NOTA STAMPA: COLLAUDI TRUFFA IN ITALIA

2007 - Carlo Massone vittima di un sistema di impunità ed insabbiamenti, che lo ha costretto a cessare la sua attività di autotrasportatore in proprio.

09/dic/2007 11.20.00 ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE Contatta l'autore

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NOTA STAMPA: COLLAUDI TRUFFA IN ITALIA

 

ALESSANDRIA - 9 DIC. 2007 - Carlo Massone vittima di un sistema di impunità ed insabbiamenti, che lo ha costretto a cessare la sua attività di autotrasportatore in proprio. Il sig. Massone acquista un veicolo, che in apparenza risulta regolarmente collaudato, ma in effetti le attestazioni sono false. Sembra che la prassi sia comune ad altri veicoli e che investa altri uffici, ma nessuno fa niente per debellarla. In questa Italia alla rovescia vige la prassi del piccolo “ducetto” della miriade di uffici pubblici e giudiziari, non l’applicazione delle norme nazionali inserite in un ordinamento giuridico. Nemmeno i Parlamentari nazionali ed europei possono fare qualcosa contro questo sistema marcio. La vicenda è inserita su www.ingiustizia.info , link sicurezza - collaudopoli e link Piemonte - Alessandria.

Poi si lamentano che la gente vada in piazza nei Vaffanculo Day !!

 

Grazie dell’attenzione

Dr Antonio Giangrande Presidente ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE

www.malagiustizia.eu

www.illegalita.altervista.org

 

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Allegato B

Seduta n. 238 dell'8/11/2007 : TRASPORTI

FIANO. - Al Ministro dei trasporti. - Per sapere - premesso che:

nel 1989 l'autotrasportatore Carlo Massone residente in Frazione Crebini 37 - Castelletto d'Orba (Alessandria) acquistò un camion usato tipo Fiat 170/35 B targato AL 359341, ribaltabile su tre lati con gru e piattaforma aerea a due posti, pagandolo oltre 100 milioni;

come da attestazione rilasciata dal concessionario Iveco Plura spa di Ovada (Alessandria), il mezzo in questione risultava regolarmente collaudato in tutte le sue parti, completo di attestazioni rilasciate dalla motorizzazione e dall'Ispesl (Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro) e pertanto pronto per essere utilizzato su strada;

il signor Carlo Massone, prima di utilizzare il mezzo in questione, richiese ed ottenne dalla motorizzazione e dalla USL di Alessandria una verifica preventiva straordinaria che, in seguito, diede esito negativo, e cioè si rivelò che il mezzo presentava una serie di anomalie tecniche e strumentali tali da renderlo inutilizzabile, in totale contrasto con le norme di prevenzione e di sicurezza sul lavoro;

a seguito di ciò, il signor Carlo Massone non solo fu costretto a rinunciare al camion appena acquistato, ma venne altresì indagato - gli fu attribuita la responsabilità di averlo manomesso e modificato - e successivamente assolto, avendo dimostrato di non aver mai impiegato il mezzo per alcun lavoro e di non averlo mai ritirato dalla concessionaria se non il giorno prefissato per la revisione straordinaria;

dai documenti in possesso del signor Massone risulterebbe che la data di emissione della fattura quietanzata rilasciata dalla ditta Iveco Plura S.p.A. - 7 settembre 1989 - è in netta e curiosa contraddizione con quella citata nella notifica rilasciata (a richiesta del signor Massone, proprietario del mezzo) dal Compartimento della Polizia stradale, sezione di Alessandria, secondo cui «Visti gli atti d'ufficio si dichiara che la carta di circolazione relativa all'autocarro targato AL 359341 è gravata dal decreto di sequestro n. 616/88/A emesso dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Bergamo il 14 marzo 1988 e che in ordine alla stessa sono in corso ricerche da parte di questo ufficio al fine di rintracciarla e sequestrarla» (Alessandria, 3 maggio 1990, n. 326, rep. 240 PG);

successivamente, il medesimo Compartimento della Polizia stradale, sezione di Alessandria, rispondeva alla Procura della Repubblica presso la Pretura circondariale di Alessandria - in ordine alla denuncia sporta dal signor Massone - «Fa seguito alla denuncia sporta da Massone Carlo, in atti generalizzato, trasmessa con nota prot. n. del 4 maggio 1990 in ordine alla quale si sciolgono parte delle riserve espresse. Si comunica che negli elenchi forniti dalla motorizzazione civile e dei trasporti in concessione di Cuneo, relativi ai collaudi effettuati negli anni 1989-1990 presso la ditta Delia, non c'è traccia di quello afferente al certificato di approvazione rilasciato per l'autocarro targato AL 359341» (Alessandria, 16 giugno 1990, n. 600, rep. 240 PG);

