LA PAURA DI AMMALARSI, RENDE MOLTO ALLA LOBBY DEL FARMACO

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15/ott/2008 16.09.51 Andrea Falcione Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Negli ultimi anni assistiamo sempre più alla diffusione di messaggi di allarme, da parte dei mass media, che, se adeguatamente anali zzati, dimostrano di essere non solo ingiustificati, ma addirittura appositamente creati e gonfiati secondo un piano prestabilito.
Dopo AIDS, mucca pazza, SARS, influenza aviaria, come ogni inverno è il momento dell'influenza, ma, anche senza avere competenze specifiche in materia, basta utilizzare un po' di buon senso per non subire acriticamente il fiume di informazioni che i media ogni giorno ci riversano addosso. Come ogni anno, in autunno, assistiamo silenziosi ad una massiccia propaganda in favore della vaccinazione antinfluenzale, anche pediatrica.
Tale campagna certamente non si basa sui dati scientifici, ma sulla nostra emotività e sulla nostra ignoranza specifica.
Ci viene appositamente inculcata la paura di subire sempre nuove e drammatiche epidemie virali per colpa di nuovi e fantasiosi virus, ma il più delle volte sono virus sempre esistiti, come quello dell'aviaria.
 
Nell'autunno 2007 la pressione mediatica è stata minore rispetto agli anni precedenti, ma quest'anno già dalla metà di settembre si è registrato il ritorno di fiamma del tam-tam della paura con in testa il "Corriere della Sera - 15 settembre 2008" che nella sezione "Salute" della versione on-line (corriere.it) ha iniziato la propaganda allarmistica ripresa e amplificata 5 giorni dopo: "Strage stagionale. Killer una serie di virus che «muta» ogni anno per eludere gli sforzi degli investigatori. Si parla tanto della temuta pandemia ricordando i 40 milioni di morti dovuti al virus della Spagnola nel 1918 […] 250-500 mila i morti nel mondo ogni anno (più delle vittime della strada) e un numero di persone infettate compreso fra 300 milioni e un miliardo (5-15% della popolazione globale). Morti che potrebbero essere evitate (quasi tutte) con la vaccinazione."
 
"Nel 2006-2007 le dosi di vaccino antinfluenzale utilizzate in Italia sono state solo 16 milioni quantità sicuramente non in linea con la prevenzione «totale» auspicata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). [Statistiche alla mano] si vaccina solo 1 italiano su 4 e il 66% della popolazione non ha mai fatto la puntura antinfluenzanzale. [..] fortemente a rischio sono anche i piccoli tra i 6 e i 24 mesi di vita (prima dei 6 mesi è inutile fare vaccini perché il sistema immunitario è immaturo) [da qui] la novità della vaccinazione in gravidanza: un mese o anche più prima della nascita del bambino. Quest'anno l'influenza parlerà australiano e sarà più «cattiva». Colpa di una nuova variante particolarmente aggressiva del virus influenzale."
 
Proclami come questi so no facilmente smentibili:
 
Ricordiamo la grave pandemia della Spagnola del 1919: cento anni fa tali pandemie erano possibili non per l'assenza del vaccino, ma a causa delle scarse condizioni igieniche e sociali della popolazione. Oggi quelle condizioni non esistono più nel nostro Paese e quindi non esiste neppure il pericolo di una epidemia di grandi dimensioni. Una vera e propria epidemia è possibile nell'eventualità che si verifichino due condizioni concomitanti: estrema debolezza immunologica della popolazione italiana (causata dalle numerose vaccinazioni pediatriche e antinfluenzali annuali e dalle sempre più frequenti assunzioni di farmaci come cortisonici e antibiotici) e che in qualche laboratorio venga "creato" per scopi sperimentali qualche virus anomalo particolarment e pericoloso che sfuggendo al controllo dei ricercatori si diffonda tra la popolazione.
   
Quando si parla di 250-500.000 morti da influenza all'anno, non si pensa che tale cifra è costituita per il 95% dalle morti che avvengono nei Paesi del Terzo Mondo che sono ad elevato rischio per le complicanze dell'influenza, a causa delle condizioni igienico-alimentari molto scadenti.
A titolo di esempio ricordiamo un documento inerente il vaccino antipoliomielitico diffuso nel 2003 dal Dr. Datti Ahmad, presidente del Supremo Consiglio Nigeriano per la Sharia: "In Nigeria abbiamo molte malattie importanti che stanno uccidendo e menomando i bambini molto più della poliomielite, ma chi ci offre gli aiuti non è disposto a pagare nulla per darci qualcosa che combatta queste altre malattie o contro la fame, mentre è preoccup
ato solo della poliomielite. Queste persone sono pronte a spendere cifre altissime per combattere la polio, ma nemmeno un soldo per il resto. Questo atteggiamento ha creato sospetto nella gente della comunità nigeriana".
   
