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Ilaria Ciancaleoni Ufficio Stampa

Loredana Petrone Sezione minori

Gabriele Felice
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Cari amici,
in questo mese di ottobre, dopo la pausa estiva, sono riprese a pieno ritmo le
attività della nostra associazione. Riparte dunque sia la newsletter mensile che il bimestrale di approfondimento e riprendono anche le attività della
community. Oltre a questi servizi, che già conoscevate, ci sono però delle importanti novità nellambito dellorganigramma e dei servizi
attivati.
Queste le principali novità:
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NUOVE FRONTIERE: AL VIA NUOVI SERVIZI ON LINE
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In questo mese hanno avuto inizio le
collaborazioni con Nuove Frontiere della dott.ssa Loredana Petrone, psicoterapeuta, che ha scritto numerose pubblicazione sulle tematiche dei minori vittime di abusi, e
della psicoterapeuta Laura Manca. Grazie alla collaborazione di queste due psicologhe lassociazione ha aperto uno sportello on line di sostegno psicologico
rivolto a minori e a famiglie in difficoltà.
A breve potrà aprire
uno sportello di Mediazione familiare grazie alla collaborazione di avvocati con specifica qualificazione.
Tra i nuovi servizi attivati cè anche
l apertura di uno sportello on line di consulenza legale per minori, immigrati e donne in difficoltà gestito della dott.sa Neria
Mancini.
La dott.ssa Donika Lafratta
è diventata Responsabile del Settore delle Relazioni Europee con il compito di far conoscere a livello
europeo la realtà di Nuove Frontiere onlus, le sue proposte, i suoi progetti ed ottenerne i
fondi.
Infine è on line una versione del sito
completamente rinnovata e aggiornata nei contenuti. Non sono ancora scaricabili gli allegati in pdf ma è questione di giorni..
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NUOVE FRONTIERE HA PRESENTATO UN PROGETTO DI LEGGE SULLA RIFORMA DELLE ADOZIONI.
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Allinizio di ottobre lassociazione Nuove Frontiere ha presentato - ed
è attualmente al vaglio di alcuni esponenti di diverse aree politiche - un progetto di legge sulla riforma delle
adozioni. Il progetto i
cui dettagli si possono trovare nellhome page del nostro sito mira a garantire al minore leffettivo diritto alla vita famigliare, allo studio
e a una situazione stabile, snellendo le procedure necessarie per la dichiarazione di adottabilità.
Se questo progetto di legge fosse approvato il
concetto di patria potestà non sarebbe più uno scudo infrangibile dietro al quale tollerare situazioni di abuso o abbandono. La patria
potestà potrebbe, infatti, essere definitivamente tolta nel caso di abusi accertati e il minore dichiarato immediatamente adottabile e cominciare così
una nuova vita con chi ha scelto di amarlo. Perché a fare un genitore non è un dato biologico ma lamore e la cura che viene posto nella crescita
e nella tutela dei figli.
La nostro proposta di legge, tuttavia, distingue tra
le famiglie che non sono assolutamente in grado di provvedere ai figli e quelle che invece si trovano in questa condizione per degli impedimenti indipendenti
dalla loro volontà: in questi casi non si chiede il decadimento della patria potestà ma, al contrario, un maggior intervento dello Stato a
sostegno di questi nuclei familiari e se necessario laffidamento temporaneo del minore, possibilmente ad una famiglia che risieda nella vicinanze del nucleo
naturale.
Infine la proposta di legge mira ad allargare la
platea dei possibili adottanti nella ferma convinzione che una famiglia fosse anche monogenitoriale è preferibile alla vita in
istituto. Per questo si propone di inserire nella lista degli adottanti, oltre alle coppie sposate, anche le coppie eterossessuali
conviventi e i single, fatti salvi naturalmente gli stessi accertamenti che si compiono sulle coppie sposate.
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NUOVE FRONTIERE: APPUNTAMENTI
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Il prossimo 13 novembre il presidente di Nuove Frontiere, Gabriele Felice, terrà una lezione sul tema "Una possibile politica di
integrazione" presso il Master in Protezione civile, emergenze ed aiuti umanitari attivato dallUniversità La Sapienza di Roma.
Lappuntamento è presso lateneo alle ore 10.00.
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MINORI: IV Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dellinfanzia e delladolescenza in
Italia.
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La Convenzione ONU sui Diritti
dellinfanzia e Adolescenza è stata approvata dallAssemblea Generale
delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989 a New York ed è entrata in vigore il 2 settembre 1990.
LItalia lha ratificata il 27 maggio 1991 con la legge n.176.Per verificare che i principi
sanciti dallimportante documento siano effettivamente rispettati, le Nazioni Unite chiedono ad ogni stato di redigere e presentare un rapporto ogni 5
anni.