quanto sopra esposto ha prodotto ripercussioni gravissime alle economie della ditta del signor Carlo Massone, al punto da indurlo - pur di non rimanere senza lavoro e con un mezzo sequestrato ed improduttivo - ad acquistarne altri, con il medesimo triste e scandaloso risultato;

ad oggi il signor Carlo Massone, pur avendo interpellato parlamentari e Ministri ed aver interessato anche la Procura della Repubblica di Genova poiché nessuna risposta o indennizzo sono pervenuti dalle autorità di Alessandria e comunque da tutte quelle interessate nella vicenda, è ancora in attesa che si faccia chiarezza e che la sua pratica approdi a giusta conclusione;

da più di dieci anni lo stesso Carlo Massone sta combattendo una battaglia di sensibilizzazione volta a far emergere la verità sul suo personale caso e su fatti di analoga gravità che metterebbero in discussione l'intero apparato preposto alla certificazione di idoneità ad operare dei mezzi industriali coinvolgendo ingegneri e pubblici ufficiali funzionari dello Stato;

il 9 marzo 1999, nella XIII Legislatura, il senatore Bornacin presentò in merito una specifica interpellanza parlamentare, la 2-00767, cui però non fu data risposta, e in data 7 marzo 2007 il senatore Martinat ha ripresentato l'interrogazione n. 4-01468 -:

se non si reputi opportuno e doveroso attivarsi con estrema urgenza per fare chiarezza su di una vicenda così delicata e di sconcertante gravità, sollecitando il riesame della pratica e verificando, secondo quanto denunciato, la regolarità delle attestazioni rilasciate dalle autorità competenti in ordine ai collaudi di omologazione dei veicoli industriali al fine di definire responsabilità ed eventuali comportamenti omissivi da parte di pubblici funzionari;

che cosa intenda fare il Governo per garantire che, in materia di collaudi ed omologazioni di veicoli industriali, venga rispettato scrupolosamente il dettato legislativo e si eviti pertanto che pubblici funzionari rilascino certificati di omologazione e di collaudo su veicoli industriali sulla base di documenti di conformità rilasciati dagli allestitori senza effettuare verifiche tecniche rigorose sui mezzi, come prevede la normativa vigente;

se non si reputi di altrettanto sconcertante gravità che veicoli industriali certificati e collaudati al momento dell'acquisto risultino poi, ancor prima di essere utilizzati (come in questo caso e grazie soprattutto alla scrupolosità dell'acquirente), non in regola e vengano avanzati sospetti solo sull'autotrasportatore anziché considerare anche le responsabilità delle Motorizzazioni civili, dell'Ispesl e dei concessionari;

se non si reputi doveroso promuovere una verifica per accertare che i funzionari pubblici deputati alla certificazione di collaudo e di omologazione dei veicoli industriali della Motorizzazione civile ed Ispesl procedano attenendosi scrupolosamente a quanto previsto dalla legge in materia e non vengano adottati metodi del tutto estranei alla corretta condotta delle ispezioni. (4-05578)

 

INTERROGAZIONE SCRITTA AL PARLAMENTO EUROPEO

ON. MARIO BORGHEZIO

18/04/2007 - Emissione di certificati di omologazione falsi da parte delle Motorizzazioni Civili italiane.

Premesso che: 

Nel 1983 il Sig. Carlo Massone, autotrasportatore indipendente di Castelletto d'Orba (AL), acquistò, presso una concessionaria di Ovada (AL), vari automezzi tra cui un camion con gru, cestello e piattaforma aerea per un valore di 200 milioni di lire.

Gli autoveicoli erano apparentemente in regola essendo forniti di documentazione delle varie Motorizzazioni competenti.

Ad un successivo controllo, la documentazione d'abilitazione tecnica risultò falsa causando il divieto di utilizzare gli autoveicoli in questione e provocando in tal modo un enorme danno all'attività del Sig. Carlo Massone, il quale iniziò un lunghissimo iter giudiziario che ebbe fine solo nel 1999 con l'archiviazione ed un risarcimento parziale di 100 milioni. 

La Commissione è a conoscenza della diffusione presso molte Motorizzazioni Civili italiane di pratiche illegali, come l'emissione di certificati di omologazione falsi?

Non ritiene di intervenire per porre fine a questa "collaudopoli" che vede come vittime principali i piccoli autotrasportatori indipendenti?

Non ritiene che la vicenda del Sig. Massone ed il diniego sostanziale di giustizia siano indegne e contrarie ai principi fondamentali dello Stato di diritto, sui quali si basa l'Unione Europea?

 

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