NUOVE FRONTIERE NEWSLETTER - maggio 2007

08/mag/2007 00.30.00 Nuove Frontiere Contatta l'autore

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“se riesci ad immaginare un mondo diverso, il mondo sta già cambiando”

Agenzia mensile – n° 5 – lunedì 7 maggio 2007

www.nuovefrontiere.net

  NOVITA', ATTIVITA' E INIZIATIVE

NUOVE FRONTIERE AL FAMILY DAY

Noi dell'associazione Nuove Frontiere saremo presenti alla manifestazione perché riteniamo che una delle cause della crisi della famiglia e delle unioni in genere sia la "fatica del vivere". Con essa intendiamo orari di lavoro sempre più frenetici ed incalzanti, stipendi e retribuzioni più basse, garanzie pressocché nulle per i lavoratori a prescindere dalla categoria alla quale appartengano. Si potrebbe andare oltre... Pensare che tutto questo non abbia implicazioni sui rapporti di coppia, sulle sue scelte (non ultima quella di se, quando e quanti figli fare) , sulla sua serenità è assurdo. Crediamo che non sia tempo di contrapposizioni, ma di sintesi in vista della ricerca di soluzioni a problemi che si fanno sempre più pressanti. Pertanto, la nostra presenza alla manifestazione avrà la seguente valenza: invitare la classe politica a preoccuparsi dei problemi dell'uomo e della famiglia, in particolare, dal momento che in essa vi è il presente ed il futuro del nostro Paese. Riguardo al discorso dei DICO affermiamo da cattolici che lo Stato è laico e che deve essere garante di tutti, privilegiando il diritto del più debole laddove questo possa essere messo in discussione. Non si può credere che esista una realtà valida "urbi et orbi". Per noi esiste la "Verità" ( e poi siamo così certi di capirla e comprenderla fino in fondo?), ma la realtà è un'altra cosa, variegata e composita, fluida e dinamica. L'omosessualità è sempre esistita e non basta dire "non possumus" (con tutto il rispetto) per cancellare quello che è uno stato di fatto di alcune persone. Possiamo far finta che non esistano oppure prenderne atto e cercare di regolamentare i loro rapporti per garantire alcuni diritti quali la pensione di reversibilità ad esempio. Riportiamo una considerazione espressa pochi giorni orsono dal filosofo Massimo Cacciari e che ci sentiamo di condividere: "Gesù nostro Signore si è rivolto singolarmente ad ognuno di noi. Non ha mai preteso di redigere delle regole per la società". Sta ad ognuno di noi, aggiungiamo, dire o meno sì e sta a Lui e a Lui soltanto giudicare il nostro operato. Queste poche righe spero riassumano quella che è la nostra posizione.



DAL 25 MAGGIO PROSSIMO IL MENSILE DI NUOVE FRONTIERE

Stiamo lavorando ormai da tempo a questo progetto che vuole portare alla vostra attenzione non solo tematiche, idee e progetti dell'associazione, ma anche approfondimenti, rubriche e qualche curiosità. Chiunque volesse dare il suo contributo può inviarlo a info@nuovefrontiere.net, i migliori saranno pubblicati. Nel primo numero tratteremo:
1. del diritto allo studio dei minori come passaggio chiave per la lotta alla microcriminalità, all'emarginazione sociale ed accelerazione del processo di integrazione nel nostro Paese delle nuove generazioni di immigrati;
2. del diritto di cittadinanza: che tempi, quali modalità e criteri da adottare;
3. Commento e analisi all'indomani della manifestazione del Family Day.



LE RAGIONI DI UNA PETIZIONE PER I MINORI


Sempre più spesso accade di vedere minori, per lo più ragazze extracomunitarie, lungo le strade di Roma (via Salaria e via Cristoforo Colombo tanto per citarne alcune) che si prostituiscono, di giorno come di notte; minori sfruttati dai propri genitori per fare accattonaggio o compiere atti di vandalismo se non veri e propri atti di delinquenza; minori che vivono in favelas, ogni anno più estese, nell’immondizia, senza le elementari norme igieniche; minori che a Torino come a Napoli diventano “pony” per lo spaccio di droga. Cambiare si può! Strappiamoli dalle mani di quanti li sfruttano! Mandiamo a scuola questi ragazzi, garantiamo una famiglia degna di questo nome e aiutiamo quelle famiglie che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese! Offriamo loro un’opportunità di crescita ed integrazione, regaliamoci un Paese più giusto. Per questo proponiamo una petizione che prevede l’applicazione del diritto/dovere all’istruzione attraverso: v una riforma delle leggi esistenti e l’irrogazione sia di pene pecuniarie che detentive più severe; v la predisposizione delle misure di assistenza alle famiglie per adempiere a questo primario dovere non solo familiare, ma sociale.



