ROSA NEL PUGNO TREVISO SACCONI BIAGI

è di cattivo gusto continuare a chiamare Legge Biagi una legge che ha applicato solo una parte delle teorie che Biagi ha sostenuto con convinzione, trasformando una idea per creare maggior flessibilità nel mondo del lavoro, in una legge che di flessibile ha solo la parte che riguarda i lavoratori, con il risultato che perfino l'ISTAT ha ormai certificato che si è trasformato solo lavoro stabile in precario con una perdita complessiva delle ore effettivamente lavorate.

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04/mar/2006 06.41.43 Partito Socialista Treviso Contatta l'autore

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ROSA NEL PUGNO TREVISO SACCONI BIAGI

Caro Maurizio  Sacconi,

 

è di cattivo gusto continuare a chiamare Legge Biagi una legge che ha applicato solo una parte delle teorie che Biagi ha sostenuto con convinzione, trasformando una idea per creare maggior flessibilità nel mondo del lavoro, in una legge che di flessibile ha solo la parte che riguarda i lavoratori, con il risultato che perfino l’ISTAT  ha ormai certificato che si è trasformato solo lavoro stabile in precario con una perdita complessiva delle ore effettivamente lavorate.

 

Noi crediamo  che sia necessario recuperare le proposte di un grande Socialista, che è stato anche iscritto allo Sdi, come Marco Biagi nella loro interezza. Sarebbe un un errore grave l'abrogazione secca della Legge Biagi, ma va compresa la critica che viene mossa: perché gli unici a rischiare, a stare davvero sul mercato, debbono essere i lavoratori? Domanda serissima, e la risposta giusta non è quella di sottrarre loro al mercato, ma quella di portare sul mercato anche tutti gli altri (penso ai settori delle professioni e dei servizi, in primo luogo).

 

Da questo punto di vista, un esercizio importante sarebbe quello di esplorare la distanza (che c'è, e non è poca) tra quella che tu continui a definire la "legge Biagi" e -invece- il Libro Bianco che Marco Biagi aveva, ben prima, realizzato. In realtà, è proprio quella prima opera ad indicare il cammino da riprendere, perché non si limitava a prevedere forme di flessibilità per i lavoratori, ma inseriva forme importanti di riequilibrio: sia riscrivendo il sistema degli ammortizzatori sociali, sia portando anche altri sul mercato, superando la cattiva abitudine italiana per cui le riforme liberali si fanno solo sul blocco sociale "altrui".

 

Ad esempio il meccanismo della cassa integrazione (concepito per sostenere settori non più trainanti) potrebbe essere abbandonato, a beneficio -invece- di meccanismi ispirati al "welfare to work" blairiano, che sono non solo più adeguati ai tempi, ma anche più "giusti", perché tutelano davvero chi si trova in una situazione di difficoltà.

 

Per questo,  alla vigilia dell'anniversario della morte di Biagi, organizzeremo, come Rosa nel pugno, iniziative utili a far  conoscere le vere proposte di Marco Biagi, grande Compagno Socialista.

 

 Ottavio Pasquotti   Raffaele Ferraro

Rosa Nel Pugno di Treviso

Treviso 3 marzo 2006

 

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