Telefono Antiplagio news: processo ''Striscia contro Antiplagio'', botta e risposta... e seconda botta!

16/mag/2008 01.49.00 antiplagio Contatta l'autore

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TELEFONO ANTIPLAGIO: DIFFAMAZIONE “STRISCIA”, AL VIA PROCESSO
(AGI) - Cagliari, 14 mag. - E’ iniziato a Cagliari il processo contro
i responsabili di Telefono Antiplagio, Giovanni Panunzio e Alfredo
Barrago, accusati di aver diffamato “Striscia la notizia” e RTI, difesa
dall’avvocato Ivan Frioni. Ne da’ notizia l’associazione che si batte
contro le truffe e i presunti maghi precisando che il giudice “ha
disposto il rinvio dell’udienza al 25/9 per esaminare la procura
speciale che Piersilvio Berlusconi ha conferito all’avvocato Stefano
Longhini, per agire in giudizio a nome di RTI, procura che i legali di
Mediaset non hanno depositato e che potrebbe invalidare la querela”.

Secondo il capo d’imputazione - si legge in una nota -, Telefono
Antiplagio avrebbe “offeso l’onore e la reputazione di RTI spa,
asserendo in un comunicato del 22/9/02 che il programma ‘Striscia la
notizia’ fosse oggetto di numerose segnalazioni da parte di
telespettatori, tanto che il Telefono Antiplagio aveva deciso di
istituire un Osservatorio-Garante al fine di vigilare, tra le altre,
anche su detta trasmissione; ed inoltre che ‘Striscia la notizia’ fosse
stata condannata dall’Antitrust per pubblicita’ ingannevole (in
relazione ad una pubblicita’ sui fiori di Bach) proprio a seguito di
una denuncia di Telefono Antiplagio”.

Giovanni Panunzio e Alfredo Barrago, assistiti dagli avvocati Luigi
Concas e Pasquale Dessalvi, affermano invece che Telefono Antiplagio
“non ha mai detto che ‘Striscia’ e’ stata condannata dall’Antitrust: il
provvedimento del Garante infatti riguarda la telepromozione di un
preparato omeopatico prodigioso, promossa dal Gabibbo e dalle
‘veline’”.

I responsabili di Telefono Antiplagio hanno presentato una contro-
querela nei confronti di “Striscia” perche’ il 19/2/08 “ha asserito che
su Youtube esiste un filmato in cui Alfredo Barrago sponsorizza i maghi
e che illumina l’attivita’ di Telefono Antiplagio”. Il reperto in
questione - spiega l’associazione - in realta’ e’ un frammento di un
video manipolato, registrato 8 anni prima della nascita di Telefono
Antiplagio, dove Giovanni Panunzio e Alfredo Barrago ridicolizzano un
sedicente mago.

Per Telefono Antiplagio “Striscia la notizia” si comporta “come il bue
che dice cornuto all’asino”. Nel televideo di Mediaset infatti, “non
solo campeggiano oltre 200 pagine di ciarlatani e variopinta compagnia,
che Antonio Ricci & c. fanno finta di non vedere, ma proprio nelle
pagine di ‘Striscia’, ‘Le Iene’ ed altre trasmissioni RTI - come
riportato su www.antiplagio.org - fanno capolino due pubblicita’ di
maghi e affini che rimandano a 12 inserzioni di venditori di numeri del
lotto e cartomanti”. (AGI)


RISPOSTA DI STRISCIA
“Striscia la notizia, compiaciuta del fatto che i fondatori dell’
associazione telefono antiplagio siano profondi conoscitori della
procedura penale, si limita a rilevare come, anche in questo caso, l’
apertura del procedimento costituisca l’ennesima occasione per
diffamare il programma, e, come sempre, attende la pronuncia del
Tribunale”.


REPLICA DI TELEFONO ANTIPLAGIO
Telefono Antiplagio ringrazia ''Striscia la notizia'' per aver
definito ''profondi conoscitori della procedura penale'' i suoi
fondatori, che si rammaricano di non poter ricambiare la cortesia
perche', ogni volta che Telefono Antiplagio si difende dalle querele di
Antonio Ricci o critica il tg umoristico di Canale 5, Striscia sceglie
la pretestuosa e comoda scappatoia della diffamazione o del vittimismo.
A meno che Antonio Ricci non creda che solo lui possa contestare chi
gli pare, che l'Italia sia un Paese sotto dettatura, che le voci
sgradite debbano essere intimidite a suon di carte bollate e studi
legali. Il 28 maggio infatti, nonostante Striscia sostenga di non aver
mai querelato nessuno, si replica davanti al Gup di Milano, dove il
responsabile di Telefono Antiplagio Giovanni Panunzio, difeso dall'avv.
Stefania Farnetani, e' accusato ancora di diffamazione da Antonio Ricci
e RTI, rappresentata dall'avv. Stefano Longhini, per aver detto:
''Striscia si dimentica di denunciare i ciarlatani appartenenti alla
sua ''parrocchia'' pubblicizzati in ben 200 pagine di teletext di
Mediaset… Non e' azzardato affermare che parte dei compensi degli
autori e conduttori di Striscia la notizia deriva dai compensi dei
sedicenti maghi''. Se Antonio Ricci non riesce a focalizzarli, chieda
al dr. House di farsi prescrivere un po' di carotene o vitamina A.



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