera ecc. La sede italiana di eBay risulta in via Fabio
Filzi 25, a Milano, ma è una sede-fantasma. Tuttavia eBay non è una
società-fantasma, ma una srl di diritto italiano. Se quindi un utente
italiano ha la necessità per es. di contattare eBay per un'asta
truccata, non sa dove né a chi telefonare o scrivere, a parte un
inutile form online. Le aste, come denunciato anche dalla stampa
inglese, vengono truccate con estrema facilità, senza che la stessa
eBay intervenga.
Ad eBay è affiancato il metodo di pagamento "Paypal", la cui sede è in
Irlanda (Paypal Europe Limited, Italian Market Compliance, P.O. Box
9473, Dublin 15). Paypal è una sorta di banca che appartiene allo
stesso gruppo societario di eBay, molto usata per le aste e gli
acquisti online. Paypal opera anche in Italia - www.paypal.it - con 2
milioni di clienti».

QUESTIONE DI PRIVACY
«Chiunque, con un semplice click (per es. se s'aggiudica un oggetto),
può entrare in possesso dei dati personali di altri utenti: il rischio
è che vengano utilizzati per attività illecite», sottolinea Telefono
Antiplagio.
«E' sufficiente che si registri con dati fasulli e neppure si
aggiudichi l'asta, ma faccia solo un'offerta (che può ritirare), perché
eBay gli invii tutti gli estremi del venditore, tramite la richiesta
delle informazioni di contatto. Se un utente non concede l'addebito
automatico delle tariffe sulla carta di credito usata all'atto
dell'iscrizione, il numero della carta viene comunque salvato su file,
infatti al momento del pagamento vengono mostrate in chiaro le ultime 4
cifre. E se un utente protesta e chiede la cancellazione dei propri
dati, eBay risponde (se risponde) che non è possibile perché i dati
restano a sua disposizione per 5 anni».

DOMANDE E RISPOSTE
«Le risposte alle proteste degli utenti sono quasi sempre
preconfezionate», assicura l'associazione. «Le rare volte in cui la
risposta è apparentemente personalizzata, il dipendente di eBay che la
sottoscrive ha sempre un nome diverso o fittizio, per cui il problema
irrisolto rimane tale e le spiegazioni sono contraddittorie, insensate,
come se le domande non fossero lette, come se chi risponde fosse un
robot. Non si capisce perché gli utenti debbano continuare a pagare
tariffe tra le più costose al mondo per servizi inesistenti».

CONTRAFFAZIONI
«Molte aste», continua l'analisi di Panunzio, «sono invase da
materiale contraffatto che eBay non controlla e non blocca, se non dopo
ripetute delazioni (se vengono lette). La maggior parte di questo
materiale è proposto da cittadini cinesi che inviano illegalmente mail
spam agli utenti di eBay, senza che quest'ultima impedisca o denunci il
fatto. Ovviamente le possibilità che l'utente ingannato possa
recuperare la somma spesa per l'oggetto contraffatto sono nulle. Lo
stesso discorso vale per le truffe, ovvero gli oggetti acquistati e mai
inviati agli acquirenti.
Alcuni utenti per es. hanno segnalato ad eBay un venditore di macchine
fotografiche digitali che, pur ricevendo il denaro in anticipo, non
spedisce la merce; ma eBay non fa niente per fermarlo. Il finto
venditore, intanto, continua ad operare e a danneggiare gli
acquirenti».

