TRENTO - PALAZZO DELLA REGIONE: MOSTRA SULLA PSICHIATRIA

La maggioranza delle persone ci ha ringraziato per aver aperto loro gli occhi su alcuni aspetti della psichiatria istituzionale e su trattamenti brutali e violenti che non dobbiamo mai dimenticare per migliorare il campo della salute mentale e sensibilizzare le persone affinché ne denuncino gli abusi, se questi avvengono.

03/giu/2009 14.23.53 CCDU Onlus Trento Contatta l'autore

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MOSTRA MULTIMEDIALE: PSICHIATRIA - UN VIAGGIO SENZA RITORNO

L’inaugurazione sarà tenuta giovedì 4 giugno 2009 alle ore 10:30

Trento Palazzo della Regione Piazza Dante 1

 

Anche quest’anno il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ha deciso di riportare a Trento la mostra multimediale “Psichiatria – Un viaggio senza ritorno”, visto il successo dell’anno scorso con 1875 visitatori e centinaia di commenti di persone interessate all’argomento.

 

La maggioranza delle persone ci ha ringraziato per aver aperto loro gli occhi su alcuni aspetti della psichiatria istituzionale e su trattamenti brutali e violenti che non dobbiamo mai dimenticare per migliorare il campo della salute mentale e sensibilizzare le persone affinché ne denuncino gli abusi, se questi avvengono.

 

Dopo la mostra dello scorso anno, un infermiere ha dichiarato che il TSO, la contenzione e gli ospedali chiusi a chiave dovrebbero essere aboliti, realtà purtroppo ancora presenti sul territorio. Uno studente ha preso il DVD della mostra per organizzare un dibattito con altri studenti. Un genitore ha detto che promuoverà il DVD per impedire che gli psicofarmaci entrino nelle nostre scuole. Abbiamo ascoltato decine di altre dichiarazioni simili.

 

Inoltre, grazie a questa mostra, abbiamo raccolto testimonianze di varie persone vittime di abusi perpetrati nel campo della salute mentale. Hanno raccontato la loro storia, ma vivono ancora nella paura di subire torti ingiustificati; come la storia di Tito (nome di fantasia in tutela della privacy) che ha finalmente potuto raccontare la sua storia: “Nel mio primo TSO al pronto soccorso ho parlato con uno psichiatra per meno di 10 minuti e poi mi hanno portato in un reparto psichiatrico, imbottito di farmaci e legato al letto. Qui è iniziato il mio calvario che non auguro neanche a un cane … Ho rifiutato i farmaci e li sputavo, allora mi hanno obbligato a prenderli con la forza. Mi facevano aprire la bocca per vedere se li prendevo. … Nessuno mi ha mai spiegato gli effetti collaterali. Addirittura uno psichiatra mi ha detto che gli psicofarmaci escono dal fisico e non mi fanno niente. Io invece vedo che il mio fisico cambia, sono sempre stanco e secondo me hanno contribuito a farmi diventare violento.”

 

Queste testimonianze ci hanno permesso di comprendere meglio gli abusi perpetrati, quali ad esempio:

 

·                    Diagnosi e terapie. Parecchie persone ci hanno raccontato di diagnosi (anche gravi) emesse dopo solo pochi minuti di colloquio e di una disinvolta e quasi automatica somministrazione di psicofarmaci.

·                    Mancanza di consenso informato. “La psichiatra mi ha anche detto di non leggere le controindicazioni degli psicofarmaci e di prenderli e basta.”

·                    Somministrazione forzata di psicofarmaci. “…Ho rifiutato i farmaci e li sputavo, allora mi hanno obbligato a prenderli con la forza. Mi facevano aprire la bocca per controllare.”

·                    TSO illegittimi. A volte la reale motivazione del TSO appare essere solo il rifiuto alle cure a base di psicofarmaci “imposte” dallo psichiatra.

·                    Contenzione. “Una volta sono stato legato e imbottito di psicofarmaci. Io non avevo fatto male nessuno e mi hanno tenuto legato al letto per tre giorni come una bestia.”

 

Non più di un mese fa il nostro comitato ha segnalato dei test effettuati in alcune scuole elementari del Trentino: un test psiconeurologico (PRCR-2) ed il test AC-MT che, come descritto nel protocollo Registro Nazionale sull’ADHD dagli esperti del ministero della sanità, viene anche usato in combinazione con uno psicofarmaco. C’e anche un’altra scuola dove sono stati fatti degli altri test che riveleremo all’apertura della mostra. Alcuni consiglieri provinciali si sono mossi con interrogazioni che non hanno ancora ricevuto risposta.

 

Gli abusi continuano.

 

Per ulteriori informazioni:

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

Tel. 338 71 85 032

Email ccdutrento@tiscali.it

www.ccdutrento.org - www.ccdu.org

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