Inoltre per dare
voce anche al punto di vista della società civile le organizzazioni non governative e del terzo settore hanno la possibilità di elaborarne uno
supplementare. Il gruppo di lavoro per la Convenzione sui Diritti (CRC) composto da 73 associazioni è un network aperto a tutte le associazioni ONG che
si occupano della promozione e tutela dellinfanzia e dellindividuo. Il gruppo di lavoro si è costituito con lobiettivo prioritario di
preparare un rapporto sulla condizione dellinfanzia in Italia supplementare a quello presentato dal governo italiano da sottoporre al comitato sui
Diritti dellInfanzia e dellAdolescenza.
Il prossimo rapporto periodico del Governo Italiano al comitato ONU sui Diritti del
Fanciullo è calendarizzato per ottobre 2008. Il nostro Paese sarà chiamato a relazionare sulle azioni intraprese in questi anni per migliorare i
diritti dellinfanzia.
In Italia non esiste un piano nazionale per lInfanzia nonostante le
sollecitazioni del Comitato ONU e contrariamente a quanto previsto dalla normativa che ne stabilisce ladozione ogni due anni. Lultimo risale al
biennio 2002-2004. Nemmeno nel corso della XV legislatura il Parlamento italiano ha approvato una legge istitutiva del Garante per linfanzia e
ladolescenza. Unici passi avanti nel corso dellultimo anno sono stati fatti su base locale: pur persistendo disomogeneità tra le leggi
istitutive altre due regioni Lazio e Molise hanno formalmente nominato un garante regionale andando ad aggiungersi a Marche, Friuli-Venzia-Giulia e Veneto
mentre la provincia autonoma di Trento ne ha approvato la legge
istitutiva.
Preoccupante è la correlazione forte che emerge dal 4° Rapporto CRC tra il
rischio di povertà minorile e linvestimento percentuale in spesa sociale: facendo riferimento al Prodotto Interno Lordo la media europea di
investimento sociale si attesta intorno al 14% ed ad essa corrisponde un 19% di rischi di povertà minorile; nel nostro Paese dove si investe meno del
10% il rischio di povertà minorile balza al 24%. Per quanto riguarda i bambini e gli adolescenti particolarmente vulnerabili si denota una carenza di
dati relativi ai numerosi fenomeni di sfruttamento e abuso che pertanto rimangono sommersi rendendo più difficile ladozione di politiche di
contrasto. Nel 2007 ad esempio non è stata fatta nessuna rilevazione sul
lavoro minorile pertanto continua a mancare una rappresentazione quantitativa attendibile del lavoro minorile in Italia.
Il gruppo CRC raccomanda: la nomina in tempi brevi della Commissione Parlamentare per linfanzia e la promozione di
un maggior coordinamento in merito alle politiche dellinfanzia nonché la continuità dei lavori dellOsservatorio Nazionale Infanzia
come organismo principe deputato allindirizzo e promozione generale delle politiche per linfanzia e ladolescenza;
ladozione in tempi brevi del Piano Nazionale Infanzia;
lapprovazione immediata della legge istitutiva del Garante Nazionale
Infanzia;
la previsione di un sistema di monitoraggio delle risorse destinate allinfanzia
a livello nazionale e regionale che venga reso pubblico annualmente;
unattenzione trasversale alla non discriminazione in modo che tutti i diritti
siano garantiti a tutti i minori presenti sul territorio italiano indipendentemente
dalletnia,nazionalità,dallo status socio-economico;
la promozione di uneffettiva partecipazione dei minori in tutti i contesti che
li riguardano in particolar modo scolastico e istituzionale sia locale che nazionale con la previsione di adeguati strumenti di consultazione adeguati;
La versione integrale del Rapporto è scaricabile dal link : www.savethechildren.it
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MINORI: Pedofilia cresce limpegno nella battaglia contro quella
virtuale.
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Sempre più spesso i pedofili
utilizzano le nuove tecnologie per adescare i minori. In particolare gli Sms e gli Mms (messaggi con immagini) vengono utilizzati per entrare in contatto
con i minori. Allinizio si chiede solo una foto in cambio di una piccola ricarica telefonica ma via via le pretese aumentano: il pedofilo vuole foto
e filmati osè in cambio di ricariche sempre più costose e, dallaltro lato, ricatta il minore minacciando di diffondere le immagini o di
farle pervenire ai genitori. Consapevole di questo fenomeno in crescita la Polizia postale ha ritenuto opportuno mettere maggiore impegno nel contrastarlo e, a questo scopo, ha firmato un protocollo di intesa con il Moige
Movimento Italiano Genitori. Laccordo prevede una collaborazione stabile per lo sviluppo di campagne di informazione rivolte sia ai minori che
ai loro genitori. La prima campagna è già partita e si chiama Dite ai vostri figli di non accettare Sms dagli sconociuti ed ha
come testimonial Milly Carlucci.