"PULITORI"
Questo è il capitolo più delicato: «i Pulitori», sostiene Telefono
Antiplagio, «sono utenti che operano su eBay attaccando altri membri.
La loro tecnica consiste nell'eseguire segnalazioni di massa o
aggiudicarsi oggetti con falsi nomi, ovviamente senza procedere
all'acquisto, allo scopo di danneggiare gli iscritti. Il loro fine è
essenzialmente quello di creare il panico tra gli utenti di eBay per
averne il controllo: è un'operazione estremamente sofisticata di
colletti bianchi e impiegati che commettono illeciti informatici
all'interno della loro azienda, o di "cyberstalking" (terrorismo
psicologico), messa in atto da personaggi che rispondono a nomi quali:
elzagor, ilpulitore, gionnisan, vibertisandro, sceriffopulitore,
seisolounladro, watchme0003, seguro2005, werty3195, gerome9716,
vongolo2005, elzagorstrikes ecc. Il Capo dei Pulitori si chiama
"increeedibile", è lui l'anello di congiunzione tra il sito ufficiale
di eBay e quello parallelo. I Pulitori hanno anche il compito di far
aumentare gli introiti di eBay, eliminando concorrenti potenzialmente
pericolosi ed incrementando il numero degli iscritti, che in realtà
sono utenti cancellati da eBay o autocancellatisi che si registrano
nuovamente: più iscritti ci sono, più salgono le quotazioni di eBay. I
pulitori fanno anche azione di hackeraggio, inviando agli utenti mail-
trappola identiche a quelle di eBay per ricavare nome utente e
password, al fine di intervenire nelle aste per proporre offerte
fasulle e costringere i venditori a protestare con eBay, che poi
cancella loro le aste. Guarda caso», continua ancora Telefono
Antiplagio, «queste forme di disturbo si verificano quando il venditore
non indica come mezzo di pagamento obbligatorio Paypal che, com'è
risaputo, appartiene ad eBay. La cancellazione dell'asta genera un
legittimo sospetto di irregolarità della stessa e, nel caso di oggetti
griffati, genera la certezza che eBay l'abbia eliminata perché il
prodotto era contraffatto, diffamando automaticamente il venditore e
facendolo apparire un truffatore. Se poi lo stesso oggetto viene
rimesso all'asta, gli osservatori non fanno più offerte a quel
venditore, ma si rivolgono ad altri: il danno e la beffa. Tra l'altro
quando un'asta viene rimossa dal database di eBay, il venditore non può
procedere con l'operazione di "relist item" (ripubblicazione), ma deve
riscrivere tutto, partendo da zero».
Ma l'arbitrio più grave commesso da eBay sarebbe un altro: «quando il
sito elimina un'asta, restituisce le spese di inserzione e incassa le
provvigioni sul prezzo di vendita, nonostante l'oggetto non sia stato
venduto; eBay non procede alla restituzione della somma se l'utente non
protesta: tutto ciò ha il vago sapore dell'appropriazione indebita.
Moltiplicando questa procedura per tutte le aste rimosse, eBay accumula
ogni giorno somme di denaro ingenti da cui derivano interessi bancari
rilevanti»

PAGAMENTI
«L'uso della carta Postepay è vietato», spiega Panunzio, «eBay adduce
tra i motivi del divieto la poca sicurezza di Postepay, ma caldeggia il
metodo di pagamento Paypal, la cui sicurezza non è maggiore. Paypal si
basa sul prelievo di denaro dalla carta di credito: per ogni versamento
vengono addebitate commissioni (fino al 7%) più elevate di quelle di
Postepay, in quanto Paypal, è una propaggine di eBay. Il divieto, in
territorio italiano, di un sistema di pagamento lecito come Postepay,
per favorire Paypal è un arbitrio: in questo caso è anche un conflitto
di interessi. E' lo Stato Italiano che decide quali sono i mezzi di
pagamento leciti, nessuno può rifiutarsi di ricevere o effettuare
pagamenti con metodi legali».

FATTURAZIONE
«Diversi utenti si vedono addebitare importi spropositati, soprattutto
nell'ultimo ciclo di fatturazione dell'anno, che poi vengono
rettificati: è un espediente di eBay Italia per rientrare nei limiti
minimi di fatturato imposti da ebay.com».

FEEDBACKS
«Quando un utente non paga un oggetto che si è aggiudicato», sostiene
l'associazione, «il venditore ha il diritto di lasciargli un feedback
negativo, in modo tale da avvertire gli altri utenti che è disonesto;
purtroppo però il venditore sa di non poterlo fare perché, per ripicca
o vendetta, l'acquirente ricambierebbe con la stessa moneta. Il
venditore quindi non solo deve subire il danno materiale di non aver
incassato, perché è stato impedito ad altri compratori di acquistare il
suo oggetto, ma anche il danno morale (commento negativo) e un
ulteriore danno economico: aspettare 10 giorni, prima di vedersi
riaccreditare da eBay la tariffa di aggiudicazione».
La tariffa d'inserzione, al contrario, «non viene rimborsata; in tal
modo eBay guadagna sulle spalle dei venditori, già danneggiati dai
falsi acquirenti. Quando poi il venditore chiede a eBay di cancellare
l'eventuale feedback negativo ricevuto e mantenere invece - con prove
alla mano del mancato pagamento - quello dell'acquirente fasullo, si
vede rispondere che è un problema che non compete ad eBay perché i
feedbacks riguardano solo i rapporti tra utenti. Però poi eBay si
contraddice, aggiungendo che per eliminare il feedback negativo ci si
deve rivolgere ad un avvocato o, a pagamento, a "Square Trade",
conciliatore di Paypal che, come già scritto, appartiene ad eBay. Anche
qui è palese il conflitto d'interessi. I feedbacks sono la più grande
mistificazione di eBay, l'inganno più subdolo».