UN CENTRO PER I MINORI

La creazione di un centro di recupero per i minori è l’altra faccia della medaglia della petizione di cui sopra. L’obiettivo è quello di recuperare dei ragazzi che altrimenti andrebbero ad ingrossare il tessuto criminale organizzato e non presente sul nostro territorio. Prenderemmo in custodia quei ragazzi che per disposizione del Tribunale dei Minori o identificati in collaborazione con l’UGM, il V Dipartimento del Comune di Roma e le scuole del territorio rompono ogni legame con il contesto di origine. Una sfida difficile, ma al contempo entusiasmante.



UNA RETE PER LE DONNE

Mettere in rete le organizzazioni di eccellenza presenti sul territorio che si occupano di donne nel periodo della maternità e le madri sole in stato di disagio economico e sociale al fine di mettere in comune conoscenze e risorse nel tentativo di accelerare lo sviluppo di promettenti interventi.



NUOVE FRONTIERE COMMUNITY

Un maggio ricco di appuntamenti per moltiplicare le occasioni di incontro. Un modo per conoscersi e creare sinergie.

Eccone alcuni:

12. Nuove Frontiere al Family Day;
22. "Arc en ciel" al teatro A.Jovinelli;
22/25. Incontri al ForumPA.

Vai su www.nuovefrontiere.net ed iscriviti alla nostra community.

  MINORI
 

Immigrazione: Save the Children, una legge a tutela dei diritti dei minori

Un disegno di legge delega sostanzialmente positivo, che ha recepito gran parte delle raccomandazioni fatte da Save the Children Italia nel percorso di consultazione, un processo innovativo e apprezzabile che ha coinvolto le organizzazioni competenti in materia di immigrazione. Nel momento dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del ddl a firma dei ministri Amato e Ferrero, Save the Children conferma l’apprezzamento per misure che consentiranno una maggiore tutela dei diritti dei minori stranieri, in particolare quelli non accompagnati, come sancito dalla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. L’organizzazione ribadisce in particolare l’importanza e la validità delle nuove norme riguardanti il rilascio del permesso di soggiorno al compimento della maggiore età ai minori stranieri non accompagnati, ai minori accompagnati e a quei minori che, avendo compiuto un reato, hanno successivamente partecipato a un successivo programma di integrazione. Le nuove disposizioni contenute nel ddl Amato-Ferrero superano norme discriminatorie che ostacolavano l’inserimento sociale di questi minori, la cui modifica era stata più volte richiesta da Save the Children. Vengono inoltre affrontati nodi cruciali, come l’accertamento dell’età, fondamentale per identificare i minori e consentire la tutela dei loro diritti, nonché la revisione delle procedure presso il Comitato Minori Stranieri e il controllo giurisdizionale sul rimpatrio assistito. Save the Children ha particolarmente apprezzato, inoltre, la decisione di istituire un Fondo Nazionale di Accoglienza e Tutela dei minori stranieri non accompagnati, che potrà favorire un miglioramento dell’accoglienza, soprattutto nelle aree del Paese interessate dagli sbarchi di minori stranieri non accompagnati. “Esistono tuttavia delle ulteriori aree d’intervento all’interno della normativa sull’immigrazione – afferma Carlotta Sami, Direttore dei Programmi di Save the Children Italia - che riguardano la revisione dei criteri e delle procedure con cui sono effettuati i soggiorni solidaristici e l’introduzione del divieto di respingimento in frontiera dei minori stranieri non accompagnati o comunque la previsione di procedure che consentano un’efficace tutela dei diritti di questi minori”. “Save the Children, infine – conclude Carlotta Sami - sollecita le istituzioni a considerare l’importanza del coinvolgimento del terzo settore nella definizione di modelli di accoglienza e ad investire sulle capacità e conoscenze degli operatori”. (fonte: www.savethechildren.it).