Info sulla campagna al link http://www.genitori.it/documento..asp?sotto=413
Se la battaglia contro la pedofilia e la pedopornografia on line o via cellulare
sta dando buoni frutti è anche grazie allimpegno di Telefono Azzurro; è proprio grazie a una denuncia giunta attraverso il sito di
questa associazione - www.hot114.it - se la Polizia Postale da molti mesi sta conducendo unindagine che ha già portati a
diversi arresti e sequestro di materiale pedopornografico. Questo sito permette così come il numero verde 114, di segnalare la presenza di video o
immagini pornografiche. Il lavoro di Hot 114 è potenziato grazie alla partecipazione attiva al network Inhope, lassociazione internazionale,
cofinanziata dallUnione europea che vi partecipa con tutti i 27 Stati membri, ramificata in 28 hotlines in tutto il mondo. Ulteriori informazioni sul
progetto al link http://www.azzurro.it/site/news_sicurezza_rete_2.html
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MINORI: Le
dichiarazioni del Ministro Carfagna: Sfruttamento dei bambini è emergenza sociale
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"Lo sfruttamento sessuale dei bambini
e degli adolescenti, oltre ad essere una delle forme più drammatiche di violazione della loro integrità fisica e psicologica è
espressione di una patologia sociale vera e propria". Lo ha detto il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, il 9 ottobre scorso,
durante l'audizione in Commissione bicamerale per l'Infanzia, dove ha illustrato gli aspetti del ddl sulla prostituzione. Lo sfruttamento sessuale, ha
ribadito il ministro, "crea un'emergenza sociale che investe oltre alle vittime anche la società nel suo insieme". Il ministro ha sottolineato
inoltre che il fenomeno della prostituzione minorile, in preoccupante aumento, interessa bambini e bambine, italiani e stranieri, con un abbassamento
generale dell'età dei soggetti sfruttati, in risposta "alla logica di mercato sia sul piano dell'offerta che su quello della domanda". Per
leggere il testo integrale dellintervento del Ministro Carfagna
http://www.pariopportunita.gov.it/DefaultDesktop.aspx?doc=2039
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DONNE: Eugenia
Roccella ribadisce il ticket per le
donne che rinunciano allaborto.
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Una circolare sulla questione del pagamento del ticket in relazione allinterruzione volontaria di
gravidanza è stata inviata alle Regioni per ribadire la gratuità degli accertamenti diagnostici necessari per quelle donne che
decidono di rinunciare allivg e proseguono la gravidanza. Lo ha annunciato il sottosegretario al welfare Eugenia Roccella La cronaca
recente rileva la Roccella in una nota- ha denunciato una prassi adottata in alcune strutture sanitarie italiane per esempio in Piemonte e
in Emilia Romagna le quali chiedono il pagamento del ticket alle donne quando, dopo gli accertamenti preliminari allinterruzione
volontaria della gravidanza decidono di non sottoporsi più
allaborto. Dopo unindagine del ministro per accertare i fatti-prosegue - ho firmato il 25 settembre una circolare in
proposito. Nel documento, inviato agli assessori alla sanità delle Regioni e delle Province autonome, si precisa che la procedura secondo la
quale le prestazioni finalizzate al ricovero diventano a pagamento se poi il ricovero non avviene, non può essere applicato allivg
perché in contrasto con lo spirito e la lettera della 194. Infatti se messa in atto, sottolinea Roccella si tradurrebbe in una
penalizzazione della scelta di proseguire la gravidanza mentre la
legge 194 contempla una serie di misure finalizzate proprio alla prevenzione dellaborto. Importante quindi-conclude il
sottosegretario-che il comportamento delle strutture sanitarie pubbliche sia sempre in linea con le disposizioni che in Italia garantiscono la
tutela della maternità anche sotto il profilo della gratuità degli accertamenti diagnostici
necessari.
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DONNE: Violenza sulle donne, confermato il progetto
Arianna.
