NUOVEFRONTIERE ONLUS: NEWSLETTER OTTOBRE 2008

Allegati

28/ott/2008 17.21.55 Nuove Frontiere Contatta l'autore

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Nuove Frontiere onlus

"Se riesci ad immaginare un mondo diverso il mondo sta già cambiando"


Ilaria Ciancaleoni
Ufficio Stampa


Loredana Petrone
Sezione minori


Gabriele Felice
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NEWSLETTER OTTOBRE 2008                                

 

 

Cari amici,

in questo mese di ottobre, dopo la pausa estiva, sono riprese a pieno ritmo le attività della nostra associazione. Riparte dunque sia la newsletter mensile che il bimestrale di approfondi­mento e riprendono anche le attività della community. Oltre a questi servizi, che già conoscevate, ci sono però delle importanti novità nell’ambito dell’organigramma e dei servizi attivati.

Queste le principali novità:


NUOVE FRONTIERE: AL VIA NUOVI SERVIZI ON LINE

 

 

 

In questo mese hanno avuto inizio le collaborazioni con Nuove Frontiere della dott.ssa Loredana Petrone, psicoterapeuta, che ha scritto numerose pubblicazione sulle tematiche dei minori vittime di abusi, e della psicoterapeuta Laura Manca. Grazie alla collabo­razione di queste due psicologhe l’associazione ha aperto uno sportello on line di sostegno psicologico rivolto a minori e a famiglie in difficoltà.

A breve potrà aprire uno sportello di “Mediazione familiare” grazie alla collaborazione di avvocati con specifica qualificazione.

Tra i nuovi servizi attivati c’è anche l’ aper­tura di uno sportello on line di consulenza legale per minori, immi­grati e donne in difficoltà gestito della dott.sa Neria Mancini.

La dott.ssa Donika Lafratta è diventata Responsabile del Settore delle Relazioni Europee con il compito di far conoscere a livello europeo la realtà di Nuove Frontiere onlus, le sue proposte, i suoi progetti ed ottenerne i fondi.  

Infine è on line una versione del sito completamente rinnovata e aggiornata nei contenuti. Non sono ancora scaricabili gli allegati in pdf ma è questione di giorni..

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NUOVE FRONTIERE HA PRESENTATO UN PROGETTO DI LEGGE  SULLA RIFORMA DELLE ADOZIONI.

 

 

 

All’inizio di ottobre l’associazione Nuove Frontiere ha  presentato - ed è attualmente al vaglio di alcuni esponenti di diverse aree politi­che - un progetto di legge sulla riforma delle adozioni. Il pro­getto – i cui dettagli si possono trovare nell’home page del nostro sito – mira a garantire al minore l’effettivo diritto alla vita famiglia­re, allo studio e a una situazione stabile, snellendo le procedure necessarie per la dichiarazione di adottabilità.

Se questo progetto di legge fosse approvato il concetto di patria potestà non sarebbe più uno scudo infrangibile dietro al quale tolle­rare situazioni di abuso o abbandono. La patria potestà potrebbe, infatti, essere definitivamente tolta nel caso di abusi accertati e il minore dichiarato immediatamente adottabile e cominciare così una nuova vita con chi ha scelto di amarlo. Perché a fare un genitore non è un dato biologico ma l’amore e la cura che viene posto nella crescita e nella tutela dei figli.

La nostro proposta di legge, tuttavia, distingue tra le famiglie che non sono assolutamente in grado di provvedere ai figli e quelle che invece si trovano in questa condizione per degli impedimenti indi­pendenti dalla loro volontà: in questi casi non si chiede il decadi­mento della patria potestà ma, al contrario, un maggior intervento dello Stato a sostegno di questi nuclei familiari e se necessario l’affidamento temporaneo del minore, possibilmente ad una famiglia che risieda nella vicinanze del nucleo naturale.

Infine la proposta di legge mira ad allargare la platea dei possibili adottanti nella ferma convinzione che una famiglia – fosse anche monogenitoriale – è preferibile alla vita in istituto.  Per questo si propone di inserire nella lista degli adottanti, oltre alle coppie sposa­te, anche le coppie eterossessuali conviventi e i single, fatti salvi naturalmente gli stessi accertamenti che si compiono sulle coppie sposate.

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NUOVE FRONTIERE: APPUNTAMENTI

 

 

 

Il prossimo 13 novembre il presidente di Nuove Frontiere, Gabriele Felice, terrà una lezione sul tema "Una possibile politica di integra­zione" presso il Master in ‘Protezione civile, emergenze ed aiuti umanitari’ attivato dall’Università La Sapienza di Roma. L’appuntamento è presso l’ateneo alle ore 10.00.

