Antiplagio news: scomunicare i preti pedofili

Antiplagio news: scomunicare i preti pedofili Le notizie di questi ultimi anni sui numerosi casi di pedofilia emersi all'interno della Chiesa cattolica dimostrano che le pene previste (interdizione, sospensione, inabilita', riduzione allo stato laicale) e comminate dalla Santa Sede e dai vescovi ai responsabili di tali atti ignobili non sono efficaci ne' deterrenti.

21/mag/2007 20.49.00 antiplagio Contatta l'autore

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Le notizie di questi ultimi anni sui numerosi casi di pedofilia emersi
all'interno della Chiesa cattolica dimostrano che le pene previste
(interdizione, sospensione, inabilita', riduzione allo stato laicale) e
comminate dalla Santa Sede e dai vescovi ai responsabili di tali atti
ignobili non sono efficaci ne' deterrenti.
Forse e' giunto il momento che la Chiesa cattolica estenda la
scomunica agli abusi sessuali perpetrati dai preti a danno dei minori,
in particolare quando questi ultimi sono affidati alla loro cura, alla
loro educazione, alla loro custodia. La medesima sanzione potrebbe
essere applicata anche ai laici.
Non sarebbe la prima volta che la Santa Sede interviene per ampliare
le pene inserite nel codice di diritto canonico. Nel 1996 Giovanni
Paolo II, nel documento "Universi dominici gregis", stabili' la
scomunica "latae sententiae" (non legata ad una dichiarazione, ma solo
al fatto che si commetta uno specifico delitto) anche per chi, durante
il Conclave, viola la segretezza del Vaticano, introducendo
strumentazione per registrare o comunicando con un cardinale elettore.
La stessa violazione e' punita con scomunica nel documento del 1962
"Crimen sollicitationis" per chi non mantiene il segreto sugli abusi
sessuali commessi da presbiteri o vescovi contro i penitenti. Tali
abusi, in realta', sono ben piu' gravi della violazione della loro
segretezza, ecco perche' dovrebbero essere puniti anch'essi con la
scomunica. Nei casi di pedofilia, poi, non e' il singolo individuo che
viene segnato per sempre, ma tutta la sua famiglia. E la tutela della
famiglia passa anche attraverso l'intransigenza nei confronti di chi ne
mina le fondamenta, violando le persone piu' deboli e indifese, e
attraverso l'aiuto a chi ha subito il danno.
La scomunica, come dice don Ciotti, "non e' una pietra scagliata
contro qualcuno per colpirlo, ferirlo, addirittura ucciderlo, ma
l'esatto contrario: un ponte lanciato a chi sbaglia per permettergli di
ritrovare le ragioni di una nuova e possibile speranza, di un
cambiamento".
La scomunica, in sostanza, e' un atto di giustizia.

Telefono Antiplagio 3388385999
Comitato italiano di volontariato in difesa delle vittime di
ciarlatani e santoni e contro gli abusi nelle telecomunicazioni e nei
confronti di minori (dal 1994)




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