Ricordando che le migliaia di morti potrebbero essere evitate con la vaccinazione, si perpetua la menzogna che il vaccino antinfluenzale riduce in modo significativo la mortalità ed è ancora meno vero che potrebbe evitare quasi tutte le morti.
Riportando un'importante metanalisi che ha analizzato 20 trial clinici e che è stata pubblicata nel 2003 si dimostra che la vaccinazione antinfluenz ale ha una scarsissima efficacia clinica: è necessario vaccinare circa 45 persone per avere un solo caso di influenza in meno, riduce il tempo di malattia per ogni episodio influenzale di circa 0,3 giorni, non riduce in modo significativo né le complicanze né i ricoveri ospedalieri da influenza. Tali dati sono scontati se si pensa che il vaccino antinfluenzale, nei casi in cui riesce ad essere efficace, evita ovviamente solo la malattia influenzale causata dal virus specifico e non le sindromi influenzali causate da altri virus. Infatti, dobbiamo sapere che i virus dell'influenza (ortomixovirus a RNA) sono classificati nei tipi A, B e C dei quali il tipo A è la causa più frequente della malattia influenzale vera e propria. La sindrome influenzale, invece, è una patologia del tutto sovrapponibile alla malattia influenzale, ma causata da virus diversi da quello dell'influenza e in p articolare da: paramixovirus, adenovirus, pneumovirus, rhinovirus, coronavirus, echovirus e vari batteri. Studi epidemiologici molto ben documentati ci insegnano che solo il 9% di quelle che chiamiamo "influenze" sono causate dal virus influenzale vero e proprio e quindi solo queste (anzi, solo una parte) potrà essere prevenuta dalla vaccinazione antinfluenzale.
 
Si invitano alla vaccinazione anche le donne in gravidanza, ma le Ditte Farmaceutiche produttrici di vaccini antinfluenzali scrivono nella scheda tecnica dei loro prodotti questa frase che si commenta da sola: "Nell'uomo, fino ad o ggi, i dati sono inadeguati per valutare il rischio teratogeno e fetotossico durante la gravidanza. In gravidanza, nelle pazienti ad alto rischio, i possibili rischi dell'infezione devono essere valutati rispetto ai possibili rischi della vaccinazione".
    
Quest'anno l'influenza sarà più "cattiva".
Sono molto scettico su tale affermazione, ma sono invece convinto che continuando a spingere in ogni modo la gente a vaccinarsi qualche problema prima o poi emergerà perché il virus influenzale è un virus a RNA e quindi soggetto a numerose e facili mutazioni (proprio per questo ogni anno ci sono sempre nuovi ceppi virali). Una delle principali cause inducenti le mutazioni è la circolazione del virus i
n un ambiente "ostile" che in questo caso è rappresentato dagli individui che sono già stati vaccinati contro alcuni genotipi del virus influenzale costringendo così il virus alla mutazione per semplici meccanismi darwiniani di adattamento (per la presenza di anticorpi). Più si vaccina più si creano ceppi virali mutati e quindi maggiore è la probabilità di selezionare prima o poi dei ceppi virali particolarmente patogeni e pertanto sempre più pericolosi. La pericolosità dell'influenza allora crescerà e l'Industria Farmaceutica coglierà questa occasione per spaventarci sempre di più e indurci a vaccinarci sempre di più instaurando un circolo vizioso sempre più pericoloso e patogeno per noi e sempre più redditizio per la stessa Industria Farmaceutica.
 
Il suggerimento per non rimanere vittima degli allarmismi della falsa informazione motivati dagli interessi economici è aprirsi al mondo delle Medicine Naturali e in particolare all'Omeopatia, che non insegnano all'organismo a difendersi specificatamente e per pochi mesi soltanto verso un virus (come fa il vaccino antinfluenzale), ma stimolano e rinforzano le nostre difese immunitarie aspecifiche che sono in grado di combattere contr o tutti i virus, i batteri e i germi per un lungo periodo di tempo. L'Industria Farmaceutica ha in mano il potere sanitario mondiale e se si scomoda e si affanna per attaccare l'Omeopatia e per togliergli credibilità, indica solamente quanto sia disturbata da questa scienza che le porta via potere e soldi. Infatti, è esperienza comune a tutti coloro che usano l'Omeopatia per curarsi, ricorrere molto raramente a farmaci chimici e godere di una qualità di vita migliore.
 
Chi desidera approfondire l'argomento delle caratteristiche della sindrome influenzale, dei rischi della vaccinazione e del trattamento antinfluenzale secondo i canoni della Medicina Naturalein generale e in particolare l'app roccio terapeutico omeopatico, può leggersi la pubblicazione "La Sindrome Influenzale in bambini e adulti" scritto dal Dottoe Roberto Gava (medico specializzato in Cardiologia, Farmacologia Clinica e Tossicologia Medica e che in seguito ha studiato Agopuntura Cinese, Omeopatia Classica e numerosi approcci naturali. Ha all'attivo dieci anni di lavoro in ambiente universitario, la pubblicazione di due libri di Farmacologia e di più di un centinaio di pubblicazioni scientifiche, da una quindicina d'anni sta cercando di studiare gli approcci medici non convenzionali rivedendoli alla luce delle attuali conoscenze scientifiche, essendosi convinto che il medico deve aprirsi a molte tecniche terapeutiche scegliendo di volta in volta per il suo paziente quella che è più appropriata) edito dalle Edizioni Salus Infirmorum. Uno strumento piccolo e semplice che offre al Lettore la possibilità di iniziare un trattamento domiciliare nel caso non riesca a consultare immediatamente un medico omeopata.
 
 
Fonte Dottor Roberto Gava -  medico specializzato in Cardiologia, Farmacologia Clinica e Tossicologia Medica e che in seguito ha studiato Agopuntura Cinese, Omeopatia Classica e numerosi approcci naturali
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