Una chiesa agli ortodossi di Lodi

Mi permetto di aggiungere che la possibilità di un luogo stabile dove la comunità ortodossa romena possa assicurare la necessaria cura spirituale ai tanti fedeli presenti nel nostro territorio rappresenta anche un passo importante in questo anno che la nostra Diocesi ha consacrato alla figura di San Bassiano che rappresenta come tutti i Santi del primo millennio cristiano un punto di partenza su cui fondare un sereno dialogo ecumenico con le chiese provenienti dalla tradizione dell'oriente cristiano.

07/ott/2008 10.11.13 associazione giovane europa unita Contatta l'autore

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Con grande gioia ho appreso dalla stampa della richiesta partita da Mons. Passerini inoltrata al Parroco di San Rocco per la designazione della Chiesa della Pietà quale luogo di culto per la comunità ortodossa romena di Lodi e del Lodigiano. Con la stesso sentimento mi complimento con Don Mario Zacchi per le parole espresse sulla possibile destinazione di questa chiesa ai nostri fratelli ortodossi. Mi permetto di aggiungere che la possibilità di un luogo stabile dove la comunità ortodossa romena possa assicurare la necessaria cura spirituale ai tanti fedeli presenti nel nostro territorio rappresenta anche un passo importante in questo anno che la nostra Diocesi ha consacrato alla figura di San Bassiano che rappresenta come tutti i Santi del primo millennio cristiano un punto di partenza su cui fondare un sereno dialogo ecumenico con le  chiese provenienti dalla tradizione dell’oriente cristiano. Inoltre la presenza della chiesa ortodossa anche nel nostro territorio potrebbe  essere anche un valido supporto anche per alcune iniziative della comunità cattolica cercando di sviluppare sia a livello parrocchiale sa diocesano Un “ecumenismo  dal basso” che parta da temi concreti come la difesa dell’istituto  familiare portata avanti contro il secolarismo imperante.  Infatti, spesso, forse troppo, concepiamo il dialogo tra le confessioni cristiane come un fatto che interessa gli stretti ambiti delle gerarchie mentre per contro deve essere patrimonio comune di tutti i battezzati. In particolare , come sottolineato da  Sua Santità Benedetto XVI, cattolici e ortodossi possono«condurre insieme una coraggiose rinnovata azione evangelizzatrice nell’ Europa del terzo millennio» e come ribadito dal Cardinal Poupard, tra la chiesa cattolica e  ortodossa si deve lavorare insieme per «ridare all’Europa la coscienza delle sue radici spirituali e della sua identità culturale, condizione indispensabile per creare all’alba di un nuovo millennio una nuova cultura pienamente europea che sia autenticamente umana e cristiana». Con questo spirito che invito i fedeli cattolici ad accettare ed accogliere la chiesa ortodossa romena, potrebbe essere l’occasione per sviluppare un senso nuovo di essere comunità e di far respirare anche una porzione del popolo di Dio con i due polmoni della Chiesa quello occidentale e quello orientale. Non si tratta di semplice accoglienza ma di essere capaci di coinvolgere e sviluppare su temi comuni progetti e idee e magari anche azioni pastorali nel rispetto delle peculiarità che possano veramente essere un esempio del cammino verso l’unità alla quale tutti i battezzati dovrebbero tendere.

 
Marco Baratto
Vice Presidente associazione culturale
Dacia - Consigliere Lega dei Romeni in Italia
 
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