Gianni De Michelis: Francia e Italia: analogie e differenze - Tratto da Libero

Gianni De Michelis: Francia e Italia: analogie e differenze - Tratto da Libero Per meglio capire che cosa ci attende, un approccio estremamente efficace può essere rappresentato da un confronto ragionevole ed informato tra la nostra situazione e quella di un Paese così diverso ed al tempo stesso così vicino e così simile, come la Francia.

14/mar/2007 18.00.00 www.nuovopsi.com Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Per meglio capire che cosa ci attende, un approccio estremamente efficace può essere rappresentato da un confronto ragionevole ed informato tra la nostra situazione e quella di un Paese così diverso ed al tempo stesso così vicino e così simile, come la Francia.
In ambedue i casi ci troviamo di fronte a un punto di svolta determinato dall$B!G(Bormai inevitabile ed irreversibile esaurimento di una fase politica che in entrambe le situazioni ha rappresentato un passaggio critico per le rispettive comunità nazionali.
Nel caso della Francia si tratta della fine dell$B!G(Bera di Chirac il quale ha rappresentato il tentativo di prolungare la validità della quinta repubblica nell$B!G(Bera del mondo post-guerra fredda; nel nostro caso si tratta dell$B!G(Besaurimento dell$B!G(B interminabile fase di transizione durata un intero quindicennio e coincisa con i precari ed anomali equilibri politici della seconda repubblica e del bipolarismo bastardo.
Due situazione simili quindi, epperò quante e quali diversità nel modo di affrontarle.
Nel caso della Francia attraverso la strada maestra delle elezioni e sulla base di un confronto in pieno e trasparente svolgimento che consentirà ai cittadini francesi di scegliere in modo nitido il futuro che preferiranno. Una scelta che sarà possibile quindi compiere nel modo più normale e che al tempo stesso però, cosa che nessuno si aspettava, meno che mai in Italia, consentirà proprio nel paese più bipolare d$B!G(BEuropa e nonostante un sistema elettorale che apparentemente non avrebbe dovuto consentire nessuna deviazione dalla logica bipolare, anche l$B!G(Bespressione di un$B!G(Bindicazione costruttiva di voto nel senso del superamento della stessa architettura fondamentale della quinta repubblica.
Infatti, con grande stupore dei maitre a penser nostrani, da quindici anni impegnati a rivendere agli italiani la storiella delle virtù salvifiche del bipolarismo, improvvisamente veniamo informati che la contesa non si svolge a due, ma ormai a tre e che tra i due contendenti di destra e di sinistra, tra Sarkozy e la Royal, si è inserito prepotentemente ed autorevolmente un terzo contendente, Bayrou, che esplicitamente propone ai francesi di andare oltre la logica bipolare e di riorganizzare il sistema politico francese in una direzione più coesiva ed inclusiva, in modo da correggere la logica di contrapposizione implicita nel sistema bipolare e giudicata inadeguata per garantire un governo efficace del nostro vicino transalpino nella prospettiva dell$B!G(Battuale competizione globale.
I sondaggi accreditano a Bayrou la possibilità di andare al ballottaggio e addirittura di poter prevalere nel ballottaggio medesimo: ciò significa che Bayrou suscita il consenso di una porzione d$B!G(Belettorato molto maggiore di quella che nel passato si è orientata verso il partito di cui Bayrou era ed è il leader.
In una parola Bayrou risulta così straordinariamente attrattivo proprio per la direzione di cambiamento che indica e ciò gli permette di gareggiare contro i due contendenti, nonostante che anch$B!G(Bessi impersonifichino ipotesi di forte cambiamento rispetto al passato rappresentato da Chirac a destra e da Mitterand e Jospin a sinistra.
La cosa più straordinaria è che Bayrou , al di là del risultato finale, è riuscito comunque a dimostrare che anche in un logica bipolare si può interpretare un$B!G(Bipotesi di cambiamento anche da posizioni che si collochino non sulle ali estreme dei due schieramenti come è avvenuto nel passato con Le Pen ed i candidati trozskisti, ma anche consentendo ai cittadini scontenti dell$B!G(Bassetto esistente di esprimere la propria insoddisfazione attraverso una scelta che si colloca al centro e non alle ali del sistema politico; e questo utilizzando il medesimo sistema elettorale che era stato concepito come funzionale ad un sistema rigidamente bipolare.
Vedremo come andrà a finire in Francia, epperò già quello di cui dobbiamo prendere atto oggi dovrebbe essere sufficiente a farci riflettere in Italia.
Riflettiamo un attimo sulla nostra situazione: noi le elezioni le abbiamo alle spalle e abbiamo fatto finta di non accorgerci dell$B!G(Bindicazione che l$B!G(Belettorato ci ha dato.
