SDI FEDERAZIONE DI
TREVISO
ADESIONE DI LANFRANCO
TURCI ALLA ROSA NEL PUGNO
Le motivazioni con le
quali Lanfranco Turci ha spiegato la sua adesione alla “Rosa”
spingono ad alcune riflessioni.
Va considerata
l’inadeguatezza della sinistra nell’affrontare i temi propri della
laicità dello stato e la remissività con cui si sono rimossi i motivi della
scelta referendaria; non è la prima volta che ragioni di freddo calcolo
politicistico allontanano la sinistra da questioni cruciali per
l’avvenire della stessa convivenza civile. Negli ultimi quindici anni si
è via via assistito ad una progressiva perdita del legame fra politica e
territorio; alla rinuncia a politiche in favore dei giovani ed alla resa nella
lotta contro i monopoli; all’incapacità di riforma di un obsoleto sistema
finanziario nazionale ed alla rinuncia ad una coerente riforma dello
stato sociale davvero capace di affrontare le disuguaglianze del mondo
d’oggi; e l’elenco potrebbe continuare.
Tali errori, oltre a
seminare vasta delusione in importanti occasioni elettorali, ha aperto spazi
spesso riempiti (per convinzione o per furbizia) dalla destra.
L’esperienza della “Rosa” riempie uno spazio laico e liberale
che potrebbe, dopo le elezioni, dare sostegno proprio a quelle politiche che il
centrosinistra, un po’ per cinismo ed un po’ per inadeguatezza,
rischia di dimenticare. Da qui l’utilità per tutta la sinistra
dell’esperienza che Turci, De Giovanni ed altri hanno deciso di
condividere nella formazione della “Rosa”. Tale valenza politica va
riconosciuta indipendentemente da come si giudicano le singole scelte
individuali le quali, per ciò che riguarda Turci, sono state sempre (e sono
tuttora) di cristallina coerenza.
Per ora, quindi, i
migliori auguri per un’esperienza che potrà portare frutti utili a tutta
l’Unione