Presentazione del libro: Tanto scappo lo stesso - romanzo di una matta

Presentazione del libro: Tanto scappo lo stesso - romanzo di una matta Psichiatria e contenzione: orrori e abusi quotidiani "Tanto scappo lo stesso - romanzo di una matta" è la storia di Alice, non nel paese delle meraviglie, ma nell'orrore dei reparti psichiatrici dove assieme alle camicie di forza farmacologiche si legano le persone ai letti per ore e giorni.

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08/ott/2008 11.53.34 CCDU Onlus Trento Contatta l'autore

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Psichiatria e contenzione: orrori e abusi quotidiani

 

"Tanto scappo lo stesso – romanzo di una matta" è la storia di Alice, non nel paese delle meraviglie, ma nell'orrore dei reparti psichiatrici dove assieme alle camicie di forza farmacologiche si legano le persone ai letti per ore e giorni. La storia di anni dentro e fuori i reparti, la sua lotta per scappare e affermare la sua individualità.

 

Giovedì 9 ottobre alle ore 10:30 presso la casa Kolping, Largo Adolph-Kolping 3, Bolzano, il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani organizza una conferenza per presentare il libro di Alice Banfi ed informare e sensibilizzare la gente su questi temi. Saranno presenti anche alcune persone Alto Atesine che hanno subito dei gravi abusi nei reparti psichiatrici della Provincia di Bolzano.

 

I manicomi sono stati aboliti trenta anni fa, ma ancora oggi dietro le porte dei servizi psichiatrici le persone che hanno un disturbo mentale sono spesso trattate come se non avessero gli stessi diritti degli altri cittadini. Vengono legate al letto o chiuse in camerini di isolamento, con metodi che farebbero giustamente scandalo persino se venissero attuati su pericolosi criminali o terroristi: chi vuole capire può leggere il libro di Alice, un'occasione unica di capire un mondo invisibile ma drammaticamente reali.

 

Presenteremo anche delle storie di abusi subiti negli ospedali dell’Alto Adige, ma non dovrà essere visto come un attacco contro la psichiatria della nostra provincia. Questi abusi si verificano nei nostri ospedali come nel resto d’Italia quando la gente e la politica smettono di vigilare. L’obiettivo sarà quello di informare i cittadini per sensibilizzarli sulle violazioni dei diritti umani perpetrati ai danni delle categorie più deboli e perché possano difendere i propri cari.

 

Promuovere buone pratiche assistenziali significa mettere in discussione prioritariamente la contenzione (cioè la pratica di legare le persone ai letti). La letteratura sull’argomento dimostra che le camicie di forza farmacologiche e fisiche coincidono sempre con un aumento delle infezioni e delle lesioni da decubito, determinando una rapida perdita di abilità e alienazione.

 

Ma c’è una speranza. Anche in Italia è nato un Club dei servizi psichiatrici “no restraint” che conta quindici centri, da Trieste ad Aversa, da Novara ad Enna. Sono luoghi dove i malati ricevono ascolto, sostegno, comprensione, senza lacci e senza porte sbarrate. E anche presso il Servizio di Salute Mentale del Comprensorio di Merano si utilizza da tempo il metodo no restraint. Dopo anni di attività si è dimostrato senza ombra di dubbio che si può realizzare un sistema umano senza ricorrere alla contenzione. Bisogna far conoscere queste realtà, per far crescere la volontà di fare altrettanto.

 

 

Alice Banfi

TANTO SCAPPO
LO STESSO

romanzo di una matta

 

IST EGAL,
ICH HAU SOWIESO AB

Roman von einer Verrückten

 

Prefazione di Peppe Dell’Acqua

 

Vorwort von Peppe Dell’Acqua

 

 

 

 

 

 

 

PRESSEKONFERENZ

 

Am Donnerstag den 9.Oktober um 10.30
Kolpinghaus, Adolf-Kolpingstraße 3, Bozen

 

Die Psychiatrie und das Fixieren am Bett: Grausen und tägliche Misshandlungen

 

“Ist egal, ich hau sowieso ab – Roman von einer Verrückten“ ist die Geschichte von Alice, nicht im Wunderland, sondern im Graßen von den Abteilungen der Psychiatrien, wo sie zusammen mit den Zwangsjacken von starken Psychopharmaka die Personen für Stunden und für Tage ans Bett festbanden. Die Geschichte von Jahren drinnen und außerhalb von den Abteilungen, war ihr Kampf zum Abhauen und sich ihrer Individualität durchzusetzen.

 

Am Donnerstag den 9.Oktober organisiert das Bürgerkomitee für Menschenrechte um 10.30 im Kolpinghaus, in der Adolf-Kolpingstraße 3 von Bozen, eine Buchvorstellung von Alice Banfi um die Leute zu diesem Thema zu sensibilisieren. Es werden einige Fälle von Misshandlungen anwesend sein, welche schwäre Misshandlungen in den psychiatrischen Abteilungen der Provinz von Südtirol erlitten hatten.

 

Die Irrenanstalten sind vor dreißig Jahren abgeschafften worden, aber noch heute hinter den Türen der Psychiatrie die Personen, welche geistige Störungen haben, sind oft behandelt als ob sie nicht die gleichen Rechte hätten der anderen Einwohner. Sie werden ans Bett gebunden, oder in den Zimmern eingeschlossen und abisoliert, mit Methoden welche richtigerweise Skandal auslösen würden, wenn sie von kriminellen oder Terroristen verübt würden: wer es kapieren will kann das Buch von Alice lesen, eine einmalige Gelegenheit um die unsichtbare Welt zu verstehen, aber dramatisch real.

 

Es werden auch einige Fälle von Südtirolern vorgestellt, welche in den Krankenhäusern von Südtirol Misshandlungen erlitten haben, aber das darf nicht als ein Angriff auf die Psychiatrie in unserer Provinz gesehen werden. Diese Misshandlungen werden in unseren Spitälern überprüft, als auch im restlichen Italien, wenn die Bevölkerung und die Politiker aufhören zu überwachen. Das Ziel ist es die Leute zu informieren, um sie an den Misshandlungen der Menschenrechte zu sensibilisieren verübt von den Schäden der kleinsten Kategorie und damit sie die eigenen beliebten verteidigen können.

 

Das Fördern von guten Praktiken vom Sozialamt bedeutet vorzugsweise die Fixierung (also die Praktik die Personen an das Bett zu binden) in Diskussion zu bringen. Diese Letteratur zu diesem Thema zeigt dass die pharmakologische und physische Zwangsjacke fallen immer mit einer Erhöhung der Infektionen und Verletzungen vom Liegen zusammen, verursacht von einem schnellen Verlust von Fähigkeit und von Entfremdung.

 

Aber es gibt eine Hoffnung. Auch in Italien ist ein Klub der psychiatrischen Dienste geboren „no restraint“, welcher 15 Zentren hat, von Triest bis Aversa, von Novara bis Enna. Es sind Orte, wo die kranken angehört werden, wo sie Unterstützung und Verstehen bekommen, ohne Schlinge und ohne verschlossene Türen. Und auch im Krankenhaus von Meran wird diese Methode nicht Anbinden verwendet. Nach Jahren von Aktivität hat sich das ohne Schatten und ohne Zweifel gezeigt, dass man ein menschliches System realisieren kann, ohne das Anbinden zu gebrauchen. Man braucht nur diese Realität bekannt zu machen, um den Willen wachsen zu lassen, das ebenso zu machen.

 

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