E il risultato è stato a suo modo insolitamente chiaro: gli elettori hanno scelto in modo inequivocabile di esprimere due maggioranze diverse per le due camere in cui si articola il nostro sistema.
Al Senato ha avuto una netta maggioranza la Casa delle Libertà, alla Camera una maggioranza di misura l$B!G(BUnione.
Solo i difetti di un sistema elettorale contorto hanno consentito a Prodi di cantare vittoria, sia pure sulla base di equilibri numerici assolutamente precari: il cosiddetto porcellum contro il quale si scagliano i rappresentanti dell$B!G(Battuale maggioranza in realtà ha lavorato a favore della medesima.
Le conseguenze di questa incapacità o di questa scelta deliberata di non prendere atto di un$B!G(Bindicazione degli elettori molto simile a quella che sta emergendo in Francia ha provocato conseguenze facilmente immaginabili e ormai di assoluta evidenza.
Il sistema è ormai totalmente paralizzato: il Paese è impantanato a livello internazionale, con perdita di credibilità dell$B!G(BItalia e con gravi rischi per i membri della nostra comunità nazionale impegnati a vario titolo sugli scenari caldi del mondo; a livello del sistema economico prevale la logica dello scontro di bande, quasi fossimo in Somalia; le vicende della governance della Rai sono in qualche modo la metafora di una situazione generale.
La situazione del governo assomiglia alla condizione di quel defunto tenuto ibernato per anni per evitare di fare i conti con le conseguenze del decesso.
Nel frattempo ovviamente risulta impossibile affrontare efficacemente e risolvere le urgenze che si accumulano sul terreno economico, sociale e civile. Basti pensare alle scelte in materia di infrastrutture, al problema delle pensioni, ai problemi energetici, per finire con questioni come quelle dell$B!G(Bordine pubblico, del dilagare della droga, delle questioni connesse ai flussi migratori e, non ultime, le questioni relative ai cosiddetti Dico.
Il sistema politico, sempre più staccato dalla realtà concreta del paese, sembra incapace di prendere atto di questa situazione e sembra tutto concentrato attorno al solo problema della legge elettorale, affermando però nel contempo paradossalmente di volerlo affrontare nella cieca e pervicace conferma di quel sistema bipolare, a cui ormai anche il più sprovveduto dei cittadini riesce a capire che va attribuita la responsabilità della crisi in cui è stato gettato il Paese.
Tra due mesi la Francia avrà scelto, avrà voltato pagina e potrà guardare al futuro lasciandosi per sempre alle spalle il passato sulla base di una decisione trasparente e responsabile dei suoi cittadini.
Noi, in Italia, rischiamo di rimanere i soli ancora impantanati nell$B!G(Bincapacità di decidere e sostanzialmente costretti ad affrontare il futuro in uno schema in cui le alternative saranno le stesse che vennero offerte agli italiani oltre dieci anni fa.
Né Sarkozy, né la Royal, né Bayrou, ancora Prodi e Berlusconi.
Nessun ritorno alla normalità europea, ma il tentativo disperato di continuare a propinare agli italiani l$B!G(Banomalia senza futuro di partiti di plastica quali il partito democratico ed il partito delle libertà.
Soprattutto nessuna possibilità di prendere in considerazione tra le ipotesi concepibili ed ammissibili quella che, guarda caso, da anni sta affermandosi in tutti i Paesi europei e cioè quella logica delle larghe intese che ormai in Europa si avvia ad essere la regola e non l$B!G(Beccezione.
E tutto ciò nel mentre la soluzione sarebbe così facile: da un lato subito un governo di convergenza democratica volto non solo a rifare la legge elettorale ma a dare al Paese i contenuti minimi di una governabilità efficace; l$B!G(Bavviarsi poi di una riorganizzazione del sistema politico nella direzione di quella che non da poco chiamiamo la normalità europea, anche attraverso l$B!G(Badozione del sistema elettorale più efficace in tale direzione, e cioè quello tedesco.
Ora, non ci sfuggono le ragioni per le quali i gruppi che hanno tutto da perdere da tale evoluzione tentino disperatamente di renderla impossibile; quello che non capiamo è perché la maggioranza degli italiani il cui interesse va esattamente nella direzione opposta, non siano capaci di far prevalere la loro volontà.
Come l$B!G(Besempio di Bayrou in Francia dimostra, anche i sistemi elettorali più rigidamente indirizzati al bipolarismo consentono di indicare sbocchi diversi.

Gianni De Michelis

Roma 13 marzo 2007
Never miss an email again!
Yahoo! Toolbar
alerts you the instant new Mail arrives. Check it out.
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl