UNIONI CIVILI, DAL PD VIA LIBERA A STRALCIO STEPCHILD. ASSOCIAZIONI LGBT IN RIVOLTA: "CI SENTIAMO TRADITI"

23/feb/2016 20.16.21 Arcigay Contatta l'autore

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UNIONI CIVILI, DAL PD VIA LIBERA A STRALCIO STEPCHILD. ASSOCIAZIONI LGBT IN RIVOLTA: "CI SENTIAMO TRADITI"
Roma, 23 febbraio 2016 - Parlano di un vero e proprio "tradimento" le associazioni lgbt nel commentare il via libera dei senatori Pd al Maxiemendamento con cui verrà stralciata la stepchild adoption dal testo sulle unioni civili. "Una mossa di calcolo -proseguono -  un gioco di convenienze condito da repentini dietrofront e arrampicate sugli specchi, anche da parte di chi non ci saremmo mai aspettati. Una tremenda coltellata alle spalle".  "Siamo consapevoli - dicono le associazioni - dei gravi rischi che avrebbe comportato una navigazione a mare aperto, ma ci sembra incredibile questa resa che il Pd ha scelto di siglare prima ancora di scendere nel campo di battaglia. È il Parlamento il luogo dove questa legge è nata ed è stata a lungo dibattuta, nel Parlamento doveva trovare una maggioranza che la sostenesse nella sua interezza, senza stralciare i diritti dei bambini. Sappiamo bene che nessun partito in Senato ha i voti per approvare in autonomia il ddl Cirinnà così com'è, ma siamo ancora ostinatamente convinti che ogni forza politica, tra quelle che vogliono far progredire questo Paese, avrebbe potuto mettere in campo il sostegno necessario per tagliare questo traguardo. Serviva e serve ancora la maturità di mettere da parte i calcoli politici e le strategie elettorali e di prendersi un impegno davanti al Paese. Lo doveva fare il Partito Democratico, innanzitutto, che è la forza più ampia della maggioranza di governo e che avrebbe dovuto rivendicare fino all'ultimo la paternità del testo Cirinnà e il suo faticoso percorso. E lo avrebbe potuto fare intercettando il sostegno che veniva dall'opposizione.   La costruzione di quella maggioranza è l'esame di maturità che il Parlamento  malamente e furbescamente vuole aggirare con la giustificazione firmata dal premier. Nel luogo supremo della rappresentanza, gli elette e le elette avrebbe dovuto pretendere di portare a  termine il loro mandato, nella piena responsabilità del ruolo che ricoprono. Un voto di fiducia su un testo scritto secondo le richieste di un partito come Ndc, omofobo e assolutamente minoritario, è uno schiaffo grave e imperdonabile per  una grandissima parte del Paese. Noi ce ne ricorderemo, a partire da domani quando riprenderemo il presidio in piazza delle Cinque Lune  e dal prossimo 5 marzo, giorno in cui manifesteremo tutte assieme nella Capitale".



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Ufficio stampa Arcigay - Vincenzo Branà (348.6839779)

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