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Il Progetto Arianna attuato allinterno del
Dipartimento per la Pari Opportunità e finalizzato alla prevenzione della violenza sulle donne e di cui vi avevamo parlato nelle
precedenti newsletter, è stato riconfermato per tutto il biennio 2008/2009. L'intervento svilupperà alcune delle azioni, messa a
punto a livello sperimentale nei primi due anni di attività sul territorio nazionale, per il sostegno all'emersione ed al contrasto del
fenomeno della violenza di genere verso le donne, inteso in ogni sua forma (fisica, sessuale, psicologica, economica, o di coercizione o
riduzione della libertà, sia in contesto familiare che
extrafamiliare, sia in forma di stalking). Il progetto porrà in essere azioni di supporto tecnico/scientifico allo sviluppo di una rete
nazionale antiviolenza, il miglioramento del Servizio di accoglienza
telefonica nazionale 1522 e lallargamento della Rete Antiviolenza
Nazionale ad altre realtà italiane. Per il primo biennio (2006-2007) infatti il progetto pilota si era concentrato sui territori di
Bologna, Catania, Cosenza, Isernia, Napoli, Nuoro, Palermo, Pescara, Potenza, Prato, Ravenna, Trieste, Venezia, e le province di Ancona, Bari e
Genova. Con la firma del nuovo protocollo di rinnovo si aggiungono al progetto 4 nuove città: Agrigento, Aosta, Latina e Torino. Per maggiori informazioni sul progetto e in particolare sugli obiettivi
per il biennio 2008-2009 si consiglia il link:
http://www.antiviolenzadonna.it/menu_servizio/progetto/Arianna2008_2009.pdf
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IMMIGRATI: Tar: riconoscimento status rifugiato non esclude il
permesso di soggiorno per asilo politico.
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Negare il riconoscimento status rifugiato non esclude il permesso di soggiorno per asilo
politico. TAR Lazio Roma Sezione II sentenza n 8831 dell8 ottobre 2008.
Accolto il ricorso del cittadino colombiano che aveva chiesto il
riconoscimento dello status di rifugiato politico, dichiarando di essere stato perseguitato nel proprio paese di origine. Nella specie la
Commissione Territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato aveva respinto la sua domanda ed in seguito a tale decisione la
Questura di Roma adottava il provvedimento di rifiuto del permesso di soggiorno per asilo politico impugnato con il ricorso.
Riguardo il merito, il ricorrente sostiene
lillegittimità del provvedimento di diniego del permesso di soggiorno in conseguenza del rigetto della domanda di protezione come
rifugiato, sostenendo che lAmministrazione non avrebbe tenuto in alcun conto del pericolo che correrebbe rientrando nel paese di
origine.
Sostiene altresì che lAmministrazione avrebbe dovuto
valutare i rischi connessi al respingimento nel paese di origine consentendogli- attraverso la concessione di un termine di trovare
quanto meno un altro paese ospitante nel quale recarsi senza rischi per la propria persona.
In sostanza il ricorrente lamenta la carenza di motivazione del
provvedimento del Questore il quale avrebbe respinto la sua domanda in via automatica, considerando il diniego di permesso di soggiorno per
asilo politico come meramente consequenziale al diniego del riconoscimento dello status di rifugiato politico, senza considerare, invece, se
potesse essere accolta la sua domanda ,tenendo conto della particolare situazione nella quale egli si sarebbe venuto a trovare una volta
rientrato nel suo paese e tenendo altresì conto del fatto che in Italia egli non sarebbe privo di mezzi di sostentamento. La
censura di difetto di motivazione è accolta.
Infatti ai sensi dellart. 19, comma1,del d.lgs. n. 286/1998
In nessun caso può disporsi lespulsione o il
respingimento verso uno Stato nel quale lo straniero possa essere oggetto di persecuzione per motivi di razza, di sesso,di lingua,di
cittadinanza,di religione,di opinioni politiche,di condizioni personali o sociali ovvero possa rischiare di essere rinviato verso un altro
stato nel quale non sia protetto dalle persecuzioni.
Quando la legge dispone il divieto di espulsione, il Questore
rilascia il permesso di soggiorno per motivi umanitari, negli altri casi, salvo che possa disporsi lallontanamento verso uno Stato che
provvede ad accordare un protezione analoga contro le persecuzioni di cui allart.19 comma 1 del Testo Unico.
Sulla base di questi presupposti normativi il diniego di rilascio del
permesso di soggiorno, richiesto per asilo politico non consegue automaticamente al mancato riconoscimento dello status di rifugiato
politico,dovendo il Questore verificare ai sensi della normativa suindicata la possibilità del rilascio del permesso di soggiorno per
motivi umanitari ai sensi dellart.5 comma 6 del d.lgs n.286/1988 e dellart.28 comma 1 lett. D) del d.p.r. n.394/1999.
Il Questore prima di respingere la domanda di rilascio del permesso
di soggiorno è tenuto a svolgere la verifica sulla particolare situazione di fatto nella quale versa il richiedente, verificando
linsussistenza di elementi impeditivi allespulsione o respingimento verso lo stato di appartenenza.
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IMMIGRATI: Assistenza sanitaria agli immigrati,
preoccupazione diffusa per lemendamento dalla Lega al pacchetto sicurezza.
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