Antiplagio Antiebay news: class actions contro Ebay e Paypal

12/feb/2008 02.00.00 antiplagio Contatta l'autore

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TELEFONO ANTIPLAGIO 333.88385999
TELEFONO ANTIEBAY 333.9913277
Comunicato stampa

Inviato p.c.
Ministro dell'Interno
amato_gln@camera.it
Responsabile sistemi pagamento Poste Italiane, dr. Alberto Scaduto
alberto.scaduto@poste.it
Commission de Surveillance du Secteur Financier, Lussemburgo
direction@cssf.lu
The Financial Ombudsman Service, Londra
info@financial-ombudsman.org.uk
FSA Company Secretariat The Financial Services Authority, Londra
complaints@fsa.gov.uk
Sindacato Italiano Tutela Investimento Risparmio, Milano
info@sindacatositi.it
Registro Nazionale Class Actions, Milano
info@registroclassaction.it

A novembre 2007 Poste Italiane e Paypal, banca virtuale di Ebay, hanno
siglato un accordo che permette di abbinare la carta prepagata Postepay
ad un conto Paypal e di far confluire su Postepay il denaro ricevuto
con Paypal. Questo accordo in realta' e' un accollo per gli utenti di
Ebay. Infatti a Telefono Antiebay, Osservatorio di Telefono Antiplagio
sulle compravendite online, e ad ebayabuse.it stanno arrivando
segnalazioni di cittadini esasperati che lamentano il mancato accredito
delle somme da Paypal a Postepay, con ritardi che oramai superano i 30
giorni dalla richiesta. Le automatiche scuse di Paypal fanno
riferimento a fantomatici disguidi tecnici e burocratici, con tanti
saluti: ma dei contanti non vi e' alcuna traccia. Tralasciando ogni
argomentazione sulla monopolizzazione delle aste online e delle
relative transazioni da parte di Ebay e della sua banca telematica,
Telefono Antiplagio e Telefono Antiebay segnalano che Paypal movimenta
decine di miliardi di euro e di dollari all'anno: nel 2007 ha gestito
oltre 14 miliardi di dollari, contribuendo al bilancio di Ebay per 563
milioni netti. Ovviamente su ogni passaggio di denaro Paypal matura
interessi, che aumentano a dismisura soprattutto quando il denaro,
anziche' transitare, si ferma: piu' la sosta e' lunga, piu' soldi
incamera Paypal. La conseguenza e' che trattenere somme per miliardi di
euro o di dollari fa pensare a speculazioni finanziarie, volte a
compensare la crisi in atto e/o far crescere le quotazioni in Borsa.
Gli affari di Ebay e Paypal generano profitti molto superiori a quelli
delle principali banche nazionali, ma Ebay e la sua controllata Paypal
non rendono conto ad alcuna autorita' italiana, ne' alcuna autorita'
chiede loro conto del denaro raccolto in Italia e trasferito in
Lussemburgo, noto paradiso fiscale. Paypal in pratica e' un circuito
immateriale, impalpabile che prende i soldi dalle carte di credito e li
trasferisce ad altri conti elettronici, senza che avvenga una reale
movimentazione. Il denaro da cartaceo viene trasformato in elettronico
e, una volta che entra in Paypal, rimane elettronico, non torna piu' in
forma cartacea, se non al di sopra di certe soglie. I soldi, quindi, si
perdono nei circuiti automatici e nessuno risponde a chi protesta,
nessuno sa a chi bisogna appellarsi per riottenerli.
A questo punto non si comprende come e' possibile che, a detta di
Ebay, la Polizia di Stato collabori con Ebay nel sito
compraconbuonsenso.it, registrato a nome di Ebay. Non si comprende
perche' Polizia, Guardia di Finanza e Carabinieri debbano essere
giornalmente impegnati ad indagare, a spese dei contribuenti, sugli
illeciti commessi su ebay.it, mettendosi a disposizione di un'azienda
privata che allo Stato italiano non da' nulla e distogliendo il loro
impegno da reati ben piu' gravi, pedocriminalita' e riciclaggio in
testa.
Per questo ed altri motivi, nel momento in cui nel nostro Paese sara'
possibile avviare una ''class action'', ovvero dal prossimo mese di
giugno, Telefono Antiplagio e Telefono Antiebay, insieme a European
Consumers (www.europeanconsumers.it), federazione di associazioni in
difesa dei consumatori, promuoveranno due richieste di risarcimento
collettivo contro Paypal e Ebay. In quest'ultimo caso la ''class
action'' riguardera' gli abusi commessi all'interno della piattaforma
in cui Ebay fa da tramite, dietro compenso: aste cancellate e utenti
sospesi senza motivazioni; oggetti pagati e mai ricevuti; identita'
clonate; vendite di prodotti ''miracolosi'' per la salute, consulti
esoterici e sostanze allucinogene; articoli rubati riapparsi online;
commercializzazione di reliquie e conseguente offesa al sentimento
religioso; conservazione di dati sensibili contro la volonta' degli
iscritti.
Telefono Antiplagio e Telefono Antiebay non escludono, infine, di
attivare una causa collettiva anche contro il Ministero dell'Interno,
qualora trovasse conferma il dato che nel 2007 le forze dell'ordine
italiane si sono dovute occupare di oltre 50 mila denunce per reati
commessi su ebay.it con un dispendio di tempo e denaro che, in un
periodo di crisi come quello che il Paese sta attraversando, non puo'
essere giustificato ne' destinato ad srl multitentacolari che hanno nel
profitto il loro unico obiettivo e nel crimine invisibile la sua
realizzazione.

Ufficio Stampa Antiplagio/Antiebay
www.antiplagio.org - www.antiebay.net
Prof. Giovanni Panunzio, coord. naz.
12/02/08




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