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10/mar/2007 12.00.00 www.nuovopsi.com Contatta l'autore

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Discussione in aula interpellanza On. Barani in relazione ad Iniziative per prevenire manifestazioni di violenza ed eversione
PRESIDENTE. L'onorevole Barani ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00372
LUCIO BARANI. Signor Presidente, come sindaco di Villafranca in Lunigiana, ho avuto la fortuna e l'occasione - uno dei casi più unici che rari - di erigere un monumento alla Giornata del ricordo, rappresentato da una pietra carsica di una foiba.
Pertanto quello che sto dicendo mi tocca sia culturalmente sia come persona democratica, socialista riformista appartenente alle istituzioni.
Ho appreso che a Carrara, in occasione della Giornata del ricordo, un gruppo di giovani appartenenti ad Alleanza Nazionale è stato autorizzato ad allestire una mostra fotografica sulle foibe, argomento trattato con autorevolezza dal Presidente della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati. Ad ogni modo, un gruppo di persone riconducibili agli ambienti di estrema sinistra e dei centri sociali ha aggredito con oggetti contundenti gli organizzatori dell'iniziativa, colpendo con una lattina uno di loro, il quale ha riportato una prognosi di sei giorni.
L'intervento della Polizia ha evitato che l'aggressione assumesse un esito drammatico, ma due agenti sono finiti a loro volta al pronto soccorso.
Alla guida, come provocatore, di tale gruppo di «disturbatori» sembra ci fosse un esponente locale di Rifondazione comunista, che è, tra l'altro, membro della fondazione della Cassa di risparmio di Carrara, quindi un uomo delle istituzioni.
Tali episodi di violenza ed intolleranza sono, ad avviso del sottoscritto, insopportabili per lo Stato, per i cittadini e per la democrazia, avvenendo per di più a pochi giorni dalla tragica morte dell'ispettore capo Raciti ed in coincidenza con l'esito dell'inchiesta del pubblico ministero Boccassini, che ha portato all'arresto di quindici presunti nuovi brigatisti, di cui otto iscritti alla CGIL.
Vorrei sapere dal ministro dell'interno quali misure intende adottare per evitare il ripetersi di episodi di violenza quali quelli segnalati in premessa e se non intenda operare per prevenire il rischio che centri sociali ed altre strutture di aggregazione costituiscano un terreno favorevole, un pabulum ottimale di attecchimento per manifestazioni di violenza e, soprattutto, di eversione.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'interno, Ettore Rosato, ha facoltà di rispondere.
ETTORE ROSATO, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Barani, prima di entrare nel merito di quanto richiesto dall'onorevole interpellante, vorrei soffermarmi brevemente sulla particolare realtà carrarese, nella quale la rivalità e il contrasto tra le opposte forze politiche locali, anche se raramente connotati da episodi significativi di violenza, ricorrono con una certa frequenza in città.
In essa, forte è ancora il ricordo, anche nostalgico, del fenomeno anarchico, e tuttora viva invece è la memoria delle gravi privazioni sofferte dalla popolazione locale durante la resistenza, delle tragedie familiari vissute sul fronte della linea gotica, come peraltro ampiamente riconosciuto con il conferimento della medaglia d'oro al valor militare alla provincia.
In questo contesto, si inserisce anche l'attività di una variegata galassia antagonista che trova il suo punto di riferimento nel centro sociale autogestito «La Comune» di Massa, animando di recente una serie di manifestazioni e mobilitazioni su temi sociali cari a quell'area politica.
A ciò si aggiunga che il comune di Carrara è interessato dalla prossima competizione elettorale amministrativa, pertanto la già vivace rivalità politica negli ultimi mesi ha avuto un'accelerazione, con l'acuirsi delle tensioni partitiche.
Mi si permetta, comunque, di sottolineare che proprio durante la mattina del 10 febbraio la cerimonia istituzionale di commemorazione delle vittime delle foibe si è svolta in totale armonia all'interno dell'ex campo profughi di Carrara, alla presenza di tutte le autorità e degli esponenti delle diverse coalizioni politiche; cerimonia durante la quale il prefetto ha consegnato gli attestati e le medaglie conferite dal Governo italiano agli eredi di due profughi di quella provincia.