SPESE POSTALI
«Se un venditore applica tariffe postali elevate, specificando che
l'oggetto viene inviato all'estero con spedizione celere, eBay gli
cancella l'asta senza avvertirlo e senza controllare se le spese
postali sono congrue, perché pensa che tali tariffe comprendano una
parte del costo dell'oggetto, onde versare ad eBay una percentuale più
bassa sul prezzo di vendita. Il venditore quindi, per non scoraggiare
l'acquirente ed evitare la cancellazione dell'asta, è costretto a
pagarsi la metà delle tariffe di spedizione. Questo succede soprattutto
quando viene inviato un pacco con corriere espresso a tracciatura
universale, visibile anche all'estero, il cui costo è considerevole. Se
poi l'acquirente paga con Paypal, metodo preferito da eBay, e non
riceve il pacco, può aprire una contestazione. Ma un acquirente
disonesto può aprirla anche quando non lo riceve, perché se il
venditore spedisce con altro metodo, pur con obbligo di firma al
ricevimento, in USA, Canada, Australia e molti Paesi europei non è
previsto riscontro di consegna. In questi casi Paypal considera
ugualmente valida la contestazione e dà ragione all'acquirente
disonesto, prelevando i soldi dal conto del venditore che, se non ha
fondi, va in rosso e non può più effettuare transazioni. Il venditore
pertanto, per tutelarsi, è obbligato a spedire con corriere espresso -
obbligo che invece dovrebbe essere imposto da eBay - ed applicare spese
postali consistenti. Ma il rischio di chiusura dell'asta rimane perché
eBay considera un raggiro il costo elevato delle spese di spedizione,
anziché prendere in considerazione qualche forma di tutela per
l'utente».

DURATA E PUBBLICAZIONE ASTA
«Per alcuni oggetti griffati», aggiunge l’associazione, «eBay ha
introdotto il divieto di tenerli all'asta per 1 o 3 giorni. Possono
essere proposti per un minimo di 5 giorni e un massimo di 10: eBay
sostiene che in questo modo si scoraggia il mercato della
contraffazione, ma non spiega come né perché. In realtà è una
violazione dei diritti di venditori e acquirenti che, rispetto a tanti
altri, non possono vendere e comprare negli stessi tempi. Quando un
venditore lancia un'asta, non appare subito online. A detta di eBay
esiste un meccanismo informatico che permette di pubblicarla con un
ritardo tra le 6 e le 12 ore (ed oltre) per scoraggiare le vendite
illegali. Anche questo è un danno per il venditore, che vede apparire
la sua proposta molto dopo, rispetto al momento in cui l'ha lanciata, e
vede diminuire il periodo di visibilità, ma non le tariffe di eBay.
Pure qui non si capisce come possa essere scoraggiata l'illegalità.
Ovviamente eBay ha ridotto la durata dell'inserzione, che decorre dal
momento del lancio, ma non ha ridotto, in proporzione, le spese
d'inserzione che, per le aste di 10 giorni, prevedono addirittura un
sovrapprezzo (40 cents)».

RIMBORSO SPESE
«Se un utente non paga l'oggetto aggiudicato, il venditore, dopo 7
giorni, può aprire una disputa. Per chiuderla deve aspettare altri 7
giorni. Nel frattempo però deve versare le spese ad eBay, altrimenti
non può mettere altri oggetti all'asta. Se invece ha inserito la carta
di credito o di debito (prepagata) o il conto bancario con pagamento
automatico, la somma delle commissioni di eBay gli viene prelevata
comunque, anche se sarà restituita dopo 15 giorni: eBay così accumula
interessi bancari senza motivi plausibili».
Sulle irregolarità di Paypal esiste ampia documentazione in www.
paypalwarning.com. *
Per informazioni telefono@antiplagio.org
Fonte: primadanoi.it 16/04/2007
www.primadanoi.it/modules/news/article.php?storyid=804

* In Italia e' nato Telefono Antiebay: www.antiebay.net


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