Michael Phelps - l'ADHD non è un deficit di attenzione

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20/ago/2008 10.44.44 CCDU Onlus Trento Contatta l'autore

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Michael Phelps – l’ADHD non è un deficit di attenzione

Tratto da: http://www.edgefoundation.org/blog/2008/08/15/michael-phelpss-adhd-is-not-an-attention-deficit/

Per la comunità che “soffre” di ADHD, i fenomenali successi nel nuoto di Michael Phelps alle olimpiadi di Pechino sono un raggio di speranza e orgoglio… 

Quando guardiamo Michael Phelps, la sua feroce determinazione e capacità di focalizzare, è chiaro che il nome Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività non può descrivere che cosa sia veramente l’ADHD. Certamente Michael Phelps non ha nessuna mancanza di attenzione!

Molte persone non sapevano che Michael Phelps avesse l’ADHD, ma lui non ne ha mai fatto un segreto. Il 13 agosto 2008 in un articolo su TimesOnline, sua madre ha detto: “All’asilo la maestra mi ha detto, –Michael non riesce a stare seduto, Michael non sta mai tranquillo, Michael non riesce a focalizzare– Io le ho detto che forse era annoiato. La maestra ha detto che era impossibile. –Lui non è dotato,–  è stata la risposta. –Suo figlio non sarà mai in grado di focalizzarsi su qualsiasi cosa. –”

A quante persone con “ADHD” viene detto semplicemente questo: che non saranno mai in grado di focalizzarsi su qualsiasi cosa! Ovviamente dalle prestazioni di Michael Phelps nell’estate del 2008, è chiaro che “l’ADHD” non deve fermarvi dal focalizzare e dal raggiungere i vostri sogni…

Come dice il suo allenatore Bob Bowman: “Io dico che Michael è una “macchina di motivazioni”. Cattivo umore, buon umore, lui incanala tutto verso la vittoria. È motivato dal successo… incanalare la sua energia è uno dei suoi più grandi attributi.”

Il Comitato dei Cittadini dei Diritti Umani desidera segnalare la vicenda di Michael Phelps che esemplifica nei fatti la mancanza di validità scientifica della controversa malattia chiamata ADHD.

Non esiste nessuna prova oggettiva che l’ADHD/DAMP sia un disturbo o una malattia vera e propria; esiste solo la valutazione soggettiva della psichiatria sui comportamenti da considerare aberranti. Nel 1998, un convegno dei massimi esperti mondiali di ADHD, organizzato dal National Institutes of Health (NIH), fu costretto a concludere che non esistono dati a conferma che l’ADHD è una disfunzione cerebrale. In quello stesso anno in Inghilterra il National Institute for Clinical Excellence ha riconosciuto che “le cause e la validità diagnostica dell’ADHD sono ancora controverse”. Nel 2001, le autorità sanitarie della Svezia hanno rifiutato di riconoscere il DAMP come “disturbo biologico”. Il dottor Lawrence Diller, docente della Università della California a San Francisco e autore di Running on Ritalin, riassume così la questione: “...la ricerca di un marcatore biologico (sostanza la cui presenza o il cui aumento nel sangue o in un altro tessuto costituisce sintomo specifico di una determinata malattia) è frustrata sul nascere dalle contraddizioni e dalle ambiguità del concetto di ADHD definito dal DSM... I tentativi di scoprire un marcatore biologico sono paragonabili... alla ricerca del sacro Graal”.

 

 

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