  DONNE


Casa-Famiglia, la nuova concezione del carcere femminile


Mai più bambini in carcere. Si è mossa in questa direzione la Commissione Giustizia della Camera, approvando il testo di legge sulle detenute madri, ora pronto all’esame dell’aula. In un’ottica di maggiore garantismo verso i tanti minori che crescono dietro le sbarre, colpevoli solo di avere una madre rea, la nuova normativa punta a proteggere il rapporto natale senza però ammettere sconti di pena. Il nuovo carcere al femminile sarà la casa-famiglia protetta, in cui le donne incinte o le madri con figli di età inferiore ai 3 anni potranno scontare la propria pena, fino al compimento dei 10 anni del bambino. Sempre perseguendo una ideale infanzia lontana dalla reclusione, la nuova normativa prevede anche che la madre detenuta possa accompagnare e restare vicino al figlio in caso abbia l’esigenza di essere portato al pronto soccorso o di essere ricoverato. Maggiori doveri anche da parte del padre, al quale la legge estende le stesse prerogative, qualora la madre sia deceduta o assolutamente impossibilitata a dare assistenza alla prole. (fonte: www.previewonline.info)

  IMMIGRATI


La Commissione Europea preannuncia che il 2007 sarà dichiarato “Anno Europeo per le Pari Opportunità” e il 2008 “Anno Europeo del dialogo interculturale”


L'Anno europeo della parità di opportunità per tutti ha quale obiettivo quello di sensibilizzare la popolazione in merito ai vantaggi di una società giusta e solidale. Esso promuove iniziative di sensibilizzazione volte a lottare contro gli atteggiamenti e i comportamenti discriminatori, nonché ad informare le persone circa i loro diritti e i loro obblighi di natura giuridica. Esso rientra in un approccio trasversale della non discriminazione che dovrebbe consentire di garantire un'applicazione corretta e uniforme del quadro legislativo comunitario in tutta Europa, mettendo in luce i suoi principi essenziali e riscuotendo il sostegno attivo del pubblico nei confronti della legislazione in materia di non discriminazione e di uguaglianza. Gli obiettivi dell’anno europeo sono i seguenti: a) Diritti: sensibilizzare sul diritto alla parità e alla non discriminazione nonché sulla problematica delle discriminazioni multiple. L’anno europeo permetterà di informare i cittadini che tutti hanno diritto alla parità di trattamento, e ciò indipendentemente dal sesso, dalla razza o dalle origini etniche, dalla religione o dalle convinzioni personali, da eventuali handicap, dall'età o dalle tendenze sessuali. L'anno europeo dovrà consentire ai gruppi che rischiano discriminazioni di conoscere meglio i loro diritti e la legislazione europea esistente in materia di non discriminazione. b) Rappresentatività: stimolare il dibattito sulle possibilità di incrementare la partecipazione alla vita sociale dei gruppi vittime di discriminazioni nonché una partecipazione equilibrata alla vita sociale di uomini e donne. L’anno europeo favorirà la riflessione e la discussione sulla necessità di una maggiore partecipazione di tali gruppi alla vita sociale e di un loro coinvolgimento nelle azioni volte a combattere le discriminazioni in tutti i settori e a tutti i livelli. c) Riconoscimento: favorire e valorizzare la diversità e la parità. L’anno europeo permetterà di sottolineare, evidenziando i benefici della diversità, il contributo positivo che tutti, indipendentemente dal sesso, dalla razza e dall’origine etnica, dalla religione, dalle convinzioni personali, da eventuali handicap, dall'età o dalle tendenze sessuali, possono dare alla società nel suo complesso. d) Rispetto: promuovere una società più solidale. L’anno europeo permetterà di sensibilizzare i cittadini sull’importanza di eliminare gli stereotipi, i pregiudizi e la violenza, di favorire buone relazioni tra tutti i membri della società, in particolare tra i giovani, e di promuovere e diffondere i valori che sottendono la lotta contro le discriminazioni.

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