L'usura alla conquista del Nord: il Centro Studi Abusi Psicologici e Telefono Antiplagio registrano la presenza sul mercato di ''nuovi operatori del credito'', e non e' certo una novita' che maghi e ciarlatani rappresentino le pedine della 'ndrangheta

L'usura alla conquista del Nord: il Centro Studi Abusi Psicologici e Telefono Antiplagio registrano la presenza sul mercato di "nuovi operatori del credito", e non e' certo una novita' che maghi e ciarlatani rappresentino le pedine della "ndrangheta L'OPINIONE DELLE LIBERTA" Immobiliari, pompe funebri e maghi: strozzini trasformisti per aggredire il credito al consumo L'usura alla conquista del Nord di Ruggiero Capone "I prelevamenti di somme che superano i 2.000 euro devono essere prenotati almeno 24 ore prima".

12/nov/2008 14.38.18 antiplagio Contatta l'autore

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L'OPINIONE DELLE LIBERTA'

Immobiliari, pompe funebri e maghi: strozzini

trasformisti per aggredire il credito al consumo

L’usura alla conquista

del Nord

di Ruggiero Capone



“I prelevamenti di somme che superano i

2.000 euro devono essere prenotati almeno 24 ore prima”. Il cartello

troneggia da due settimane nell’80% degli sportelli bancari milanesi.

Le segnalazioni delle organizzazioni di difesa dei cittadini confermano

che “l’avviso è valido su tutto il territorio italiano”. In

circolazione c’è sempre meno moneta contante. Secondo indiscrezioni del

settore bancario, sarebbe piovuto dall’alto l’ordine di stringere (per

precauzione) a metà il rubinetto del credito. I soldi (il contante in

cassa) alimentano una miriade d’attività. E’ la linfa che muove

commerci ed attività artigianali, e solo l’industria medio-grande pare

possa farne a meno. Secondo la Cgiaa di Mestre, a partire dal 2005 fino

ad oggi, sarebbero numericamente calate le denunce d’usura. “E’

difficile però pensare” sostiene Giuseppe Bortolussi (segretario della

Cgiaa) “che al calo delle denunce corrisponda una contrazione anche del

fenomeno. Con la crisi economica in atto, e la conseguente difficoltà

economica dei piccoli imprenditori e delle famiglie italiane, è

ipotizzabile che l’attività usuraria sia invece in espansione”. Il

calo, secondo Bortolussi, si spiegherebbe “con il profondo cambiamento

che sta vivendo questo fenomeno che oggi, soprattutto nel Nord, vede in

campo figure ambigue. Il vecchio cravattaro di quartiere è ormai stato

scalzato da gruppi malavitosi maggiormente organizzati” afferma

Bortolussi “che, anche attraverso l’attività usuraria, alimentano le

loro attività criminali. Queste organizzazioni, rispetto al

tradizionale strozzino, hanno affinato anche le tecniche di pressione

nei confronti delle loro vittime che, spesso, sono impossibilitate a

denunciare i loro aguzzini per i gravi ricatti psicologici e materiali

che subiscono. Insomma, omertà e paura la fanno da padrona”.



Tra il

2006 ed il 2008 in Toscana circa 200 famiglie si sono rivolte alla

Fondazione delle Misericordiae, nata per prevenire il fenomeno dell’

usura. A controllare il mercato dell’usura al Nord sarebbero soggetti

legati e protetti dalla ‘ndrangheta. Emerge che con un fatturato di 130

miliardi di euro, ed un utile che sfiora i 70 miliardi, la mafia

minaccia l’economia del paese, già indebolita dal difficile momento

attuale. I dati sono contenuti nel rapporto di “Sos Impresa, Le mani

della criminalità sulle imprese”, giunto alla sua undicesima edizione.

Il rapporto offre un’ampia panoramica su tutte le attività illegali

delle organizzazioni mafiose. Evidenzia la potenza finanziaria, la

grande liquidità di denaro disponibile e, di conseguenza, i rischi che

ne derivano per l’economia italiana. Il solo ramo commerciale della

criminalità che incide direttamente sul mondo dell’impresa, ha superato

i 92 miliardi di euro (circa il 6% del pil nazionale). Ogni giorno, una

massa enorme di denaro passa dalle tasche di commercianti ed

imprenditori italiani in quelle dei mafiosi: qualcosa come 250 milioni

di euro al giorno, 10 milioni l’ora, 160 mila euro al minuto. I racket

di estorsioni ed usura reinvestono nel turismo, nell’industria del

divertimento, nella ristorazione, negli autosaloni, nel settore della

moda e persino dello sport. Poi ci sono i comparti dell’intermediazione

e delle forniture.