Prima di entrare nel merito della questione, non posso non ringraziare l'onorevole Barani, anche per la sensibilità dimostrata nei confronti della legge istitutiva della giornata del ricordo. I segni che le amministrazioni comunali di tutta Italia hanno dato in questa direzione credo siano importanti a memoria del terribile dramma che ha coinvolto il paese.
Venendo ora ai fatti citati dall'interpellante, il prefetto di Massa Carrara ha riferito che nel pomeriggio del 10 febbraio, in occasione della giornata dedicata alla celebrazione relativa al giorno del ricordo, su iniziativa del partito di Alleanza Nazionale e del Fronte della gioventù, è stata allestita nella città una mostra fotografica sul tema «I martiri delle foibe», in ricordo delle vittime delle foibe e del dramma consumatosi al termine della seconda guerra mondiale nelle terre istriano-dalmate.
La manifestazione è stata regolarmente preannunciata alla autorità di pubblica sicurezza, che per l'occasione ha disposto una serie di idonei servizi di osservazione e per la tutela dell'ordine pubblico.
Tuttavia, nella circostanza, un gruppo di circa 10 giovani appartenenti all'area di estrema sinistra, si è avvicinato improvvisamente agli organizzatori dell'evento citato (quattro o cinque persone), apostrofandoli ed affrontando i presenti con atteggiamenti provocatori e minacciosi.
In particolare uno degli aggressori, durante l'alterco ha lanciato una lattina semivuota contro il responsabile della Federazione provinciale di Alleanza Nazionale, colpendolo al volto e procurando una ferita escoriata alla regione parietale sinistra, giudicata guaribile dai medici del pronto soccorso di Carrara in sei giorni.
L'immediato intervento degli operatori di polizia presenti sul posto ha scongiurato che la situazione degenerasse, frapponendosi fra i due gruppi ed evitando così un contrasto fisico fra i presenti.
Due ispettori, in servizio presso il commissariato di pubblica sicurezza di Carrara, sono peraltro stati colpiti da alcuni giovani di estrema sinistra, riportando rispettivamente ventuno giorni di prognosi per un trauma contusivo al rachide lombo-sacrale, ed un trauma addominale, e sei giorni per un trauma distorsivo del primo dito della mano sinistra, nonché una contusione al ginocchio sinistro.
A seguito delle indagini svolte per verificare le responsabilità e identificare gli autori dei fatti, il 5 marzo scorso sono state denunciate all'autorità giudiziaria quattro persone, di cui due per violazione dell'articolo 18 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, per aver promosso una pubblica manifestazione senza darne preavviso all'autorità di pubblica sicurezza; le altre due, oltre che per tale violazione, anche per lesioni personali, resistenza e violenza a pubblico ufficiale in concorso, e danneggiamento in concorso. Uno dei quattro denunciati risulta inoltre essere stato querelato per ingiurie dallo stesso esponente di Alleanza Nazionale rimasto ferito dal lancio dell'oggetto di cui si è detto.
Naturalmente, il nostro augurio a tutte e tre le persone coinvolte è quello di rimettersi quanto prima, oltre alla nostra solidarietà.
Dato il breve lasso di tempo trascorso dalle denunce, non si conoscono le determinazioni assunte al riguardo dall'autorità giudiziaria.
Successivamente ai fatti descritti, nei pressi del luogo ove si stava svolgendo la mostra fotografica, sono stati trovati alcuni volantini dal titolo «Foibe e fascismo», che sembra venissero distribuite ai presenti da giovani gravitanti nell'area di estrema sinistra.
Il volantino, a firma «Azione antifascista», sigla non conosciuta nella provincia, oltre a richiamare l'attenzione della popolazione locale a non cadere nella inaccettabile provocazione di chi ostenta il tricolore ed utilizza strumentalmente la tragedia del confine orientale, ricorda che Carrara è antifascista.
L'episodio, di per sé circoscritto, ha avuto vasta eco sulla stampa locale, anche perché alcuni esponenti dell'opposizione hanno chiesto la destituzione dalla carica di consigliere della Fondazione della Cassa di Risparmio di Carrara di una delle persone rimaste coinvolte nell'accaduto. Tuttavia, in merito a questa specifica vicenda il presidente della Fondazione stessa ha al momento confermato la fiducia al proprio consigliere, fino al definitivo chiarimento dei fatti.