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MINORI: IV Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia.

 

 

 

 La Convenzione ONU sui Diritti dell’infanzia e Adolescenza è stata approvata  dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989 a New York ed è entrata in vigore il 2 settembre 1990.

 

L’Italia l’ha ratificata il 27 maggio 1991 con la legge n.176.Per verificare che i principi sanciti dall’importante documento siano effettivamente rispettati, le Nazioni Unite chiedono ad ogni stato di redigere e presentare un rapporto ogni 5 anni.

 Inoltre per dare voce anche al punto di vista della società civile le organizzazioni non governative e del terzo settore hanno la possibilità di elaborarne uno supplementare. Il gruppo di lavoro per la Convenzione sui Diritti (CRC) composto da 73 associazioni è un network aperto a tutte le associazioni ONG che si occupano della promozione e tutela dell’infanzia e dell’individuo. Il gruppo di lavoro si è costituito con l’obiettivo prioritario di preparare un rapporto sulla condizione dell’infanzia in Italia supplementare a quello presentato dal governo italiano da sottoporre al comitato sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Il prossimo rapporto periodico del Governo Italiano al comitato ONU sui Diritti del Fanciullo è calendarizzato per ottobre 2008. Il nostro Paese sarà chiamato a relazionare sulle azioni intraprese in questi anni per migliorare i diritti dell’infanzia.

In Italia non esiste un piano nazionale per l’Infanzia nonostante le sollecitazioni del Comitato ONU e contrariamente a quanto previsto dalla normativa che ne stabilisce l’adozione ogni due anni. L’ultimo risale al biennio 2002-2004. Nemmeno nel corso della XV legislatura il Parlamento italiano ha approvato una legge istitutiva del Garante per l’infanzia e l’adolescenza. Unici passi avanti nel corso dell’ultimo anno sono stati fatti su base locale: pur persistendo disomogeneità tra le leggi istitutive altre due regioni Lazio e Molise hanno formalmente nominato un garante regionale andando ad aggiungersi a Marche, Friuli-Venzia-Giulia e Veneto mentre la provincia autonoma di Trento ne ha approvato la legge istitutiva.

Preoccupante è la correlazione forte che emerge dal 4° Rapporto CRC tra il rischio di povertà minorile e l’investimento percentuale in spesa sociale: facendo riferimento al Prodotto Interno Lordo la media europea di investimento sociale si attesta intorno al 14% ed ad essa corrisponde un 19% di rischi di povertà minorile; nel nostro Paese dove si investe meno del 10% il rischio di povertà minorile balza al 24%. Per quanto riguarda i bambini e gli adolescenti particolarmente vulnerabili si denota una carenza di dati relativi ai numerosi fenomeni di sfruttamento e abuso che pertanto rimangono sommersi rendendo più difficile l’adozione di politiche di contrasto. Nel 2007 ad esempio non è stata fatta nessuna rilevazione sul lavoro minorile pertanto continua a mancare una rappresentazione quantitativa attendibile del lavoro minorile in Italia.

Il gruppo CRC raccomanda: la nomina in tempi brevi della Commissione Parlamentare per l’infanzia e la promozione di un maggior coordinamento in merito alle politiche dell’infanzia nonché la continuità dei lavori dell’Osservatorio Nazionale Infanzia come organismo principe deputato all’indirizzo e promozione generale delle politiche per l’infanzia e l’adolescenza;

l’adozione in tempi brevi del Piano Nazionale Infanzia;

l’approvazione immediata della legge istitutiva del Garante Nazionale Infanzia;

la previsione di un sistema di monitoraggio delle risorse destinate all’infanzia a livello nazionale e regionale che venga reso pubblico annualmente;

un’attenzione trasversale alla non discriminazione in modo che tutti i diritti siano garantiti a tutti i minori  presenti sul territorio italiano indipendentemente dall’etnia,nazionalità,dallo status socio-economico;

la promozione di un’effettiva partecipazione dei minori in tutti i contesti che li riguardano in particolar modo scolastico e istituzionale sia locale che nazionale con la previsione di adeguati strumenti di consultazione adeguati;

La versione integrale del Rapporto è scaricabile dal link : www.savethechildren.it

 


 

MINORI:  Pedofilia cresce l’impegno nella battaglia contro quella ‘virtuale’.

 

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