Il settore maggiormente in crescita sarebbe quello

dell’usura, anche se oggi difficilmente monitorabile. Gli imprenditori

colpiti sarebbero 180.000, con un giro d’affari che oscilla intorno ai

15 miliardi di euro. Gli usurai di oggi sono polverizzati in tutto il

Nord e Centro Italia, usano attività paravento, come immobiliari che

permettono accesso al finanziamento, studi di magia, imprese edili e di

ristrutturazioni ed imprese di pompe funebri. Il “centro studi abusi

psicologici” ed il “telefono antiplagio” avrebbero già registrato la

presenza sul mercato milanese di “nuovi operatori del credito”, e non è

certo una novità che maghi e ciarlatani rappresentino le pedine della

‘ndrangheta nell’usura milanese. In questo periodo farebbero affari d’

oro, perché garantiscono il credito al consumo per la povera gente. Ma

è storia vecchia, già nel 2003 scattarono tra Lombardia ed Emilia una

ventina d’arresti per maghi e chiaroveggenti dediti ad attività

finanziarie nei propri studi. Si trattava d’evasori totali, dediti all’

usura. Le loro vittime, centinaia e centinaia di persone in crisi con

attività commerciali, erano pronte a credere che il danaro prestato dai

maghi avesse un potere superiore rispetto a quello delle banche. A

distanza di quattro anni dall’operazione “medium”, coordinata dal pm

Gianluca Braghò, che riuscì a rinviare a giudizio ben sette banchieri

magici, torna prepotentemente su Milano la triade maledetta estorsioni,

maghi, usura. “Si tratta d’una organizzazione con potenti capitali,

infatti molti di questi maghi posseggono spazi notturni sulle

televisioni private” ci spiega un ufficiale della Guardia di Finanza

“e, stranamente, tra gli sponsor dei loro programmi ci sono finanziarie

che promettono prestiti anche a gente protestata e già sotto

pignoramento del quinto dello stipendio”.



“L’associazione ha agito

inizialmente a Milano ma” secondo gli investigatori “già nel 2003 era

in forte espansione in tutt’Italia e non solo: anche in Svizzera e in

Spagna”. L’organizzazione, secondo gli addetti ai lavori, lavorerebbe

sotto la protezione internazionale della ‘ndrangheta, che provvede

regolarmente al recupero dei crediti. Potrebbe far sorridere l’

esistenza della famigerata “lobby dei maghi” a Milano, ma la vicenda è

seria. Il pm Braghò aveva anche appurato un tentativo (andato in porto)

da parte dell’organizzazione d’ottenere informazioni sulle indagini in

corso. E un appuntato dei Carabinieri, in servizio a Rho, nel milanese,

s’era prestato. E pare che l’organizzazione, già da allora, contasse su

uomini delle forze dell’ordine con parenti attanagliati dal bisogno

economico. Nella rete anche un’impiegata dell’Agenzia delle entrate,

motivo che permetteva a questa gente d’evitare controlli fiscali. In

Campania, Lazio e Sicilia si concentra un terzo dei commercianti

coinvolti. Preoccupa anche il dato della Calabria, il più alto nel

rapporto attivi/coinvolti. La Campania detiene il record degli importi

protestati (736.085.901 euro) seguita dalla Lombardia e dal Lazio. Il

Lazio è invece in testa alla classifica per numero dei protesti lavati.





Lo stesso Lazio (5,34%), la Campania (4,46%) e la Calabria (3,53%)

sono le regioni con il più alto numero di protesti in rapporto alla

popolazione residente. Napoli è la città nella quale lo scorso anno si

sono registrati più fallimenti (7,2%), dato che rappresenta il 15% del

totale nazionale. Tutti sintomi di una fragilità e debolezza che

colpisce innanzitutto i negozi, grandi o piccoli che siano.

Alle

aziende coinvolte vanno aggiunti gli altri piccoli imprenditori,

artigiani in primo luogo, ma anche dipendenti pubblici, operai,

pensionati, facendo giungere ad oltre 600.000 le persone invischiate in

patti usurari, a cui vanno aggiunte non meno di 15.000 persone

immigrate impantanate tra attività parabancarie ed usura vera e

propria. Di altro segno il racket delle estorsioni, dove rimane

sostanzialmente invariato il numero dei commercianti taglieggiati con

una lieve contrazione dovuta al calo degli esercizi commerciali e all’

aumento di quelli di proprietà mafiosa. Cala anche il contrabbando, in

parte sostituito da altri traffici. Mentre cresce il peso economico

della contraffazione, del gioco clandestino e delle scommesse.



(fonte

www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=243&id_art=9194&aa=2008)





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