Sul punto il sindaco di Carrara, nel riservarsi di esprimere un giudizio sul presunto coinvolgimento del consigliere della Fondazione, il quale si è fermamente dichiarato estraneo alla vicenda, ha riconosciuto il diritto costituzionalmente garantito per ciascuno di poter esprimere il proprio pensiero, nel totale rispetto delle idee altrui, avendo peraltro cura di non ledere i principi giuridici posti a difesa dei diritti democratici, esprimendo in ogni caso profondo rammarico per l'accaduto.
Per quanto riguarda il quesito sulle iniziative intraprese per evitare il ripetersi di atti di violenza e di intolleranza a sfondo politico, premetto che la vigilanza delle sedi di partiti, circoli, movimenti politici e organizzazioni sindacali, così come la protezione degli amministratori locali e di tutte le persone esposte a rischio a causa delle funzioni esercitate, costituisce una delle priorità dei servizi di controllo del territorio svolti dalle Forze dell'ordine in ogni regione del paese, secondo una programmazione definita provincia per provincia.
Il Ministero dell'interno non sottovaluta, evidentemente, la gravità ed il significato degli episodi di violenza politica diffusa nel loro genere, neppure quelli di minore impatto dimostrativo, in quanto comunque espressione di metodi violenti finalizzati a condizionare la normale dialettica democratica e, conseguentemente, a degradare i rapporti civili.
Occorre tuttavia riconosce l'obiettiva difficoltà sia di una attività di prevenzione capace di impedire in assoluto il ripetersi di atti del genere, che possono rivolgersi ad un numero altissimo di possibili obiettivi in ogni parte del paese, sia di una attività di repressione capace di individuare in ogni caso i responsabili, trattandosi di gesti che non richiedono particolare abilità operative o particolari sforzi organizzativi per la loro esecuzione.
Nel caso specifico di Carrara, come detto, tali responsabilità sono state accertate ed individuate, e sono ora all'attenzione dell'autorità giudiziaria per i conseguenti provvedimenti.
Massima è, inoltre, l'attenzione delle autorità di pubblica sicurezza, al fine di tutelare sia il regolare esercizio dei diritti, costituzionalmente garantiti, di riunione e di libera espressione del pensiero, sia il corretto svolgimento della dialettica politica, in vista delle prossime consultazioni.
Tale tutela si traduce nella predisposizione di adeguati servizi di ordine pubblico in occasione di pubbliche manifestazioni, nonché nella già ricordata attività di vigilanza a sedi di partiti e movimenti politici ed in una capillare attività informativa, ai fini di prevenzione, che mira a prevenire e a neutralizzare possibili occasioni di contrapposizione, anche violenta, tra gli appartenenti ed i simpatizzanti di opposte fazioni.
Analoga attenzione, infine, viene posta nella vigilanza e nel controllo di tutti i contesti sociali e dei luoghi di aggregazione dove possono crescere, oppure radicarsi, gruppi con atteggiamenti o comportamenti violenti od eversivi.
PRESIDENTE. L'onorevole Barani ha facoltà di replicare.
LUCIO BARANI. Signor Presidente, desidero replicare molto brevemente. Ricordo che sono un figlio di quella terra: quindi, mi riconosco nelle parole che il sottosegretario ha pronunciato. Tra l'altro, vorrei segnalare che sono figlio di un invalido per causa di guerra di prima categoria che è morto pochi anni fa. Pertanto, conosco la particolare situazione, anche dal punto di vista psicologico ed ambientale, che esiste in quel territorio.
È proprio questo il motivo per cui ho voluto sensibilizzare il Ministero dell'interno, affinché presti attenzione ad un'area così delicata, dove sono nati i primi anarchici in Italia e ove movimenti eversivi e sovversivi non sono mai attecchiti. Non vorremmo che proprio adesso, in una situazione che vede elezioni imminenti (come ricordato dal sottosegretario Rosato), vi fosse un atteggiamento lassista da parte delle istituzioni.
Vorrei ricordare, al riguardo, che, per la prima volta, il candidato sindaco dei Democratici di sinistra ha perduto le elezioni primarie, svoltesi recentemente, proprio contro un socialista riformista come me. Il momento, dunque, è molto delicato: è questa la ragione per la quale ho voluto presentare l'interpellanza in oggetto, finalizzata a sensibilizzare il Ministero dell'interno su tale argomento. La risposta fornita dal sottosegretario Rosato, quindi, mi trova pienamente soddisfatto

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