Denunciamo l'ipocrisia della psichiatria veronese.

05/giu/2008 17.20.00 CCDU Onlus Trento Contatta l'autore

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Grandeafflusso di pubblico alla mostra “PSICHIATRIA: UN VIAGGIO SENZARITORNO”

Piùdi 2500 persone hanno visitato la mostra.

Sonostate raccolte varie testimonianze di persone vittime della psichiatria.

Denunciamol’ipocrisia della psichiatria veronese.

 

 

Verona. Giovedì 5giugno 2008, la mostra multimediale itinerante “PSICHIATRIA: UN VIAGGIOSENZA RITORNO” ha chiuso i battenti presso il Palazzo della Gran Guardia.La sala è stata affollatissima con più di 2500 persone che hanno visitato lamostra. I commenti dei visitatori sono entusiastici e la nota dominante è statal'aumento della consapevolezza sulla psichiatria. Una persona ha commentato chela mostra “… ti permette di capire che cos'è in realtà lapsichiatria”, un’altra ha commentato: “Interessante. Apre gliocchi. Mai avrei immaginato certe cose.” La mostra è stata visitata dadottori, avvocati, professionisti, politici, studenti e persone di qualsiasiceto, professione e condizione sociale, così come anche da vari psichiatri,operatori e volontari del settore.

 

Gli organizzatori sono molto soddisfatti della partecipazione e deicommenti ricevuti.

 

Inoltre molte persone hanno approfittato della mostra per denunciaregli abusi subiti e le carenze osservate nell’ambito della psichiatrialocale. Purtroppo la risposta della psichiatria veronese non è stataincoraggiante. Invece di accettare il dialogo si sono arroccati su unaposizione difensivistica. A parte alcuni operatori, nessuno psichiatra delcentro di salute mentale è venuto alla mostra (almeno apertamente).

 

Chiudendo questa mostra desideriamo denunciare l’ipocrisia dellapsichiatria di casa. Si fanno varie manifestazioni di facciata molto allettantida un punto di vista promozionale. Ma la realtà è ben diversa. Abbiamo raccoltole storie di vari “TSO volontari”: pazienti costretti a subiretrattamenti sotto la minaccia di un TSO effettivo o di perdere dei sussidieconomici. Pazienti che si presentano ogni mese (pratica che va avanti per annicon pazienti che diventano sempre più dipendenti dai farmaci) per una punturadi psicofarmaci a rilascio graduale o per la loro dose di psicofarmacinonostante abbiano più volte manifestato oralmente la loro volontà di ridurreed eliminare questi farmaci per tornare a una vita normale. Pazienti che hannochiesto ripetutamente (sempre a voce) un supporto psicologico ma che sono statimantenuti su terapie farmacologiche. La situazione è talmente degradata chesembra che questi abusi non vengano neppure riconosciuti come tali dallepersone che lavorano in questo campo. Solo alcuni volontari hanno mantenuto unpunto di vista sano e si rendono conto degli abusi subiti dai pazienti. Invece,gli psichiatri che agiscono in tal modo continuando queste terapiefarmacologiche coercitive della durata di molti anni sui loro pazienti sonopersino convinti di “aiutare” queste persone. Consigliamo aipazienti di mandare le loro richieste per iscritto tramite fax e di richiedereche vengano inserite nella loro cartella clinica. Inoltre, se ritieni di aver subitodanni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contattocon il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus.

 

 

             CCDU ONLUS Sezione di Verona
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