TUTELA O "RAPIMENTO" LEGALE?

COMITATO DEI CITTADINI PER I DIRITTI UMANI O.N.L.U.S Gruppointernazionale di tutela dei diritti umani nel campo della salute mentale COMUNICATO STAMPA TUTELA O "RAPIMENTO" LEGALE?

28/apr/2008 16.00.00 CCDU Onlus Trento Contatta l'autore

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COMITATO DEI CITTADINI PER I DIRITTI UMANI

O.N.L.U.S

Gruppointernazionale di tutela dei diritti umani nel campo della salute mentale

 

COMUNICATO STAMPA

TUTELA O "RAPIMENTO" LEGALE?

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, molti avvocati, criminologie gente comune, s'interrogano negli ultimi anni sul fenomeno dei bambinisottratti alle famiglie senza alcun valido motivo, ma unicamente in seguito arapporti, opinioni, di assistenti sociali e (fantomatiche) perizie di psicologie psichiatri.

È notizia di questi giorni che due bambini di Basiglio, da ben 40 giorni sonostati sottratti alla famiglia, solo per un disegno che, come dice lo stessoTribunale dei minori, solleva più di una perplessità; mentre la bambina stessae la madre non riconoscono la grafia.

Perché un'assistente sociale o uno psicologo invece di fare una verifica,scrive un rapporto che induce il Tribunale a prendere una decisione cosìdrammatica che può di fatto segnare per sempre la vita di un bambino e dellasua famiglia? Chi pagherà questo danno? Possibile che siano solo errori?Lasciamo che il lettore formuli la sua idea.

Il fenomeno in Italia coinvolge circa 40-50 mila bambini. Il costo che leamministrazioni pagano, per un bambino ritenuto vittima di "abusi",parte dai 150 per arrivare ai 300 euro al giorno. Moltiplicate questo per ilnumero di bambini.

Ci domandiamo qual è la logica che preferisce togliere un bambino alla famigliadi origine perché, per esempio, indigente, facendo pagare alla comunità alcunemigliaia di euro quando con 800 euro si potrebbe far fronte all'emergenzaimmediata e aiutare il padre a trovare lavoro? Che danno esistenziale vienecausato al bambino ed alla famiglia? Perché l'assistenza sociale non lavora perpreservare l'integrità familiare?

Ancora, che valore hanno i rapporti e le perizie di uno psicologo o di unassistente, che il più delle volte sono unicamente opinioni? La pretesa diqueste categorie è di capire da un disegno o uno scritto che esiste un abuso. Icasi di Rignano e gli altri drammatici episodi, vedi Brescia, Milano, sonoesemplari. Ciononostante i Tribunali continuano a fare affidamento su questeopinioni.

Qualcuno comincia a capire e a prendere posizione. Casi eclatanti sono ilGiudice Edoardo Mori, di Bolzano, che in un articolo del 21 Aprile sul giornaleAlto Adige, spara a zero sul valore scientifico di queste perizie e rapporti:"Il fatto che si sia dato ingresso alla psicologia come strumentoprobatorio è una totale assurdità", e ancora: "…non sono scienzeesatte, sono scienze sperimentali. Per definizione - prosegue ancora il giudiceMori – sono strumenti che servono più che altro per manipolare la psichee non hanno alcun bisogno di cercare la verità". Stessa linea vienesostenuta con forza dal dott. Marco Capparella e dal dott. Savio Fortunato coni loro articoli su criminologia.it.

I dubbi sollevati da questi professionisti e l'azione dell'On. FrancescoLucchese, dietro invito del nostro Comitato, con la presentazionedell'interpellanza del 27 Giugno 2007 n° 630, dovrebbero essere le strademaestre da seguire. A nessuno, siano essi assistenti, psicologi o psichiatridovrebbe essere permesso di minare l'integrità della famiglia e la salute delbambino senza una certezza dell'abuso perpetrato. I bambini urlano nel silenziodi una comunità e le vite dei genitori sono distrutte da accuse infamanti. Unasocietà che tollera questi fatti non può definirsi civile. Qualcuno deveintervenire per porre fine a questa incredibile violazione dei diritti che minail mattone fondamentale della società: la famiglia.

Massimo Parrino

Direttore Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ONLUS

E-mail: direttore@ccdu.org

Tel: 02/36510685

www.ccdu.org



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